Salvini vuol portare a 70 anni il limite di età per guidare camion e autobus, Cna: "Soluzione tampone alla carenza di autisti. La sicurezza? Garantita dai controlli medici"
“Si tratta di un provvedimento legato alla forte carenza di autisti che stiamo affrontando in questo momento – dice a il Dolomiti il presidente di Cna Fita Trentino Alto Adige, Mirko Siviero – . L’obiettivo è quello di incentivare i conducenti più 'maturi' a rimanere in attività, dal momento che riscontriamo grossi problemi di ricambio generazionale, specialmente nelle piccole medie imprese"

TRENTO. “Si tratta di un provvedimento legato alla forte carenza di autisti, questa è chiaramente un soluzione tampone: occorre creare nuovi incentivi”. A parlare con il Dolomiti è Mirko Siviero, presidente di Cna Fita Trentino-Alto Adige, in occasione dell’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma del Codice della Strada. Al centro del suo intervento, l’innalzamento del limite d’età per i conducenti professionali da 68 a 70 anni e le motivazioni della decisione, tra le criticità strutturali del settore e le preoccupazioni sul fronte della sicurezza.
La riforma del Codice della Strada, nell’ambito della revisione fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini, introduce diverse novità. Tra i punti principali figura, appunto, l’innalzamento del limite di età per la guida di veicoli con patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE). La soglia si innalza da 68 a 70 anni, con obbligo di verifica medica biennale. In altre parole, chi guida camion per il trasporto merci o autobus per il trasporto di persone potrà farlo due anni in più, a patto di superare i controlli medici.
“Si tratta di un provvedimento legato alla forte carenza di autisti che stiamo affrontando in questo momento – commenta Mirko Siviero – . L’obiettivo è quello di incentivare i conducenti più 'maturi' a rimanere in attività, dal momento che riscontriamo grossi problemi di ricambio generazionale, specialmente nelle piccole medie imprese”. Il nodo centrale è insomma l'importante carenza di personale nel settore, dovuta a una professione sempre meno attrattiva per i giovani.
A questo proposito, Siviero sottolinea: “Questa è una soluzione tampone: occorre creare nuovi incentivi e pensare, per esempio, all’introduzione nelle scuole di corsi volti ad avvicinare le nuove generazioni a questo mestiere”.
Se da un lato per il presidente di Cna Fita è condivisibile intervenire nell’immediato per cercare di garantire la continuità del servizio, dall’altro appare evidente la necessità di sviluppare strategie diverse e a lungo termine.
Un’altra questione è poi legata all’effettivo interesse da parte degli autisti di prolungare la loro attività. “Questo è un fattore estremamente soggettivo – spiega Mirko Siviero –, bisogna valutare quanto stia incidendo sui lavoratori l’attuale periodo di crisi, accentuato ovviamente dall’aumento dei costi del carburante”.
“L’impatto varia da caso a caso – continua Siviero –: chi si trova in una situazione economica precaria potrebbe preferire la chiusura dell’attività per non accumulare ulteriori debiti; chi invece sta completando dei pagamenti o è vicino alla pensione potrebbe trovare nell’estensione di due anni un aiuto concreto. Al momento non è possibile individuare una tendenza uniforme per tutti”.
Tema centrale è infine quello della sicurezza: "I controlli - dice ancora il presidente di Cna Fita - saranno frequenti e molto rigidi, nessun medico si assumerà la responsabilità di confermare un’idoneità senza i dovuti accertamenti. In più, non parliamo di persone che si improvvisano in questo mestiere, ma di professionisti con trenta o quarant’anni di esperienza alle spalle, in grado di compensare ampiamente sul piano pratico. Va anche considerato che l’autista stesso, trattandosi di un lavoro usurante che richiede molte energie, sceglierà di proseguire solo se si sentirà davvero in grado di farlo”.
“In questo momento qualsiasi misura in grado di offrire supporto è sicuramente ben accetta – conclude Mirko Siviero –. Non si tratta della soluzione ideale, poiché la priorità resta quella di inserire forze fresche e giovani nel settore. Tuttavia, di fronte a una crisi persistente, questo provvedimento ci consente di guadagnare tempo per poi concentrarci su strategie volte al ricambio generazionale”.














