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Olimpiadi, le risposte a Report. Costi quadruplicati in Val di Fiemme? "Trampolini abbattuti perché con quelli vecchi mancavano gli standard di sicurezza"

La trasmissione Report ha sollevato qualche dubbio sulla sostenibilità dei Giochi e ha affrontato anche le opere della val di Fiemme. Il presidente di Nordic Ski, Pietro De Godenz, a il Dolomiti: "La sicurezza e gli standard olimpici hanno richiesto una sostituzione dei trampolini. Tutte le decisioni sono state prese in accordo con i suggerimenti della Federazione internazionale"

Di Luca Andreazza - 22 maggio 2024 - 06:01

TRENTO. "I tempi sono certamente stretti ma i lavori procedono nonostante alcune difficoltà". A dirlo a il Dolomiti è Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordic Ski val di Fiemme. "Siamo tranquilli di completare le opere per i test event". L'ultima puntata di Report ha trattato le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, la puntata è stata incentrata sulla discussa pista da bob ma è stato aperto un focus anche sulle infrastrutture del Trentino.

 

Nell'inchiesta "Sforo olimpico" la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, infatti, ha effettuato una panoramica sul centro del fondo al lago di Tesero e sui trampolini di Predazzo tra costi quintuplicati e le previsioni contenute nel dossier di candidatura olimpica apparentemente disattesi (Qui articolo). 

 

Nel documento che ha portato all'assegnazione dei Giochi a cinque cerchi all'Italia si parla di ristrutturazione più che di costruzione ex novo degli impianti regolarmente utilizzata per gli appuntamenti di coppa del mondo. "Il trampolino h120 non viene utilizzato da 4 anni", dice De Godenz. "La parte finale del lancio è inutilizzabile, praticamente è collassata. E' servito un intervento radicale".

 

Un discorso simile per l'h90. "Nessun ingegnere era intenzionato a firmare una semplice ristrutturazione di entrambi gli impianti", aggiunge il presidente del Comitato Nordic Ski val di Fiemme. "La sicurezza e gli standard olimpici hanno richiesto una sostituzione dei trampolini. Tutte le decisioni sono state prese in accordo con i suggerimenti della Federazione internazionale e del gruppo di lavoro di coppa del mondo guidato da Walter Hofer".

 

Si è saliti da 8,7 milioni previsti nel dossier di candidatura agli oltre 40 milioni attuali. "I costi sono aumentati", continua De Godenz. "Un po' è fisiologico perché il progetto è leggermente cambiato e ci sono alcune aggiunte sui trampolini oppure la scelta di realizzare l'ascensore inclinato per far vivere la località e la sede di gara. Un impianto automatizzato che non richiede personale, questa scelta comporta quindi minori interventi di gestione".

 

A Tesero invece sono necessari circa 20 milioni. "In generale c'è stato un rincaro delle materie prime", evidenzia il presidente del Comitato Nordic Ski val di Fiemme. "Tutte le opere, pubbliche come in questo caso con un bando di gara o private, hanno subito questa dinamica. In percentuale credo che siamo in linea rispetto a qualsiasi costruzione". 

 

Nessun intervento "invece sulle tribune, rimangono tali (Qui articolo). La 'capienza' delle strutture è notevolmente più bassa rispetto a un evento di coppa del mondo". Per il lago di Tesero il limite è di circa 20 mila persone (quando si potrebbe arrivare anche a 40 mila) mentre a Predazzo massimo 5 mila posti (invece del sold out a 15 mila spettatori). 

 

Intanto i cantieri sono attivi. "Il centro di sci a Tesero è praticamente pronto, siamo in dirittura d'arrivo. Sicuramente il prossimo inverno ci saranno i test event e l'omologazione".

 

Qualche incertezza in più per i trampolini a Tesero. "C'è qualche ritardo ma siamo tranquilli. Il cronoprogramma prevede i test event il prossimo inverno. Altrimenti pensiamo all'estate 2025 o all'inverno 2026 ma ci confronteremo con il Comitato organizzatore per verificare le possibilità".

 

Nella puntata si è approfondito il tema della pista da bob (Qui articolo), con un confronto anche con il pattinaggio velocità. L'Altopiano di Pinè ha perso le Olimpiadi ma ha mantenuto le risorse, circa 60 milioni e i costi di manutenzione, da investire per riqualificare il territorio. "Molto di quanto evidenziato anche per la val di Fiemme è legato alla campagna che riguarda l'impianto di Cortina. A titolo personale ho molti dubbi sull'opera perché le discipline non hanno grandi numeri per quanto riguarda i praticanti, spesso provengono dall'atletica, e non muovono un industria tale da sviluppare ulteriormente questi sport", conclude De Godenz.

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