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Trento
23 marzo | 19:38

"Noi Padani siamo impediti nell'esercitare le nostre aspirazioni, a causa di quella palla al piede che è il resto dell'Italia, ben rappresentata da Roma Ladrona"

I leghisti della prima ora, confluiti nel Partito Popolare del Nord, fondato dall'ex ministro Roberto Castelli, commentano il risultato del referendum con una nota dai contenuti in stile Senatùr anni '90. "Ancora una volta noi Padani dobbiamo amaramente prendere atto che siamo impediti nell'esercitare le nostre libertà e aspirazioni di progresso e futuro, a causa di quell'insostenibile palla al piede che è il resto dell'Italia, ben rappresentata da "Roma Ladrona"

LECCO. "Ora i Referendum sulla Giustizia, 20 anni fa per la Devolution: ancora una volta il Nord è zavorrato dalla palla al piede del resto dell'Italia arretrata e arroccata allo status quo".

 

Sono parole durissime quelle utilizzate dal Partito Popolare del Nord, fondato nel 2023 dall'ex ministro leghista Roberto Castelli, ministro della giustizia nei governi Berlusconi II e Berlusconi III e vice ministro delle infrastrutture e trasporti nel Berlusconi IV, per commentare il risultato del referendum: ha vinto il "No" e, dunque, la legge non verrà toccata, nonostante il voto a favore delle regioni "realmente progressiste e moderne che vogliono stare al passo".

 

Ebbene, per la forza politica che si rifà, in toto, ai principi della "prima" Lega Nord, quella guidata da Umberto Bossi negli anni '90, la Padania non può ambire al progresso e ad un futuro al passo con i tempi e i vertici delle realtà economiche mondiali perché frenata da "quell'insostenibile palla al piede che è il resto dell'Italia".

 

E, a chiudere la nota ufficiale, con cui partito "padano" commenta il risultato del referendum, torna in auge lo slogan più utilizzato (e tanto amato) dai leghisti trenta e più anni fa: "Roma Ladrona".

 

"Per l'ennesima volta il Paese ha dato un'immagine di arretratezza rifiutando la modernizzazione della Costituzione - scrive il Partito Popolare del Nord nel comunicato ufficiale -. Il fatto grottesco è che si proclamano "progressisti" ma in realtà sono abbarbicati allo status quo costringendo il Paese a un inesorabile declino. Se andiamo a guardare i dati disaggregati, emerge la solita fotografia di questa disgraziata Italia: come accadde anche per il referendum sulla devolution, le Regioni quelle sì realmente progressiste e moderne che vogliono stare al passo con i tempi e i vertici della realtà economica mondiale, hanno votato sì. Parliamo di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la maggior parte del Piemonte. Ancora una volta noi Padani dobbiamo amaramente prendere atto che siamo impediti nell'esercitare le nostre libertà e aspirazioni di progresso e futuro, a causa di quell'insostenibile palla al piede che è il resto dell'Italia, ben rappresentata da "Roma Ladrona".

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