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Giulia Bortolotti, con Onda, 5 Stelle e Rifondazione Comunista, punta al "risultatone". "No a bypass e inceneritore, la funivia del Bondone è un raggiro"

L'ex presidente della circoscrizione Meano, eletta nel 2020 con la civica di centro sinistra "Siamo Meano, è entrata in rotta con la Giunta Ianeselli ed è confluita nel movimento di Filippo Degasperi, che ha unito le forze con il Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista. Ecco le risposte alle nove domande poste da Il Dolomiti

di Redazione

TRENTO. Il "no" alla circonvallazione ferroviaria e all'inceneritore, la funivia Trento - Bondone considerata un raggiro ("l'esorbitante cifra di 100 milioni sarebbe giustificata quale trasporto pubblico locale, assunto evidentemente ingannevole") e poi l'emergenza abitativa con "11 mila appartamenti vuoti, privati e pubblici: serve un piano" e la sicurezza ("accanto ai controlli e alla repressione dobbiamo prendere in mano la situazione con una maggiore efficienza nei controlli e più presidi").

 

La ricetta della candidata sindaca Giulia Bortolotti, l'ex presidente della circoscrizione di Meano, eletta cinque anni fa con la civica "Siamo Meano", nella coalizione di centro sinistra, ma entrata in rotta con la Giunta Ianeselli (nei mesi scorsi lo scontro verbale è stata durissima), può contare sull'appoggio di tre liste, Onda, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista.

 

Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. I lavori sono stati avviati da ormai diverso tempo e le polemiche non sono mancate. Quali i timori legati all'opera e quali potrebbero essere i benefici per i cittadini?

"La circonvallazione è un'opera che costa 1,2 miliardi, imposta dalla coppia Ianeselli - Fugatti; non porta vantaggi e non risolve problemi. Non bypassa la città: sbuca allo Scalo Filzi con treni più lunghi, pesanti e veloci che sfrecceranno tra Gardolo e Roncafort. Negli stanziamenti non esiste l'interramento che l'amministrazione continua a sbandierare. I rischi sono notevoli: solo per citare i maggiori, l'attraversamento dell'area Sloi, uno dei siti più inquinati d'Italia. Non si sa come si intende procedere per la bonifica: se si dovesse sbagliare il disastro ambientale è assicurato. Nemmeno a sud i rischi legati alla paleofrana della Marzola e alle sorgenti ottengono risposte. Il Comune deve diventare un interlocutore credibile e non l'esecutore degli ordini del Governo o di RFI".

 

Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini, cosa servirebbe?

"Accanto ai controlli e alla repressione dobbiamo prendere in mano seriamente il tema dell'integrazione. Pensiamo che maggiore efficienza nei controlli si possa ottenere distribuendo i presidi oggi concentrati solo in città, richiamando il commissario del governo e il Questore alle loro responsabilità oltre che facendo funzionare i tavoli con la Provincia. Un aiuto può venire dall'efficientamento della Polizia Locale, chiarendone il ruolo e aumentando i controlli in fascia serale e notturna. Senza dimenticare che la sicurezza si ottiene soprattutto facendo capire al cittadino che non è solo, conservando un tessuto sociale basato su conoscenza reciproca, fiducia e solidarietà che purtroppo le politiche attuate in questi anni stanno disarticolando".

La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?

"La crisi abitativa ha assunto proporzioni gravi. Oggi a casa è un problema anche per chi lavora ma non riesce a sostenerne i costi. Trento vanta 11mila appartamenti vuoti, sia privati che pubblici. Serve un piano per restituire alla collettività tutti gli immobili di proprietà comunale (a cominciare da quelli gestiti da Itea) e completare gli investimenti promessi (le palazzine di via dei Tigli, ad esempio). Serve intervenire per favorire la messa a disposizione degli appartamenti sfitti da parte dei privati, anche utilizzando la leva fiscale, con meno Imis per chi affitta e più tasse (Tari inclusa) per chi lascia agli immobili vuoti".

 

Negli scorsi mesi si è parlato della costruzione di un Cpr (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un'alternativa? Sempre riguardo al tema migranti, ritiene giusta la decisione della PAT di concentrare tutta l'accoglienza nel capoluogo?

