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Legge orsi, via libera in Terza commissione: "Nel 2024 e 2025 si possono rimuovere 8 esemplari perché problematici o pericolosi". Ma sul "lupo siamo ancora all'anno zero"

La Terza commissione ha approvato il ddl di Failoni che modifica la legge del 2018 sugli orsi

Di LA - 12 febbraio 2024 - 13:54

TRENTO. Via libera in Terza commissione al ddl orsi. La legge fissa la possibilità di rimuovere, per il 2024 e il 2025, il limite di 8 esemplari perché considerati pericolosi o problematici. Il semaforo verde è arrivato con 4 "Sì", 2 astensioni in attesa di un confronto con l'assessore e il "No" di Lucia Coppola. 

 

Dal Comitato "Insieme per Andrea Papi" alla Sat, si sono concluse le audizioni nella commissione presieduta da Vanessa Masè per affrontare la modifica della legge 9 del 2018 di Rossi e Dallapiccola sulla gestione dei grandi carnivori. Un ddl che in parte recepisce lo studio di Ispra realizzato dopo la tragedia di Caldes.

 

In linea teoria, per non mettere eccessivamente a rischio la conservazione dei plantigradi in Trentino, si potrebbe procedere alla rimozione di un massimo di 8 orsi. Si devono però seguire criteri ben precisi (come il limite di 2 femmine all'anno) e la base di partenza resta il piano Pacobace.

 

Terminata la fase di ascolto, la Terza commissione si è concentrata sull’articolato. Astensione per i consiglieri Roberto Stanchina (Campobase), in riferimento a un’ipotesi di un confronto entro fine mese con l’assessore in vista di un emendamento, e per Michela Calzà (Pd), anche per quest’ultima ci saranno margini di miglioramento.

 

Entrambi gli articoli 1 e 2 di cui si compone il ddl hanno visto parere favorevole della Commissione con 4 voti favorevoli (Brunet, Biada, Masè, Paccher), 2 astenuti (Calzà e Stanchina) e un voto contrario di Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra).

 

Si è poi passati alle dichiarazioni di voto sul disegno di legge. Il consigliere Stanchina ha confermato il proprio voto di astensione in prospettiva di un confronto con l’assessore di merito, volto a un emendamento del testo che "rappresenta finora un buon auspicio, ma che manca ancora di alcune parti". Lo stesso consigliere ha avuto poi modo di precisare la propria convinzione: bisogna capire come procedere al contenimento con la salvaguardia della specie. Per Campobase, ha detto, il ddl è un’opportunità per fare altri passi avanti.

 

Anche Calzà ha detto di aver apprezzato gli approfondimenti in commissione, ma che avrebbe preferito, come chiesto dalle minoranze, l’esame del ddl fosse seguito alla Conferenza d’informazione di fine mese. Ha annunciato la propria astensione e ricordato che la legge 9 del 2018 aveva già identificato le modalità di gestione e l’uso del Pacobace aveva permesso di creare un piano di gestione che avrebbe raccolto una serie di azioni evidenziate nell’incontro con la Sat che avrebbero permesso di affrontare il tema in modo ampio e più equilibrato. Ha precisato quindi che parlando di Pacobace si vuol dire che c’è già uno strumento usabile a tutela della popolazione. Ci sarebbe stato il tempo di agire da parte della Provincia. Si è riservata un incontro con l’assessore.

 

Invece Daniele Biada (Fratelli d'Italia) ha ricordato il via libera del suo gruppo e ha parlato dell'obiettivo di presentare un ordine del giorno mentre Antonella Brunet (Lista Fugatti presidente) ha dato voce al parere favorevole proprio e del gruppo: ha espresso solidarietà agli agricoltori e agli allevatori. La consigliera ha quindi ricordato il lavoro fatto da questi ultimi e la necessità di tutelarlo, altrimenti si perde il patrimonio di alpeggi e montagna, inoltre ha fatto riferimento alle audizioni e ha detto di essersi spaventata perché c’è ancora molto da fare: sul lupo si è ancora all’anno zero e sull’orso ci sono ancora passi avanti da fare.

 

Una legge necessaria e importante, per Paccher (Lega) perché permette di prendere in mano un tema fondamentale. Ha parlato di un’emergenza che ha portato alla morte di una persone e alle altri aggressioni o inseguimenti che hanno messo a repentaglio la sicurezza chi vive la montagna.

