Lavorare nel turismo? Per i giovani impresa impossibile tra incertezza, paghe al minimo e difficoltà a costruire una famiglia. Demagri interroga l'Aula e chiede risposte
La consigliera di Casa Autonomia ha presentato un'interrogazione e una mozione dopo aver parlato con un giovane che le ha raccontato delle difficoltà quotidiane: ''Lavora dalle 11 alle 15 ore al giorno. Talvolta, gli è capitato anche di dover assolvere al contratto della stagione invernale in part-time pur lavorando per l’intera giornata. Le retribuzioni mensili sono di circa 1500 euro, vitto e alloggio compresi. E dove non lo sono, gli affitti sono proibitivi e rendono respingente un lavoro che per 7 mesi tra estate ed inverno offre complessivi 10.500 euro all’anno, nemmeno 13.000 in tutto con tredicesima e licenziamento''

TRENTO. ''I giovani saranno mai una vera risorsa per il nostro Trentino?''. La domanda se la pone la consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri in un'interrogazione depositata in consiglio dopo aver preso spunto da un esempio pratico di un giovane impegnato stagionalmente come cuoco da quando, circa sei anni fa, ha terminato la scuola professionale. ''Lavora dalle 11 alle 15 ore al giorno - spiega Demagri - con uno solo giorno di riposo settimanale, tranne in alta stagione o per sostituzioni in caso di malattia di colleghi. Poche certezze dunque tant'è che fino a pochi giorni prima dell’avvio della stagione non sa se verrà chiamato o meno''.
''Talvolta, gli è capitato anche di dover assolvere al contratto della stagione invernale in part-time pur lavorando per l’intera giornata. Per prassi - prosegue la consigliera di Casa Autonomia - il termine dell’assunzione è sempre stato fissato al giorno lavorativo immediatamente successivo all’Epifania. Spesso rinnovato. Quest’anno invece, la conferma di prosecuzione fatica ad arrivare. E ad incertezza più assoluta si aggiungono prospettive più che sicure, purtroppo beffarde. Le retribuzioni mensili sono di circa 1500 euro, vitto e alloggio compresi. E dove non lo sono, gli affitti sono proibitivi e rendono respingente un lavoro che per 7 mesi tra estate ed inverno offre complessivi 10.500 euro all’anno, nemmeno 13.000 in tutto con tredicesima e licenziamento''.
Che il comparto del turismo costituisca componente essenziale dell’economia trentina è un fatto assolutamente incontestabile. Da sempre porta lustro alle imprese che vi lavorano ma vi sono anche alcune ombre per quanto riguarda le persone impiegate. ''Esaltiamo l’economia di un turismo provinciale di grande impatto, diretto e indiretto che sia - prosegue Demagri - ma ci meravigliamo all’ascolto di narrazioni di giovani che non accettano di lavorare, ai quali però si chiede resilienza. La vita da stagionali impatta sulla quotidianità in maniera totalitaria. Eppure non è il solo scoglio che un giovane deve superare. Scarse disponibilità economiche per una vita dignitosa, con una famiglia, una dimora, un mezzo di trasporto, tolgono sonno e tranquillità ad intere generazioni. Specialmente quelle in uscita dalle scuole professionali che hanno voglia e bisogno di imparare ancora tanto ma non intendono affatto dipendere dall’indennità di disoccupazione. La loro dignità è altro''.
Ovviamente Paola Demagri chiarisce che è ben noto il problema dei costi del personale che grava pesantemente sui bilanci delle imprese ma allo stesso tempo è assurdo che lo stipendio che poi va nelle tasche di questi giovani finisca per non dare nemmeno soddisfazione a questi ragazzi e ragazze e così ''a compensare il gap salariale finiscono per doverci spesso pensare le famiglie. Sulle quali questi giovani adulti si trovano a pesare'', completa la consigliera di Casa Autonomia.
''Pensateci - aggiunge Demagri - sono indispensabili in alta stagione, ma vivono nell’incertezza in bassa stagione e finiscono reietti e senza ruoli sociali attivi fuori stagione. Vi immaginate il malessere per chi voglia davvero contare sul proprio futuro, su una propria famiglia? Il Trentino investe con importante sostegno pubblico al comparto turistico. Strutture, infrastrutture, incentivi e promozione, ce n’è per tutti, molto meno in via diretta ai suoi dipendenti. Sappiamo che tutto è governato dalle norme ma il “Dura lex sed lex” non può bastare. Il Trentino che vogliamo dovrà trovare una soluzione anche per le tribolazioni delle giovani persone delle quali abbiamo raccontato sopra''.
E quindi la mozione che chiede alla Giunta Fugatti di ''intraprendere azioni di sostegno a favore degli operatori del comparto turismo al fine di permettere loro di contrastare il gap salariale e conseguenti problematiche che affliggono i loro dipendenti''. E alla mozione segue l'interrogazione per conoscere quali azioni sono già in pista per contrastare questo pernicioso fenomeno.


















