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Trento
16 luglio | 15:30

"L'orso va abbattuto nel più breve tempo possibile", il Patt dopo l'aggressione ad un turista: "L'episodio rischia di creare allarme e paura negli ospiti del nostro territorio"

Ad intervenire anche i senatori del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, Luigi Spagnolli, Pietro Patton e Meinhard Durnwalder: "Serve rivedere la direttiva habitat"

TRENTO. “Come autonomisti auspichiamo che nel più breve tempo possibile si proceda all'abbattimento dell'orso in questione in base a quanto previsto dalla normativa provinciale, iniziando così a ridurre i numeri ormai eccessivi” queste le parole che arrivano dal Patt in merito all'aggressione avvenuta questa mattina di un orso ad un turista francese di 43 anni. L'uomo è stato ricoverato con diverse ferite agli arti all'ospedale Santa Chiara di Trento. 

 

“L'esasperazione e lo smarrimento dei cittadini trentini, già presente ormai da troppo tempo, ed ora l'aggressione ad un turista, che rischia di creare allarme e paura anche negli ospiti del nostro territorio mettendo in crisi questo comparto fondamentale per la nostra economia – spiega ancora il Patt - devono trovare risposte pronte ed immediate”.

 

Per le Stelle Alpine bisogna agire celermente nel solco di quanto l'Amministrazione provinciale ha già fatto anche in passato. Questo – spiegano nella nota gli autonomisti -  nonostante l'azione di chi non si rende conto delle dimensioni del problema: gli orsi sono ormai troppi per garantire la convivenza con la popolazione. Pur nella complessità delle normative nazionali ed europee dobbiamo cogliere immediatamente ogni spazio che ci viene lasciato. Le comunità trentine non possono essere lasciate sole, corriamo il rischio della desertificazione della montagna”.

 

A chiedere una revisione della direttiva Hapitat sono invece i senatori del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, Luigi Spagnolli, Pietro Patton e Meinhard Durnwalder. "Non si tratta di punire o di vendicare, ma di tutelare quella pubblica incolumità che oggi, in alcune zone del Trentino e dell’Alto Adige, purtroppo non sempre è garantita”.  “A Naroncolo ci sono vigneti e c'è una carrareccia usata dai contadini per andarci e dai turisti per passeggiare. È evidente che una strada del genere non può essere considerata l'habitat dell'orso, ma lo diventa nel momento in cui i grandi predatori sono cresciuti di numero e si spingono sempre più nelle zone abitate e frequentate dagli uomini".

 

Per i parlamentari si è rotto cioè un equilibrio ed è per questo che da un lato occorre modificare la direttiva Habitat e dall’altro applicare le norme già esistenti, che impongono la cattura e la soppressione degli animali pericolosi. "Va allora superato questo pregiudizio e una visione troppo spesso sganciata dalla realtà. E questo non solo nell’interesse delle persone, dei bestiami e dell’agricoltura, ma anche delle stesse specie protette, puntando a ripristinare quella convivenza armonica purtroppo incrinatasi e con conseguenze sempre più drammatiche” concludono. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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