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Apologia del fascismo, il Pd propone il M5S boccia: "Legge liberticidia". Fraccaro: "Vogliono fare sconti ai fascisti". I consiglieri comunali s'interrogano

La proposta di legge firmata Fiano in realtà ampia il concetto di "apologia del fascismo" e quindi renderebbe punibili anche comportamenti come la vendita e l'esposizione di oggetti legati al fascismo o al nazionalsocialismo. Ma per Fraccaro è "una legge scritta con i piedi". Negroni, Maschio e Santini: "Attendiamo la posizione ufficiale del Movimento"

Di Giuseppe Fin - 10 luglio 2017 - 19:12

TRENTO. "Liberticida", così lo ha definito il Movimento 5 Stelle il progetto di legge presentato dal Pd che introduce il reato di propaganda del regime fascista e neonazista. Il partito di Grillo la scorsa settimana ha depositato in commissione Affari Costituzionali un documento attraverso il quale critica la proposta che vede come primo firmatario il deputato Pd Emanuele Fiano (uno che ha avuto il babbo, Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e unico superstite di tutta la sua famiglia) che mira a punire chi fa propaganda di idee fasciste anche sul web. E proprio Fiano ha pubblicato il passaggio del testo targato 5 Stelle dove definiscono "liberticida" la proposta di legge.

 

 


 

Una posizione che è parsa molto vicina a quella della Lega Nord ("si va a colpire le idee belle o brutte che siano") e di Forza Italia ("allora si inseriscano anche riferimenti al comunismo") che ha innescato inevitabilmente diverse polemiche. A Trento a dirsi “perplessi” della posizione del Movimento sono stati, prima di tutto, i consiglieri comunali pentastellati Andrea Maschio, Paolo Negroni e Marco Santini che hanno chiesto tempo prima di esprimersi in via ufficiale attendendo, prima, un "segnale" dal movimento.

 

La proposta porterebbe all'introduzione nel Codice penale del reato di propaganda del regime fascista e nazifascista con una pena da 6 mesi a 2 anni di reclusione. Sarebbero considerate rilevanti le condotte che riguardano la propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco o delle relative ideologie, anche solo con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a questi partiti o ideologie; nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco e delle relative ideologie. La propaganda attraverso strumenti telematici o informatici costituirebbe un aggravante.

 

A parlare di legge “scritta con i piedi” è il deputato trentino del M5S, Riccardo Fraccaro. “Il PD voleva una legge che facesse sconti ai fascisti – ha spiegato - e il M5S lo ha impedito: senza l’emendamento M5S approvato a prima firma Ferraresi in commissione, la proposta di legge Fiano poneva uno sconto di pena a chi avesse propagandato le ideologie fasciste. L’ennesima legge scritta con i piedi dal PD e criticata da diversi giuristi”.

 

Per il deputato del Movimento 5 Stelle, “Il tentativo del PD di strumentalizzare questo episodio per affibbiarci l’etichetta di fascisti è squallido, così come quello di Berlusconi di definirci comunisti. Ci sono già due leggi in vigore che puniscono l’apologia del fascismo, che per noi è da condannare senza se e senza ma. Questa legge non serve al nostro Paese, perché si andrà a sovrapporre alla legge Scelba e alla legge Mancino. Le manifestazioni di propaganda e il saluto romano, come ricorda la Corte di Cassazione, sono già punibili e puniti. Per noi questo provvedimento rischia seriamente di essere incostituzionale, la stessa Costituzione antifascista che il PD e Fiano volevano stravolgere. L'antifascismo per noi è un valore, per loro un spot elettorale”.

 

Anche se in realtà la norma modifiche ne apporterebbe al sistema, eccome. Una su tutte quella legata al merchandising e alla paccottaglia venduta o esposta in molte parti d'Italia legata al fascismo o al nazismo: busti del Duce, calendari, frasari, grembiuli e chi più ne ha più ne metta. Questo il testo della proposta di legge :

 

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

 

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista).

 

– Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

 

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

 

Ad attendere la linea ufficiale del Movimento, come già detto, sono invece i consiglieri comunali Maschio, Negroni e Santini che al momento non si sbilanciano. “Esiste una legge che indica l'apologia al fascismo come reato – spiega Santini - e per me rimane tale. Credo sia giusta una punizione, sulla questione però non ci siamo ancora confrontati come consiglieri”.

 

A parlare di una “discussione che non mi appassiona” è invece il consigliere Andrea Maschio. “Per me - spiega - tutto ciò che richiama un regime di qualsiasi genere, che sia fascista o comunista, va tenuto lontano. Attendiamo di capire meglio la posizione per dare poi un giudizio”. Gli fa eco Paolo Negroni. “Quella assunta a livello nazionale è una posizione un po borderline che sembra vicina alla Lega. Prima di esprimere un giudizio, però, dobbiamo discuterne tra di noi e attendere la posizione ufficiale del movimento”. 

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