"Le migrazioni sono un problema epocale, che ha bisogno di soluzioni strutturali e complesse che vanno ben oltre la politica comunale: è chiaro però che tutti noi sentiamo la pressione e la difficoltà di un'immigrazione incontrollata
e mal gestita, che genera microcriminalità. è incredibile che la Provincia non sappia attuare politiche sensate che risolvano i problemi, anziché acutizzarli. La giunta Fugatti ha concentrato i migranti in città, riducendo le strutture di accoglienza, depotenziando il Cinformi. Servono controlli sul territorio e attenzione rigorosa alla sicurezza. Ma non sarà certo il Cpr a rispondere a queste esigenze. Ci chiediamo invece perché Fugatti abbia rifiutato la proposta del consigliere Degasperi di un presidio di polizia in Piazza Dante: non sarebbe stata la panacea per risolvere i problemi, ma sarebbe stato un segnale di attenzione".

Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? C'è poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?
"La funivia del Bondone è un raggiro. L'esorbitante cifra di 100 milioni sarebbe giustificata quale trasporto pubblico locale, assunto evidentemente ingannevole. Già oggi gli ottimisti prevedono perdite per 3 milioni l'anno senza contare l'ammortamento dell'impianto. Tutto a carico dei contribuenti visto che nessun imprenditore si è dichiarato disponibile a rischiare 1 solo euro. Una cattedrale nel deserto per la visibilità della coppia Ianeselli - Fugatti, totalmente inutile. Non ultimo, l'impatto ambientale dell'opera non permette certo di considerarla green. Le priorità sono altre, a cominciare dalla maggior efficienza del trasporto pubblico urbano, quello vero".

 

Un tema fortemente divisivo è quello dell'inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?

"I numeri dimostrano che l'inceneritore non è necessario soprattutto in una città al nono posto nella triste classifica dell'inquinamento da No2. Non dovendo mantenere un inceneritore il nostro modello (con un residuo da 40 - 50mila tonnellate) garantisce una tariffa rifiuti tra le più basse d'Italia. Disponiamo a Rovereto di un impianto sottoutilizzato che potrebbe ulteriormente aiutare, assieme alla determinazione nella riduzione dei rifiuti alla fonte, al divieto di impiego per materiali accoppiati difficili da riciclare e alla ricostruzione di una relazione con Bolzano. A chi mette in mezzo l'etica potremmo suggerire di iniziare limitando l'importazione di rifiuti speciali che oggi rappresenta oltre il triplo del residuo".

 

A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l'auto in città?
"La necessità di ridurre le auto che intasano la città è imprescindibile: in questi ultimi anni si è però lavorato al contrario. Impedire l'accesso alle auto senza offrire l'alternativa attraverso servizi decentrati, parcheggi di attestamento e
trasporto pubblico competitivo discrimina chi abita nei paesi e nei sobborghi. Vanno ridisegnate le tratte e aumentate le corse, investendo qui le risorse anziché in opere come la funivia. I parcheggi vanno garantiti anche vicino al centro:
non tutti abitano in città e possono permettersi il lusso di rinunciare al mezzo privato".

 

Trento ha sempre dimostrato il proprio sostegno all'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva "più Europa"?

"Siamo solidali con la popolazione dell'Ucraina che soffre per una guerra atroce. La pace vada cercata con maggiore determinazione, attraverso canali diplomatici autorevoli. L'Europa deve ritrovare il suo ruolo, oggi marginale. La guerra e le questioni geopolitiche internazionali sono serie e vanno evitate semplificazioni e tifoserie. L'Europa è la nostra casa, è necessario rafforzarla in chiave democratica attuando un processo di unificazione che coinvolga i popoli. Scelte estemporanee come quella di Rearm ci allontanano dall'obiettivo, creando disaffezione e spingendoci su chine pericolose".

 

Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'e-commerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?
"Il commercio in città soffre difficoltà strutturali, ma anche le scelte della politica: la riduzione drastica di parcheggi e il supporto offerto da questa amministrazione al proliferare di centri commerciali ha inciso sui comportamenti delle persone. Ai commercianti va garantita la sicurezza anche facendo tornare le persone a vivere in centro incidendo con l'Imis sul fronte degli affitti che pesano sulle possibilità di sopravvivenza. Coinvolgendo sempre gli operatori per individuare con loro le soluzioni migliori".

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