Mussolini cittadino onorario di Trento, interviene l'Anpi: “Tributo alla sudditanza, va revocata”. Dal Pd e all'Arci: “Nessuno cancella la storia ma si scelgano i valori”
Un riconoscimento conferito nel 1924, in pieno regime, e mai revocato. Ora a incalzare Palazzo Geremia è l’Anpi di Trento che chiede la revoca "come già fatto a Salò". Ad intervenire anche la consigliera dei Verdi e Sinistra Lucia Coppola: "È davvero incredibile. Forse è il caso di mettere ordine in questo marasma di personaggi a dir poco discutibili. Una vergogna per la nostra città capoluogo”

TRENTO. È scritto nero su bianco negli archivi del Comune di Trento: Benito Mussolini è ancora cittadino onorario. Un riconoscimento conferito nel 1924, in pieno regime, e mai revocato. A riportarlo alla luce è un accesso agli atti del quotidiano il Dolomiti, che è venuto in possesso di una lista breve ma ingombrante di cittadinanze onorarie (Qui l'articolo).
Perché Trento non ha ancora cancellato quel riconoscimento, mentre altre città — persino Salò — lo hanno già fatto? A incalzare Palazzo Geremia è l’Anpi di Trento, con il presidente Mario Cossali: “La cosa giusta da fare è una sola. Revocarla immediatamente”.
Nella "piccola" lista delle cittadinanze onorarie ci sono anche altri gerarchi fascisti e generali. “Non ha nessun senso, dal punto di vista storico e della memoria storica – spiega il presidente dell'Anpi del Trentino – è un tributo alla sudditanza al potere di allora che si perpetua in una memoria debole. Trento si è riscattata ampiamente, con la medaglia d'oro presa non per motivi generici ma per i meriti acquisiti durante la Resistenza. Già questo la dice lunga sulla storia di Trento e su cosa merita. La revoca, quindi, è una conseguenza ovvia”.
Nessuno fino ad oggi ha proposto che il nome di Mussolini venisse tolto dalle cittadinanze onorarie e nessun cambiamento è stato chiesto nel 2021 quando la città di Trento aggiornò l'elenco, concedendo la cittadinanza onoraria – su proposta dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) – ai "Militi Ignoti di tutte le nazionalità".
A muoversi è il Partito Democratico con i consiglieri comunali Nicola Serra e Luca Filosi che stanno lavorando ad un documento da proporre poi in Consiglio comunale per arrivare il prima possibile ad una revoca del riconoscimento al Duce.
“Riteniamo opportuno – ha spiegato Serra a il Dolomiti – affrontare questa situazione su due aspetti: uno è l'analisi storica. Il riconoscimento è avvenuto nel biennio del 1923/1924 dove la maggior parte dei comuni hanno concesso la cittadinanza onoraria. Stiamo parlando di un momento subito dopo la marcia su Roma, un momento in cui si sviluppa la dittatura fascista, un momento decisamente grigio per la storia italiana. Abbiamo letto diversi documenti in cui si sottolineano le pressioni da Roma per concedere la cittadinanza a Mussolini, anche se di fatto non era collegata ad alcun valore specifico del luogo. Era un momento in cui proprio Mussolini cercava legittimazione popolare e a questo serviva quel riconoscimento”.
Un'analisi del passato che il Pd è pronto a mettere nero su bianco per chiedere ufficialmente la revoca del riconoscimento. “La cittadinanza onoraria deve essere data a persone – spiega Serra – che incarnano valori positivi, valori di democrazia, di pace e di uguaglianza. Si ritiene che non sia più attuale il riconoscimento a Mussolini, non per cancellare la storia ma perché ci deve essere un valore, un esempio che le persone possano seguire. Trento incarna un grande valore di pace e solidarietà ed è chiaro che faremo tutti i passaggi possibili perché venga cancellato il nome di Mussolini da quella lista, aprendo anche un ragionamento su quali potrebbero essere le persone che oggi noi vogliamo come comunità come esempi”.
Sulla stessa linea anche il presidente dell'Arci, Andrea La Malfa, che sottolinea come “sia giusto aprire il tema della revoca delle cittadinanze onorarie”. “La memoria – spiega – è anche quella che noi decidiamo di ricordare. Esempi positivi, chi ha combattuto per la libertà, per i diritti, chi ha aiutato gli altri. Non chi ha devastato un paese oppure picchiato gli oppositori politici”.
C'è poi tutto il tema, spiega il presidente dell'Arci, che riguarda anche la toponomastica. “Quello che una volta poteva essere un valore oggi lo è meno. Nel tempo si cambia. Questo non significa rimuovere un pezzo di storia. È vero che ci sono valori immutabili – conclude La Malfa – ma alcuni cambiano, e anche gli esempi possono cambiare”.
A parlare di “una palese ed evidente contraddizione” che oggi Benito Mussolini continui a comparire nell'elenco delle cittadinanze onorarie è la consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, Lucia Coppola. “Mussolini cittadino onorario e Trento che viene insignita della Medaglia d'Oro al valor militare per i suoi sentimenti patriottici e l'apporto dato nella città e nelle valli alla Resistenza contro il nazifascismo non si può sentire”.
“Dopo le immani sofferenze patite durante il ventennio fascista – spiega – la limitazione delle libertà di parola e di espressione, la persecuzione dei cittadini ebrei, degli oppositori politici, degli omosessuali, delle donne ridotte al ruolo di ancelle, il confino, le leggi razziali, il colonialismo e la Seconda Guerra Mondiale dobbiamo ancora ritrovarci Mussolini cittadino onorario di Trento? È davvero incredibile. E forse è il caso di mettere ordine in questo marasma di personaggi a dir poco discutibili. Una vergogna per la nostra città capoluogo”.












