Robol e la ''giunta della coerenza'' che azzoppa il centro, mortifica gli alleati e premia chi si è candidato contro di lei
La nuova sindaca della Città della Quercia ha varato l'esecutivo e se ai ''rivali'' di Officina Comune ha riservato due assessorati agli ''amici'' di Civici per l'Autonomia e Rovereto Libera non ha dato nulla e a Campobase solo una carica. E pensare che il blocco di centro da solo ha preso più voti della stessa Officina Comune e si è piazzato secondo dietro solo al Pd. Lei replica: ''Nessun mal di pancia. La Giunta di Rovereto è molto equilibrata sia dal punto delle competenze che delle richieste fatte''

ROVERETO. ''Una giunta in coerenza con gli impegni presi durante la campagna elettorale''. Tanta coerenza da finire per premiare oltremodo chi si era candidato contro di lei (Officina Comune) e punire chi, invece, l'aveva sostenuta dall'inizio (Civici per l'Autonomia e Rovereto Libera). La Giunta di Giulia Robol a Rovereto nasce già zoppicante con l'asse spostato a 'sinistra' e i movimenti di centro che da subito avevano creduto in lei e nella sua candidatura a prima cittadina, mortificati. Si salva, in parte, Campobase che almeno piazza una persona in giunta, Miniucchi, scelto come vice-sindaco con deleghe conseguenti, ma per il resto sia Rovereto Libera che Civici per l'Autonomia non ottengono nessun ruolo di rilievo.
E dire che il blocco di centro da solo ha contato 2.363 voti (1.342 Campobase, 562 Rovereto al Centro, 459 Civici per l'Autonomia) di fatto rappresentando la seconda gamba della coalizione (il Pd è arrivato a 2.835 voti) e comunque ottenendo più voti di Officine Comune (2.247 voti) che era nata proprio in alternativa a Giulia Robol ma che poi, in ottica di apparentamento per il ballottaggio, si è accordata ottenendo poi dalla stessa Robol ben due assessorati. Al blocco di centro, invece, è andata una carica.
Per carità niente di nuovo per questa politica che da qualche tempo vola sempre più basso ma certo non si può dire che quanto successo all'ombra della Città della Quercia sia un'operazione di ''coerenza'' e nemmeno di prospettiva visto che se la rivincita del centrosinistra, anche in chiave provinciale, doveva partire da qui la sensazione è che il progetto si sia già bello che arenato. I mal di pancia sono tanti eppure la sindaca smentisce: ''A me non è stato presentato alcuno scontento o mal di pancia particolare. La Giunta di Rovereto è molto equilibrata sia dal punto delle competenze che delle richieste fatte. E' basata ovviamente sul rispetto del risultato elettorale, dei voti delle cittadine e dei cittadini con un consenso allargato che è arrivato al 57.3%, con la presenza di novità ed esperienza”. Il tutto, è bene ricordarlo, a fronte di pochissimi votanti: al ballottaggio si è recato alle urne solo il 53% degli aventi diritto che tradotto vuol dire poco più di 17mila persone.
“C'erano liste rappresentative – spiega Robol -, abbiamo avuto le tre forze più importanti e poi un riconoscimento anche del lavoro di quelle minori, che hanno espresso un solo consigliere, con delle deleghe consiliari. A me pare tutto questo assolutamente equilibrato. Ai civici è andata la delega al Decentramento che è molto significativa e in più la proposta di presenza come membro nella Comunità di Valle. C'è stato un confronto nella maggioranza, abbiamo ragionato assieme e sono state accettate le proposte fatte”.
“Gli elettori hanno dato un consenso importante e chiaro - spiega ancora Robol - un messaggio necessario ad un disegno politico di un centro sinistra autonomista che ha costruito un percorso innovativo. Una coalizione che si basa su un nucleo di partiti già presenti che hanno consolidato il consenso assieme poi alla presenza di una esperienza politica importante nata dal basso”. Nata dal basso ma proprio per dare un segnale di discontinuità rispetto anche alla candidatura a sindaca di Giulia Robol (altrimenti sarebbero partiti dall'inizio insieme). Ora non resta che attendere chi sarà il presidente del consiglio (dovrebbe, almeno questo, andare a una figura del blocco di centro). Si voterà il 2 luglio dopo due votazioni con scheda bianca. “E' già avvenuta una interlocuzione fra maggioranza e minoranza - conclude Robol - ma non si è realizzata alcuna collaborazione. Alla fine io ho chiesto, in virtù della sua figura di esperienza e di tutto rispetto e rilievo, visti anche i precedenti incarichi, di puntare su Claudio Cemin. La minoranza ha proposto altri. La prossima votazione sarà il 2 luglio”.


















