Mediazione sul ddl 0-6 ma il chiarimento dopo la mozione su Gerosa per le minoranze è solo rimandato: "C'è stato il silenzio sul lavoro dell'assessora: sfiduciata nei fatti"
Dopo le schermaglie mattutine, opposizioni e maggioranza hanno trovato una mediazione sul ddl 0-6 di Vanessa Masè. Le minoranze però non mollano la presa dopo il voto di sfiducia su Gerosa respinto a colpi di astensione: "Una sfiducia di fatto che non è stata accompagnata da alcun ragionamento"

TRENTO. Dopo le polemiche mattutine sulla ddl 0-6 e più che altro sull'esito della votazione sulla mozione di sfiducia dell'assessora Francesca Gerosa che sul provvedimento firmato da Vanessa Masè è intervenuta con alcune modifiche (Qui articolo). Il pomeriggio si è aperto con un confronto cercato dall'esponente de La Civica per mettere a punto quanto concordato dopo un lungo e articolato confronto.
Al rientro in Aula i lavori sono proseguiti fino alla chiusura della discussione generale. La tensione resta tra maggioranza e opposizione, tuttavia i chiarimenti sono rimandati. Le minoranze hanno annunciato infatti che, una volta completato l’esame del ddl 20, non intendono proseguire oltre se non ci sarà prima un confronto con il presidente Fugatti sull’esito del voto di martedì 24 febbraio relativo alla mozione di sfiducia nei confronti dell’assessora Gerosa.
"Sono particolarmente soddisfatta per il lavoro di concertazione svolto e auspico che il voto di domani rappresenti la naturale definizione del progetto zerosei", commenta Masè dopo un'intensa giornata di confronto. "La trattativa è formalmente chiusa: sono stati depositati emendamenti e proposte di ordine del giorno condivise con i colleghi consiglieri che ringrazio. Ho cercato di intercettate le varie richieste emerse durante il confronto e per questo ringrazio anche la Giunta e in particolare l'assessore competente per la collaborazione. Spesso durante le interlocuzioni i compromessi raggiunti tendono a togliere parti importanti con un approccio al ribasso mentre in questo caso sottolineo che gli spunti prodotti e accolti rappresentano una considerevole aggiunta che qualifica ulteriormente l'impianto del disegno di legge ed evita fraintendimenti interpretativi".
Il rappresentante di Campobase, Francesco Valduga, ha riassunto la trattativa, aperta nella scorsa seduta e che oggi ha portato a una mediazione su diversi aspetti migliorativi, mediante un’intesa tra la proponente e l’assessora Gerosa. Ha poi annunciato che, esaurita la discussione del ddl 0-6 e prima di proseguire con l’esame dei testi dedicati alle carenze formative, ci sarà la necessità di un confronto con il presidente Fugatti, a valle del dato politico sull’esito della votazione sulla mozione di sfiducia a Gerosa (che ha registrato 13 astensioni in quota maggioranza).
"Avete di fatto sfiduciato l’assessora Gerosa nel silenzio - dice Valduga - se non ci sarà una riflessione su questo, proseguire diventerà difficile per noi".
La proponente Vanessa Masè (Civica) ha riportato l’esito della lunga, ma “avvincente” trattativa: sono stati messi sul piatto molti temi che rendono il testo più leggibile e rassicurante, senza pretese strumentali, ma con la volontà corale di arrivare a un risultato.
Invece Alessio Manica (Partito Democratico) è tornato sulla questione politica evocata da Valduga: "Non ci saremmo attesi l’astensione della Giunta sulla mozione (al netto dell’assessore Failoni) e soprattutto quella del presidente: una sfiducia di fatto che non è stata accompagnata da alcun ragionamento".
"Non è un tratto polemico, ma sostanziale: per quanto ci riguarda, quindi, i lavori andranno avanti a step e ci aspettiamo che Fugatti venga in Aula per legittimare l’operato dell’assessora nei confronti dei consiglieri", quanto al ddl Masè, Manica ha ringraziato la collega per la competenza e la tenacia dimostrata, ma ha chiarito che non troverà il voto favorevole, se non rispetto ad alcune puntuali proposte.
Il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, ha ribadito che il confronto con Fugatti è indispensabile: "Il silenzio rispetto al lavoro dell’assessora Gerosa è stato tombale, a esclusione del collega di FdI Daniele Biada. Vorremmo capire se il presidente condivide l’operato dell’assessora e se intende confermarle la fiducia sulle deleghe di cui è responsabile".
A tornare sul tema in discussione Michele Malfer (Campobase) che ha elogiato alcuni passaggi migliorativi, ma ha criticato l’assenza di una cornice complessiva: il ddl continua a rimanere la risposta puntuale a bisogni specifici, non consolidando tutti i soggetti all’interno di un sistema integrato. Per correggere alcuni passaggi ha annunciato la presentazione di alcuni odg che consolidano e mettono in rete delle sperimentazioni.
Poi Michela Calzà (Partito Democratico) ha approfittato del suo tempo per illustrare le due proposte di ordine del giorno che mirano all’attivazione di percorsi formativi per nuove figure professionali dello zerosei e alla valorizzazione e potenziamento del Coordinamento Pedagogico Territoriale. Infine Maria Bosin (Patt) è intervenuta a ringraziare la collega Masè per l’impegno e la tenacia: "Non sono esperta di queste tematiche, ma credo che il ddl consolidi le esperienze positive della nostra provincia in materia, tra l’altro su un tema molto attuale".
Un testo "frutto di confronto e mediazione che risulta ora più leggibile e rassicurante, senza pretese strumentali ma con la volontà di arrivare a un risultato atteso dalle famiglie trentine in primis e dai professionisti che lavorano nel sistema educativo. La democrazia richiede a volte uno sforzo collettivo e una visione condivisa sui principi che regolano il progetto educativo nei primi anni di vita", conclude Masè.












