Contenuto sponsorizzato
Trento
07 luglio | 15:23

"Una crisi silenziosa ma profonda", Demagri dopo il grido d'aiuto (anche) degli amministrativi dell'Apss: "C'è sfiducia e il personale fugge"

Il personale dell'Apss a tutti i livelli sembra in crisi e chiede ascolto. La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri: "Il senso di appartenenza sembra scomparso. Per la politica è tempo di agire. E' tempo di restituire dignità e speranza a chi ogni giorno continua a servire, nonostante tutto. Il tempo dell’attesa è finito. Il tempo dell’ascolto è scaduto ormai da quasi un anno. Un consiglio all’utenza mi sento di darlo: nel 2023 aveva una chance per cambiare rotta"

"Una crisi silenziosa ma profonda", Demagri dopo il grido d'aiuto (anche) degli amministrativi dell'Apss

TRENTO. "Da anni centinaia di professionisti della sanità trentina - medici, infermieri, tecnici e amministrativi - si dedicano al proprio lavoro con impegno indefesso e serietà esemplare. Nonostante tutto", queste le parole di Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Nonostante il silenzio, l’immobilismo, la mancanza di ascolto. Eppure, ciò che oggi vacilla è la motivazione. Quella fiducia reciproca, quel sentimento di appartenenza che ha reso l’Azienda provinciale per i servizi sanitari un’eccellenza riconosciuta, oggi sembra scomparso".

 

Un malcontento delle lavoratrici e dei lavoratori che sembra diffuso a tutti i livelli in ambito sanitario. Gli ultimi in ordine di tempo a manifestare un certo disagio sono stati gli amministrativi. "Una situazione indecente. Privi di ogni diritto e dignità". Il (duro) grido d'aiuto e di allarme. "Un contratto vecchio e iniquo che non riconosce la capacità maturata negli anni e spesso ci troviamo a dover svolgere il compito dei 'nuovi dirigenti' perché inesperti, appena sfornati dalle Università, o troppo snob per fare una fotocopia, inviare una mail o scrivere una determina" (Qui articolo).

 

Il sistema sanitario appare in crisi. "Si parla di persone che si dedicano da anni alla sanità pubblica come a una famiglia: con dedizione, con orgoglio, con la consapevolezza di ricevere almeno quanto si dona", aggiunge Demagri. "Tanti i professionisti che condividono questa vocazione". Ma oggi? "Oggi negli ospedali si respira amarezza. Gli sguardi sono bassi, le parole pesanti, le lamentele costanti".

 

La risposta è sempre la stessa. "L'Apss non è più quella di una volta. Tutti i livelli professionali sono stati toccati, nessuna categoria è rimasta immune. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari vive una crisi di fiducia che rischia di compromettere la sua capacità di rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni della popolazione".

 

Difficoltà che vengono evidenziate anche dai sindacati. "E' importante restare uniti, così come le divisioni e le visioni corporative perché la disattenzione sulla gestione del personale, purtroppo, è generale dalla politica, dalla Provincia e dall'Azienda", le parole di Giuseppe Pallanchsegretario della Cisl Fp. "Manca il riconoscimento delle competenze e ormai da anni ormai chiediamo l'armonizzazione e il rispetto delle progressioni come previsto a livello nazionale e nei contratti per rispondere alle esigenze di dipendenti formati e fondamentali per il funzionamento del sistema sanitario".

 

Una crisi che viene evidenziata anche dalla consigliera provinciale di Casa Autonomia. "I segnali ci sono da tempo: già subito dopo il 2018 si era palesata la necessità di una svolta". Ma le nomine, le scelte tecniche e politiche, hanno seguito un’altra strada. E ora? Si attende. Si rimanda. Si invoca la riforma, il nuovo polo ospedaliero. E non arriva nulla, tutto arenato. Solo annunci del governatore, che scarica le colpe su altri: il solito atteggiamento populista dei Punti nascita aperti senza utenza, dei pronto Soccorsi obsoleti sovraccarichi, degli ospedali di valle che perdono identità, dell’ospedale Santa Chiara che implode".

 

Nel frattempo, "l’Azienda indietreggia, i professionisti fuggono, e l’utenza, che resta il faro, non sempre trova risposte nei tempi e nei modi che meriterebbe. E la gente, sfiduciata, preferisce tacere oppure andare altrove. Per la politica è tempo di agire. E' tempo di restituire dignità e speranza a chi ogni giorno continua a servire, nonostante tutto. Il tempo dell’attesa è finito. Il tempo dell’ascolto è scaduto ormai da quasi un anno. Un consiglio all’utenza mi sento di darlo: nel 2023 aveva una chance per cambiare rotta. Ha scelto di dare fiducia un’altra volta? Bene. Ma ora basta, sbagliare è umano. Perseverare? Sappiamo tutti com’è il proverbio", conclude Demagri. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato