Prove di campagna elettorale in città, tra Mitja Gialuz (presidente della Barcolana) e il rebus Fedriga, spunta il nome del “braccio destro” Roberti. Ecco gli scenari
Il primo a rompere gli indugi è stato Gialuz a stretto giro del termine della Barcolana, ma il Pd si riserva del tempo per decidere tra lui e Francesco Russo, esponente di lungo corso del centrosinistra. Nel frattempo Fedriga non smentisce ma attende il congresso leghista prima di sbilanciarsi, mentre l'assessore regionale Pierpaolo Roberti lascia aperto uno spiraglio: “Sarei orgoglioso di servire la mia città”

TRIESTE. Prove di campagna elettorale in questi giorni a Trieste, pur non essendoci ancora nessun candidato ufficiale né una finestra con delle date certe circa i giorni nei quali andare a votare per eleggere il sindaco la prossima primavera.
Il primo a rompere il ghiaccio nei giorni scorsi, e ad annunciare la propria disponibilità a guidare la coalizione di centrosinistra, è stato Mitja Gialuz, docente universitario, avvocato penalista e fresco reduce della 58ma edizione della Barcolana, di cui è presidente.
“Ho riflettuto a lungo – ha esordito Gialuz in un post -, e credo che sia arrivato il momento di mettere il mio impegno, le mie esperienze e le mie energie al servizio della comunità che mi ha dato tanto. Per Trieste, la città a cui devo molto e a cui vorrei restituire qualcosa”. Ma mentre il patròn di Barcolana si porrebbe a capo di una civica volta a fare sintesi delle varie anime dello schieramento, fronte che in città ha già preso il nome di “Futuro in Comune”, il nodo da sciogliere che attualmente si frappone tra lui e l'investitura ufficiale di candidato sindaco del centrosinistra, riguarda il Partito Democratico, che, sulla falsariga di quanto accade anche sulla sfera nazionale, sembra riservarsi di ulteriore tempo per avallare la scelta sul chi mandare alla corsa al Municipio, se lo stesso Mitja Gialuz o il proprio esponente e politico di lungo corso Francesco Russo, che all'ultima tornata elettorale di cinque anni fa perse al ballottaggio per solo una manciata di voti contro Roberto Dipiazza.
Ma la situazione sul candidato sindaco è nebulosa anche per quanto riguarda il centrodestra, dove nulla è ancora fissato e i partiti attendono la prossima mossa del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, da molti considerato come il carico da novanta che potrebbe spostare gli equilibri, e che sulle domande riguardo a una sua possibile candidatura a sindaco di Trieste ha sin qui sempre glissato, senza tuttavia mai smentire questa eventualità.
In tal senso è probabile che il centrodestra cittadino e regionale continui a tergiversare ancora per qualche giorno, perlomeno fino al prossimo fine settimana del 24 e 25 ottobre, che vedrà anche lo stesso Fedriga prendere parte a Milano al congresso straordinario della Lega promosso da Salvini durante l'ultima adunata di Pontida, che potrebbe riconfigurare priorità e obiettivi del Carroccio, oltre a mettere in discussione la leadership stessa del partito.
Una situazione che rischia così di incidere anche sulle future scelte del governatore, che attualmente si trova davanti a un bivio che da un lato vede la possibilità di tornare a correre per il Parlamento e dall'altro la virata su Trieste.
Secondo le sue più recenti dichiarazioni, inoltre, l'attuale presidente del Friuli Venezia Giulia ha sempre sottolineato la volontà di onorare fino alla fine il mandato conferitogli, che andrà a scadenza naturale nel 2028, ma anche di voler assecondare ciò che le consultazioni politiche decideranno.
Quello di Fedriga non è tuttavia l'unico nome considerato spendibile dalla coalizione di centrodestra per la candidatura a sindaco, dove tra le varie figure che possibili spicca quella di Pierpaolo Roberti, attualmente assessore regionale alle autonomie locali e sicurezza, nonché leghista e braccio destro di lunga data dello stesso governatore, che Il Dolomiti ha interpellato in proposito.
“Una decisione in merito non è stata ancora presa – ha esordito Roberti in riferimento al momentaneo stallo dello schieramento sul tema - ma è chiaro che se la scelta ricadesse su di me lo farei di buon grado. Anche perché da triestino e da attuale assessore regionale mi sembrerebbe perfino ipocrita dire che non mi interessa, che non mi piacerebbe e che non mi renderebbe orgoglioso servire la mia città”.
Diverse sono dunque le disponibilità messe sul piatto dai diversi schieramenti, e in questo senso le prossime giornate saranno decisive, ed è lecito attendersi le prime candidature ufficiali entro la metà del mese di novembre.













