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Il teatro La Sena di Feltre e il Dino Buzzati di Belluno inseriti tra i monumenti nazionali

La parlamentare Bisa ha spiegato a Feltre l'emendamento che ha fatto inserire le due strutture della Valbelluna nell'elenco dei teatri monumento nazionale. Un 'titolo' che permetterà anche di accedere a più finanziamenti necessari per riadeguarli e restituirli al loro splendore

Di Antonio Gheno - 14 aprile 2024 - 18:41

FELTRE. Presentato a Feltre l’emendamento inserito dalla parlamentare della Lega Ingrid Bisa nella proposta di legge che prevede l’inserimento del teatro La Sena di Feltre e del teatro Dino Buzzati di Belluno nell’elenco dei teatri che verranno resi monumento nazionale (sono circa 400 su 3000 su scala italiana).

 

Il riconoscimento a monumento è un passaggio fondamentale per dare maggior notorietà ai due edifici storici delle due città della Valbelluna e consentire in futuro anche di ricevere dei fondi dedicati per la loro valorizzazione e sistemazione cosa necessaria al teatro feltrino per consentire l’esecuzione di un ultimo stralcio di lavori, che ne consentirà l’apertura definitiva, così come al teatro bellunese. Soddisfatta la sindaca di Feltre Viviana Fusaro che ha ringraziato la parlamentare per l’interessamento e per aver avuto l’idea, insieme al segretario provinciale della Lega, di vedere se in provincia c’era qualche teatro candidabile e per aver coinvolto l’amministrazione feltrina.

 

Andrea Bona assessore al patrimonio del comune di Feltre ha illustrato come l’edificio che ospita il teatro sia della seconda metà del 1500 e venga attribuito al Palladio anche se, a suo parere, potrebbe essere di Jacopo Sansovino che tra i vari lavori fece due dei tre lati di piazza San Marco a Venezia. Da sala del consiglio, lo spazio al piano superiore, venne poi usato per feste ed incontri per diventare infine teatro progettato dal Selva, un modo per rendere funzionale un edificio nato per altri scopi. “Riteniamo questo riconoscimento molto importante perché con un ultimo finanziamento potremo fare l’ultimo stralcio di lavori che ci consentirà un’apertura definitiva. E’ dal 1976 che questo teatro vede lavori in corso che inseguono sempre le normative che cambiano, perciò dobbiamo muoverci prima che ci siano ulteriori modifiche legislative che ci condurrebbero ad altre lungaggini” ha concluso.

 

Il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Comuni Confinanti Dario Bond ritiene che “questo sia un passaggio fondamentale utile a portare a casa dei fondi dal Ministero perché farà capire agli stessi uffici romani che questo teatro è la piccola Fenice, un’eccellenza del nostro territorio bellunese e non una cosa insignificante come qualcuno a Roma pensa. Inoltre su questo teatro ci sono delle responsabilità politiche anche locali che negli anni non hanno permesso di arrivare ad un risultato cosa che invece è cambiata con l’attuale sindaca che dal primo giorno di insediamento, con determinazione, si è focalizzata su quest’opera con la volontà di risolvere questa operazione”.

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