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Trento
25 ottobre | 06:00

Cpr da 25 posti, al Trentino la gestione delle domande d'asilo e dei respingimenti e meno accoglienza straordinaria. L'accordo Fugatti-Piantedosi: “Un modello per tutto il Paese”

Il nuovo Centro di Permanenza per i Rimpatri  verrà realizzato in destra Adige in zona via Maso Visintainer. I costi per la realizzazione della struttura (circa 2 milioni di euro) ricadranno sulla Provincia mentre la gestione spetterà al Ministero dell'interno. All'interno ci saranno 25 posti. Per il Trentino in vista il progressivo disimpegno dall'accoglienza straordinaria 

TRENTO. Un nuovo Centro di Permanenza per i Rimpatri da 25 posti, una nuova sezione locale della commissione per valutare le domande di riconoscimento di protezione internazionale e, infine, un'attenuazione degli impegni da parte del Trentino nell'accoglienza straordinaria.

 

Sono questi i tre principali punti che sono contenuti nell'accordo firmato nelle scorse ore dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, con il governatore Maurizio Fugatti. Un accordo fatto in assenza del Comune di Trento, e che mette nero su bianco la decisione che il nuovo Cpr verrà realizzato in destra Adige, in via Maso Visintainer.

L'accordo arriva dopo una serie di incontri e tavoli e con la firma partirà ora l'iter burocratico, amministrativo e tecnico per la realizzazione dell'area.

 

“La previsione – ha spiegato Fugatti – è che i lavori possano iniziare nel corso del 2026, quindi le prospettive sono quelle di una certa velocità nella realizzazione della struttura. Si trova vicino all'arteria autostradale, alle forze dell'ordine. L'immobile presente sarà abbattuto e saranno poi previste le strutture necessarie per il Cpr”.

 

 

La realizzazione sarà in capo alla Provincia mentre la gestione spetterà al Ministero. Il Cpr sarà da 25 posti e, secondo l'accordo, due terzi di questi saranno per i migranti destinatari di provvedimenti di rimpatrio presenti sul territorio trentino. Il costo, invece, si aggirerà su un milione e mezzo – due a carico della Provincia.

 

Da inizio 2025 in Trentino vi sono state 61 espulsioni e ogni accompagnamento in un Cpr fuori regione, ha spiegato il ministro, richiede tre uomini delle forze dell'ordine per almeno tre giorni.  La nuova struttura, come già detto, si troverà lungo la strada statale 12, su un'area di 2.700 metri quadrati.

 

“Sarà un servizio molto importante” sono le parole che arrivano dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che parla addirittura di un “modello” da proporre in altre parti del territorio nazionale. “La realizzazione di questo Cpr – spiega – va ad aggiungersi alla rete di strutture che stiamo costruendo a livello nazionale. E' un investimento per il futuro e parlo di modello perché ha delle caratteristiche molto particolari”.

 

L'impegno della Pat nel coprire i costi di realizzazione, infatti, verrà in qualche modo ricambiato con un'attenuazione degli impegni per l'accoglienza straordinaria oltre all'apertura di una sezione trentina per la valutazione delle richieste di protezione internazionale.

 

“In considerazione dell'impegno della Provincia di farsi carico della realizzazione del Cpr – spiega sempre Piantedosi – è previsto il progressivo disimpegno, in quota parte, degli oneri che noi distribuiamo sul territorio nazionale di accoglienza straordinaria di migranti che sono oggetto di ingresso in Italia. In questo modo prevediamo quindi di compensare lo sforzo che arriva da questo territorio”. Il proposito, secondo quanto definito, sarà quello di mantenere, se possibile, i nuclei monoparentali con minori e i migranti con concrete prospettive di inserimento nel mercato del lavoro. 

 

 

Il terzo punto dell'accordo, come già detto, lo ha annunciato il governatore Fugatti spiegando che “nell'ottica di una sempre maggiore responsabilizzazione del territorio si è scelto di creare in Trentino una sezione locale della commissione per il riconoscimento della protezione internazionale”.

 

Con la firma dell’accordo, quindi , prende concretamente avvio un percorso che nei prossimi mesi vedrà la definizione dei dettagli tecnici e amministrativi, con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo Cpr entro il 2026. Saranno introdotte nuove responsabilità locali ma anche un diverso equilibrio negli impegni di accoglienza.

 

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