Protocollo d'intesa tra Fvg e Guardia costiera per la tutela condivisa del mare, Fedriga: "L'Italia non è la Germania. Siamo al centro del Mediterraneo, opportunità straordinaria"
Secondo il governatore l'accordo è un primo passo per ritrovare un nuovo slancio di sviluppo economico orientato verso il mare, che può avvenire esclusivamente grazie alla presenza di una tutela strutturata delle coste italiane

TRIESTE. “Continuiamo a guardare con troppo poco interesse verso il mare e le risorse che il mare ci offre. Dobbiamo iniziare a capire che l'Italia non è la Germania, abbiamo una posizione strategica in centro al Mediterraneo e questa è un'opportunità straordinaria, oggi rafforzata dalla nuova sinergia con la Capitaneria di porto, e che dobbiamo cogliere”. Così il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha esordito all'incontro della firma del nuovo protocollo d'intesa stipulato assieme al comando generale del corpo delle Capitanerie di porto e Guardia costiera, nella mattina di oggi, 12 ottobre.
Secondo il governatore, l'accordo non si pone infatti come unico obiettivo quello legato al rafforzamento della sicurezza lungo le coste e dell'efficienza dell'attività di polizia marittima, ma getta le basi per future prospettive di sviluppo verso uno spazio, quello marittimo, considerato come una risorsa ad oggi ancora non adeguatamente sfruttata.
“Si tratta di una grande alleanza tra istituzioni – prosegue Fedriga -. Questo protocollo ci interessa particolarmente, non soltanto come Regione Friuli Venezia Giulia ma come Paese, perché penso che la nostra economia del mare non è sufficientemente sviluppata, che dobbiamo ancora valorizzarla molto. Per farlo c'è però un passaggio fondamentale: quello della tutela del mare, ed è qui che l'accordo di oggi gioca un ruolo cruciale. Una scelta, quella di stringere la sinergia con le forze armate lungo le coste, che non può essere intesa semplicemente come di carattere ideologico, perché è anzitutto una scelta di carattere economico. Tutelare le coste è l'unica via per valorizzare il mare, consentendo solo successivamente di creare nuove opportunità di sviluppo per cittadini e aziende”.
All'incontro ha preso parte anche Vincenzo Leone, vice comandante generale della Capitaneria di porto e Guardia costiera, che ha ben accolto l'implementazione di un documento condiviso in grado di ufficializzare l'operatività tra istituzioni diverse, considerata uno strumento oggi irrinunciabile per la tutela del mare.
“Questa regione rappresenta un territorio fondamentale per il nostro Paese. Abbiamo sempre operato in stretta sinergia con gli enti locali – ha dichiarato a il Dolomiti l'ammiraglio -, si pensi in tal senso ai Comuni costieri che qui sono numerosi, ma anche ai quasi 780 che punteggiano le coste italiane. Ma lo facevamo per 'cortesia istituzionale', nel senso che le norme che governano le attività della Guardia costiera di per sé non prevedono degli obblighi nei confronti della collaborazione istituzionale con le amministrazioni, invece grazie al protocollo iniziamo ad andare in questa direzione per rafforzare il servizio che svolgiamo. D'altronde anche i Comuni e le Regioni hanno delle competenze marittime oltre a quelle dello Stato che invece esercita proprio grazie alla Capitaneria, e l'obiettivo è quello di unire le competenze locali e nazionali perché un bene come il mare e come il patrimonio costiero non può essere più gestito come prima, ma al contrario affrontando le sfide in modo compatto e congiunto”.


















