Elezioni 2027, una lista per riportare Belluno al centro: “Finora le civiche travestimenti per i partiti politici. Noi cambieremo rotta a una città che sembra sparita”
In vista delle elezioni comunali del prossimo anno, Massimo Ferigutti e Simonetta Buttignon fanno sapere che si sta lavorando alla costruzione di una lista civica aperta a tutti i professionisti che vogliono contribuire a risollevare le situazioni “devastanti” in cui è lasciata la città. Esclusa la candidatura a sindaco per entrambi: si punta al programma

BELLUNO. “Nessuno oggi vuole votare i partiti, per questo i travestimenti delle liste civiche funzionano. Noi invece vogliamo creare una lista civica vera e forse questo risveglierà qualcuno che si renderà disponibile a parlare con noi. La fiducia perduta verso Palazzo Rosso va ricostruita con i fatti: serve un cambio di passo, che metta al centro Belluno e non altre dinamiche imposte da fuori o da soggetti che lavorano per il proprio interesse”.
Si avvicinano le elezioni comunali del 2027 e i primi segnali arrivano da due protagonisti delle cronache politiche cittadine del passato più o meno recente. A fare il punto sono infatti Massimo Ferigutti, già presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti dalla quale si è dimesso nel 2024 in polemica con il sindaco Oscar De Pellegrin, e Simonetta Buttignon, già assessora alle pari opportunità uscita dalla giunta lo scorso anno. Oggi in pentola bolle la costruzione, appena avviata, di una lista civica, nella quale - assicurano - si punterà a persone competenti senza tessere di partito, coinvolgimento dei cittadini e rilancio di una Belluno apparentemente inesistente.
Un punto che parte però da notizie false trapelate nei giorni scorsi. “Dai post che ho scritto - specifica Ferigutti - qualcuno ha pensato a una mia candidatura a sindaco. Quei post erano però le osservazioni sulle carenze dell’amministrazione da parte di un cittadino, non annunci di un candidato quale non sono”. L'idea piuttosto è costruire qualcosa con chi vuole lavorare fuori dai partiti: incontrare cioè “i pensatori liberi” per sviluppare un programma condiviso.
A tal proposito c’è già stato un colloquio informale con Biagio Giannone (SiAmo Belluno), promosso dalla consigliera regionale Rossella Cendron, ma anche con l’attuale lista civica presente in Consiglio comunale, cioè Il patto per Belluno. Apertura al dialogo quindi con chi, indipendentemente dalle idee politiche, vuole fare una vera lista civica. “Dico vera - sottolinea - perché quelle presentate finora a Belluno lo sono state solo di nome e negli assessorati quasi nessuno è entrato senza una tessera di partito. Ed è probabile che anche stavolta vedremo liste civiche travestite e sostenute dai partiti dietro le quinte”.
Affondo che arriva anche da Buttignon. “Sono fuori dall’amministrazione - esordisce - da un anno e mezzo e ho cercato di restare defilata. Poi alle elezioni regionali non c’è nessuno di Belluno, ai ruoli apicali di enti come Bim e Provincia Belluno è sparita, perciò ci siamo chiesti se la città possa essere tutta qui. La risposta è no e per questo ci vogliamo mettere in gioco: non è stato semplice decidere, ma la sinergia creatasi con la Fondazione e i risultati ottenuti, tra bandi vinti e la visione di una città aperta e in rete, sono la base su cui lavorare”.
“Sarà una lista civica - aggiunge - perché autonoma e libera e la libertà di agire è fondamentale. Bisogna mettere Belluno al centro e purtroppo i partiti spesso subordinano gli obiettivi a esigenze di persone: tanti sono ormai delle oligarchie che portano avanti prospettive di pochi, e non sempre i migliori”.
Entrambi escludono una loro candidatura a sindaco, sul cui nome non si sta al momento nemmeno ragionando. “C’è una roulette russa sui nomi che spaventa - osserva Buttignon - perché sembra che il sindaco risolva tutto, invece deve essere un primus inter pares”. Si punta piuttosto al programma, il cui cuore sarà il ruolo protagonista di Belluno.
Stessi concetti espressi solo pochi giorni fa da Giovani&Futuro, che ha ribadito la volontà di “costruire un’alternativa seria a una politica troppo spesso divisa tra schieramenti, veti e appartenenze, lasciando sullo sfondo i problemi concreti dei cittadini”. Anche con loro c’è infatti stato un confronto, tanto che è già stato organizzato un evento sulla residenzialità in montagna, approvato all’interno della politica di coesione europea, che si terrà il 28 novembre in Crepadona.
Nessuna trama quindi. “Mi sono molto alterata - conclude Buttignon - quando ho letto un articolo in cui si presentava un incontro fatto come se stessimo tramando qualcosa. Non abbiamo ora un candidato sindaco, ci interessano il percorso e le idee per Belluno: noi siamo solo strumenti per portare avanti una politica che si spera faccia cambiare rotta alla città”.
Un lavoro che si ammette non sarà facile, con molte situazioni definite da Ferigutti “devastanti” e una realtà in “totale disfacimento”. Ma la porta è aperta a tutte le professionalità che vorranno collaborare.


















