Futuro Nazionale, il partito di Vannacci sbarca anche a Trieste e prende le distanze dal sindaco Dipiazza: "La cabinovia? Inutile tormentone per distrarre la massa”
Il partito in città si configura grazie alla fusione di più elementi che provengono dai vari fronti del centrodestra che attualmente compone l'amministrazione cittadina

TRIESTE. Nella mattinata di oggi, 27 febbraio, si è alzato ufficialmente il sipario sui volti che andranno a comporre l'articolazione triestina del nuovo partito di Vannacci Futuro Nazionale, che darà ufficialmente il via ai tesseramenti il primo di marzo.
Questo primo nucleo costituente è formato da figure uscenti da altre forze di centrodestra, perlopiù vecchie conoscenze nelle pubbliche amministrazioni, si tratta di Salvatore Porro, consigliere comunale proveniente dalle file di Fratelli d'Italia, Vincenzo Zoccano già sottosegretario al consiglio dei ministri per famiglia e disabilità, Valentina Banco, che con la Lega era stata assessore alla sicurezza del comune di Duino-Aurisina, Matteo Lakoseljac, consigliere per la settima circoscrizione del comune di Trieste ed ex lista Dipiazza, e infine Angelo Lippi, che tra tutti rappresenta il filo più diretto con il generale essendo, oltre che un politico di lungo corso, referente del circolo culturale “Mondo al contrario” fondato proprio da Vannacci.
Molti sono i temi che i cinque hanno sviscerato nel corso della presentazione, tutti in qualche modo gravitanti attorno al cardine rappresentato dalla presunta perdita di valori e identità da parte della destra di governo, come voluto dal solco tracciato da Roberto Vannacci. Ma su un territorio peculiare come quello di Trieste il partito è chiamato anche verso sfide e risposte su questioni che hanno profondamente spaccato l'opinione pubblica, vedasi il progetto della cabinovia mare-Carso, aspramente criticato dall'opposizione (ma non solo) per il deturpamento ambientale che andrebbe ad infliggere sul paesaggio, recentemente “scaricato” anche da un numero di esponenti di maggioranza sempre maggiore e vicini al sindaco Dipiazza.
“La cabinovia? Un inutile tormentone mediatico – sentenzia Angelo Lippi – è quel classico argomento di distrazione di massa in cui ci si perde a discutere e dove si perdono di vista i problemi reali della città, che secondo noi sono i molti anziani che ad oggi vedono un supporto insufficiente ed in generale le periferie. Chiediamoci se la cabinovia è una priorità, chiediamolo alla gente”.
Un pensiero ribadito anche dai valori espressi da Salvatore Porro e Vincenzo Zoccano, che vedono al centro della riflessione il sociale, e gli annessi problemi come la povertà, la disabilità e, in generale, i contesti fragili, oltre all'evidenza su uno degli argomenti che ha maggiormente diviso il pensiero di Vannacci da quello di Meloni e Lega, l'opinione sulla guerra in Ucraina. “Se l'Italia deve inviare un contributo all'Ucraina questo deve essere fatto di medicine e coperte, non certo di armi. Io sto col Papa, stop alla guerra. Portiamo i belligeranti a un tavolo, a Roma, l'ha fatto Berlusconi nel 2004 perché non potremmo farlo noi?”.
In questo contesto, essendo che lo stesso Vannacci attualmente sembra essersi quasi precluso una collaborazione con il resto del centrodestra, è lecito chiedersi se da questo primo nucleo di Futuro Nazionale a Trieste possa uscire il nome di un candidato sindaco in vista delle elezioni che tra un anno andranno in scena anche a Trieste, ipotesi non scartata da Angelo Lippi, che replica: “E' chiaro che, data la nostra provenienza, abbiamo la possibilità di dialogare principalmente con il centrodestra perché abbiamo tanti punti programmatici in comune, ma questo di per sé non significa nulla, siamo disposti a parlare con qualunque forza politica abbia a cuore i temi della marginalità e della sicurezza. Per trovare un candidato è lo stesso, anche se ragionassimo in un'ottica di coalizione siamo pronti anche ad agire da soli e ad esprimere un nostro candidato”.












