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"Battisti eroe? Falso storico", lanciata petizione per demolire il mausoleo sul Doss Trento

Paolo Primon, segretario dei Popoli Liberi - Freie Völker, ritorna alla carica vent'anni dopo per fare spazio al monumento ai caduti di tutte le guerre: "Il Trentino Alto Adige come la Svizzera diviso in cantoni: tedesco, italiano e ladino"

Di Luca Andreazza - 25 May 2017 - 22:02

TRENTO. "Demoliamo il mausoleo intitolato a Cesare Battisti, un simbolo che rappresenta il tradimento del popolo tirolese, oggi denominato Trentino". E per fare questo l'Hauptmann Paolo Primon segretario dei Popoli Liberi - Freie Völker lancia una petizione popolare. "Adesso - aggiunge - si può scaricare e firmare il modulo per inviarlo tramite e-mail, ma ci stiamo organizzando per avere uno stand proprio in piazza Battisti".

 

Esatto in piazza Battisti, una provocazione, ma venti anni dopo, correva l'anno 1997, Primon ritorna alla carica per chiedere che sia raso al suolo il monumento sopra il Doss Trento per lasciare spazio a quello in memoria dei caduti in tutte le guerre.

 

"Cesare Battisti - spiega - rappresentava nei suoi ideali politici, una minoranza, appena il 2% del popolo tirolese della Provincia di Trento. Questo monumento è stato voluto nel 1926 e costruito nel 1935 dal suo ex compagno di partito: Benito Mussolini".

 

L'Hauptmann evidenzia le criticità di quanto viene insegnato a scuola: "Si racconta un falso storico - dice - quello che vede Battisti come un eroe. In realtà era un uomo che rappresentava la borghesia e che prima si è professato pacifista e poi si è battuto per l'entrata in guerra dell'Italia contro l'impero austro-ungarico: ricordo che ha tenuto un comizio per l'intervento ad Asti e ci furono scontri e morti. Se un deputato italiano avesse compiuto le stesse gestal'Italia non gli avrebbe dedicato un monumento".

 

La prima guerra mondiale si concluse definitivamente l'11 novembre 1918 quando la Germania, ultimo degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l'armistizio imposto dagli Alleati. I maggiori imperi esistenti al mondo, quello tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo, scomparvero, ma soprattutto il Trentino Alto Adige divenne italiano.

 

"Oggi - sottolinea Primon - quel monumento rappresenta la vittoria sul popolo tirolese, che storicamente si difese dall'attacco dell'esercito italiano: Italia che ancora oggi non ha consegnato ai trentini le liste dei nonni morti nelle carceri italiane in qualità di prigionieri di guerra dell'Italia. Invece qui partigiani e fascisti commemorano Battisti, un cortocircuito".

 

Nel mirino dei Popoli Liberi - Freie Völker anche le Province: "E' necessario - conclude Primon - abolire queste amministrazioni e mantenere esclusivamente la Regione, strutturandola per 'cantoni' come avviene in Svizzera. Un 'cantone' tedesco e quello italiano divisi alla pari e quindi un 'cantone' ladino, che avrebbe un'importante rappresentatività e peso politico, ma invece il presidente Ugo Rossi spiega che l'autodeterminazione non è alla base dell'Autonomia, un errore. La politica vuole omologare tutto per mantenere le poltrone. Non si distingue più alcuna differenza tra sinistra e destra, anzi sembrano più progressisti questi ultimi".

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