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In Consiglio si parla di Brennero e di profughi. Rossi: "Oltre il limite di 1.781 richiedenti? Prima lo Stato si impegni nel ridurre i flussi"

Degasperi: "Austria ha agito così perché non vuole che diventare come Trento". Il Governatore: "I numeri non possono aumentare all'infinito, il limite di 1.781 non si supera senza un accordo" 

Di Donatello Baldo - 06 luglio 2017 - 06:05

TRENTO. Non poteva che essere così: la seduta del Consiglio provinciale si è aperta con gli interventi di molti consiglieri di opposizione sul tema dell'immigrazione, dei blindati al Brennero, di profughi “che ci invadono” e piazza Dante ridotta a puro e semplice “degrado”. Interventi sull'ordine dei lavoro come si una fare a inizio seduta ma anche interrogazioni formali rivolte alla Giunta.

 

Tra gli interventi estemporanei quello di Rodolfo Borga che l'ha buttata in caciara. “Nei giorni scorsi il senatore Panizza ha rilasciato alla stampa dichiarazioni su Europa e immigrazione – ha affermato il consigliere – e successivamente l'Austria ha chiuso la frontiera, Macron ha rifiutato l'ingresso sul territorio francese dei migranti economici. Attenzione – ha messo in guardia Borga – che se parla ancora ci dichiarano guerra”.

 

Ma a parte le provocazioni ironiche (da ricordare che sono comunque 'andate in onda' all'interno dell'Aula del Consiglio provinciale e non alla buvette), c'è anche chi ha voluto intervenire seriamente, ad esempio il consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi che sulle ragioni della chiusura del confine ha una sua opinione.

 

“Se i nostri vicini austriaci che frequentemente con un certa assiduità il nostro territorio passano per Trento – ha sostenuto – avranno apprezzato le conseguenze della arrivo indiscriminato di questi sedicenti profughi”. Sedicenti, afferma, “perché alla prova dei fatti tutta questa ragione per essere ospitati e mantenuti sul nostro territorio non c'è”.

 

“Quindi – afferma Degasperi, tornando sulle ragioni dell'intimazione di chiudere il confine - gli austriaci avranno visto quali sono le condizioni di piazza Dante, quali sono le condizioni del centro storico, del parco delle Albere, e avranno adottato delle contromisure per evitare che il loro territorio diventi come il nostro. Gli austriaci – ha concluso - difendono i loro cittadini, quello che invece noi non siamo capaci di fare”.

 

La lega, con Maurizio Fugatti in testa, annuncia che “dopo la decisione del governo austriaco di inviare i militari e i carri armati al Brennero per il controllo del territorio, a causa della incapacità italiana di gestire il problema dei profughi”, si terrà un presidio sul confine di Stato del Brennero venerdì prossimo”.

 

“Noi crediamo – afferma Fugatti – che la decisione austriaca sia una logica conseguenza della gestione fallimentare del governo italiano che non è in grado di controllare i propri confini e che rischia di creare una invasione di migranti nei paesi a noi confinanti. La Lega Nord sarà al Brennero – conclude il consigliere – per chiedere la chiusura dei porti italiani perché la situazione è ormai insostenibile”.

Tra le interrogazioni alla Giunta sulla situazione dei profughi in Trentino quella di Walter Kaswalder che chiede quale sia l'ammontare della spesa sanitaria per i richiedenti asilo, quella di Donata Borgonovo Re che invece interroga per sapere quale sia il destino dei richiedenti che si vedono poi negata la richiesta di asilo, quella di Giacomo Bezzi per sapere il numero dei profughi in Trentino al 30 giugno e quella di Degasperi che vuole sapere che fine abbia fatto “la tanto sbandierata task-force anti-degrado del Comune di Trento”.

 

A Donata Borgonovo Re la Giunta ha risposto che non ci sono obblighi nei confronti di chi termina l'accoglienza, e che chi se ne va lo fa solo volontariamente. "Servirebbero dato più precisi", ha replicato la consigliera. Dati che invece sono forniti a Bezzi: "Al 30 giungo i richiedenti asilo ospitati in Trentino sono 1.668". 

 

A Kaswalder che chiede conto della spesa sanitaria la Giunta dice questo: "La somma è ridotta, visti i piccoli numeri del fenomeno. Le risorse sono trasferite dallo Stato extra bilancio Pat e si tratta di 15-20 milioni di entrate che altrimenti non ci sarebbero".

 

A Degasperi dei 5 Stelle preoccupato per la squadra anti-degrato è stato assicurato che sette agenti si sono dimessi, altri 6 sono stati assunti, quindi oggi sono 10 invece degli 11 previsti. "Il posto mancante verrà coperto con un’assunzione

che si farà prossimi giorni".

 

Ma fuori dal Consiglio provinciale, sentito al telefono, parla anche il presidente della Giunta Ugo Rossi. E interviene sul limite di 1.781 richiedenti asilo definito dagli accordi intercorsi tra la Provincia e il Governo. Tra pochi giorni questi numeri potrebbero essere superati. "Le cifre possono cambiare - ha detto Rossi - ma prima si deve fare un ragionamento".

 

L'innalzamento di questa soglia "non è un automatismo", ha spiegato il governatore. "Noi la nostra parte l'abbiamo fatta ma non si può aumentare il numero all'infinito, questo è ovvio ed evidente". E con un tono severo: "Lo Stato ci comunichi la nuova previsione, poi ne parliamo, non è automatica la decisione, si chiama accordo perché appunto ci si deve mettere d'accordo".

 

E spiega il motivo di questa strategia: "Prima di fare nuovi accordi chiederemo allo Stato un impegno certo sulla riduzione dei flussi, un'azione forte che coinvolga l'Europa. I numeri non possono essere aumentati all'infinito", ripete Rossi.

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