 

"Un’emergenza - dice Paccher - che nemmeno chi aveva pensato il progetto Life Ursus avesse pensato o prospettato. Molte discussioni, ha detto riferendosi alla possibilità della sterilizzazione citata dalla consigliera Coppola, sono andate oltre rispetto al tema: si sta gestendo ora il pericolo dato da orsi problematici". Anche se in questo caso l'intervento del consigliere leghista non è precisissimo in quanto le difficoltà e i possibili problemi gestionali erano già stati anticipati nello studio di reintroduzione della specie in Trentino.

 

Per Paccher, poi, non si può riempire il Casteller di orsi che comunque lì avrebbero una vita non compatibile con la loro essenza di animali selvatici. Le infrazioni Ue? "Parlandone si vuole spaventare per niente. La sola Svezia l'anno scorso ha fatto un piano di abbattimento di 662 orsi su 3.000 orsi circa totali per ridurne la concentrazione, nonostante l’ambiente svedese veda spazi più ampi rispetto a quello trentino". Il consigliere ha anticipato il proprio voto favorevole al ddl, nella speranza che in futuro si passi a piani di abbattimento che non solo eliminino gli orsi problematici, ma provvedano al contenimento dei numeri. Infine un altro riferimento alle cifre: un incontro su 7 di orsi nel bosco ha epiloghi mortali, ha aggiunto, quando si parla di orso non si parla di Winnie The Pooh".

 

Infine Masè ha ricordato che La Civica è favorevole al ddl. Dalle audizioni, ha detto, è emerso quanto sia fondamentale il tema della sicurezza. Tutti chiedono di poter intervenire con maggior forza, uscendo dalle pastoie delle conseguenze di legali.

 

"E' emersa un’esigenza su un ragionamento sul lupo: sulla gestione del tema si è all’anno zero in termini di strumenti normativi, nonostante la forte espansione della popolazione sul nostro territorio. Una pressione su allevatori e pastori, ma anche su chi frequenta il bosco, che non può lasciare indifferenti". Masè ha poi auspicato che il messaggio possa essere veicolato anche a livello nazionale". Ha sottolineato il cambio di approccio del Ministero e di Ispra, fondamentale per poter avere una possibilità di operatività diversa dal passato. "Il concetto di abbattimento meglio definito è positivo".

 

E ha parlato di un’evoluzione normativa di un percorso, degli accordi avvenuti tra Provincia e Roma come importanti. E' questa, per Masè, l’ottica in cui vanno lette le modifiche normative. Ciò permetterà di muoversi con maggiore sicurezza e certezza. Ha ricordato le responsabilità che si prende il presidente firmando un’ordinanza e ha ribadito la propria solidarietà a Fugatti e all’assessore Failoni rispetto alle indicibili minacce ricevute.

 

Voto contrario invece per Coppola. Ha ricordato l’articolo 9 della Costituzione italiana, di tutela della biodiversità; ha quindi accennato ai rischi di sanzioni dell’Unione europea. Il ddl, ha proseguito, non affronta il tema dei numerosi orsi già morti per diverse cause, oltre 60 esemplari. Ancora: l’Ispra dà indicazione su un numero massimo di orsi che possono essere abbattuti per non mettere a rischio la specie, ma non dice che si possono abbattere orsi a prescindere dai loro comportamenti e dalla loro pericolosità.

 

Il ddl per Coppola non affronta, poi, il tema dell'inbreeding, della consanguineità, che porta a una fragilità di fondo. Ogni decreto di prelievo, ha affermato ancora la consigliera, deve fare i conti con il monitoraggio, e questo non è ancora chiarito, non sono state poste in atto tutte le attività che si sarebbe potuto portare avanti: sensibilizzazione sui comportamenti, il monitoraggio, la sterilizzazione, il radiocollaraggio diffuso, spostamenti degli orsi in zone più impervie, la geo-individuazione, il tema legato ai rifiuti. "Nel caso di M90 Ispra raccomanda anche altre forme di intervento, spostamento o captivazione oltre a quelle contenute nel Pacobace". Coppola ha infine espresso l’augurio che per il futuro si possano pensare altre forme di contenimento che non siano l’abbattimento.

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