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| 24 apr 2017 | 13:32

Elezioni in Francia, l'intervista a un giovane trentino a Parigi per lavoro: "Spero che tutti gli indecisi scelgano Macron. Le Pen ha posizioni estremiste"

A Parigi, per lavoro, dalla fine del 2012 vive Guglielmo Dalvit. Trentino di nascita, ha iniziato a lavorare nel settore della moda e dell'abbigliamento per Vente-privée al servizio di produzione delle vendite. "Non ho ovviamente diritto di voto qui in Francia ma ho seguito molto bene le elezioni perché abitando qui mi riguardano da vicino le scelte che verranno prese"

TRENTO. I francesi hanno scelto, e al ballottaggio che si terrà il 7 maggio si sfideranno il candidato centrista Emmanuel Macron con il movimento “En marche!” che ha ottenuto il 23,9% dei voti e la candidata dell'estrema destra Marine Le Pen del “Font National” che è riuscita a raggiungere il 21,7% di voti.

 

Una campagna elettorale storica che per la prima volta vede la destra repubblicana e i socialisti tagliati fuori dal voto finale. Lo stesso partito che alle ultime elezioni ha eletto l'attuale presidente francese François Hollande, nel primo turno di ieri ha ottenuto appena il 6,3%.

 

A Parigi, per lavoro, dalla fine del 2012 vive Guglielmo Dalvit. Trentino di nascita, ha iniziato a lavorare nel settore della moda e dell'abbigliamento per Vente-privée al servizio di produzione delle vendite. “Non ho ovviamente diritto di voto qui in Francia ma ho seguito molto bene le elezioni perché abitando qui mi riguardano da vicino le scelte che verranno prese. Basta pensare che la candidata Marine Le Pen ha proposto una legge che prevede una tassazione per le aziende che assumono dipendenti stranieri. Questo sarebbe penalizzante per me e sarebbe una legge assurda”.


(Guglielmo Dalvit)

Che cosa non è arrivato secondo te qui in Italia della campagna elettorale francese?

Non saprei, perché ormai seguo soprattutto le notizie dai quotidiani francesi. Alcuni aspetti di quello che è accaduto e sta accadendo in Francia sono però raccontati in Italia in maniera più sensazionalistica di quello che viene fatto in Francia. Quando è accaduto l'ultimo attentato sulle Champs-Élysées, ho guardato il sito internet del Corriere della Sera ed era la prima notizia. Su Le Monde, invece, era molto più bassa.

 

Ma gli attentati che ci sono stati in Francia e che hanno colpito Parigi quanto hanno influito sul voto di ieri?

Difficile dirlo, molte persone sono andate a votare presto la mattina, per evitare code. Ci sono stati anche dei messaggi in Tv per ricordare alcuni siti sensibili con la presenza della polizia. Ovviamente un po' di paura c'è sempre, e anche io personalmente quando salgo sulla metro ho qualche timore. Sapere però quanto questo abbia influito sul voto è difficile. Bisogna anche considerare che gli attentati fanno ormai meno scalpore della prima volta. E' bruttissimo di dirsi ma è un dato di fatto.

I dati di oggi dimostrano che a Parigi, la città più interessata dagli attentati, il Front National, il partito che più di altri ha puntato sul tema della sicurezza e degli immigrati, ha fatto fiasco ottenendo meno del 5%. Diverso invece il voto nei territori di provincia.

 

Ieri ci sono stati degli scontri in una manifestazione indetto contro il Front National. Cosa ne pensi?

Si, c'era una grossa manifestazione. Anche sotto casa mia ho visto molte persone, vestite di nero, che correvano all'impazzata, spaccavano tutto e hanno anche danneggiato alcune automobili.

Non si capisce, però, prendersela contro chi ha parcheggiato per strada. Hanno manifestato contro il popolo francese che ha espresso il proprio voto? Per me sono manifestazione che non hanno senso e sono sciocche. Un momento per sfogare la propria frustrazione ma che non porta ad alcun frutto. Sono azioni violente contro nessuno.

 

E com'è ora la situazione a Parigi dal punto di vista sociale?

Io vivo in un quartiere dove c'è un mix di culture e storie. A livello sociale Parigi è diverso dal resto della Francia e la mia visione non è completa. Le informazioni derivano anche dalle persone che frequento e dall'ambiente in cui vivo. Difficile fare un'analisi approfondita, certo che risultato ottenuto dall'estrema destra è comunque una risposta alla paura che ha prevalso.

 

Negli ultimi tempi si è molto sentito parlare di alcuni parallelismi tra le idee di Marine Le Pen con quelle di Salvini e dall'altra l'accostamento di Macron ad una sorta di giovane Renzi. C'è un fondo di ragione?

C'è sicuramente questo parallelismo. Negli ultimi anni seguo prevalentemente l'attualità francese rispetto quella Italia ma nei politici citati si possono trovare delle somiglianze. Ma questo anche con altri paesi europei. Tra Salvini e Le Pen c'è una stessa azione per far leva sulla paura della gente. Certe volte sembra che quello che dicono serva solo per manipolare le idee delle persone. Tra Macron e Renzi, c'è la questione del giovane un po' piacione che non si espone troppo né a destra né a sinistra. C'è da dire però che per la Francia, avere un candidato di centro che non è né carne né pesce è abbastanza strano.

 

Per il ballottaggio tra Marine Le Pen e Emmanuel Macron tutte le parti politiche sembrano confluire su quest'ultimo. Molta sorpresa, invece, ha fatto la decisione che il partito di sinistra con Jean-Luc Mélenchon non ha voluto indirizzare i propri elettori.

Si infatti. Fillon che è perfino lui di destra ha invitato gli elettori a scegliere Macron. Mélenchon invece non ha dato alcun indirizzo. Si conosce però il personaggio che qui in Francia usa modi un po alla Sgarbi e ama i colpi teatrali.

 

Quali sono state le tematiche maggiormente discusse in questa campagna?

Si è parlato molto di Europa. Mélenchon era stato definito inizialmente antieuropeista anche se poi ha detto di essere stato male interpretato. Molto forte è stato il messaggio pro Europa arrivato da Macron per trattare il tema della stabilità e anche come modo per affrontare i vari problemi in maniera unità e omogenea e distribuendo in maniera più equa tra tutti i paesi le varie responsabilità.

Mélenchon aveva al centro della sua campagna il tema delle energie rinnovabili e puntava, entro il 2050, ad utilizzare, per quasi la totalità del fabbisogno del Paese, le energie ecosostenibili. Altro tema è stato quello della sicurezza. Molto scalpore ha fatto la proposta di Philippe Poutou, del Nuovo Partito Anticapitalista, di disarmare la polizia e lasciare le armi solo ai reparti speciali antiterrorismo. La sicurezza e la richiesta di 'mandare i migranti a casa loro' sono stati trattati anche da Marine Le Pen.

 

Come vedi ora le prossime due settimane di campagna elettorale e il voto finale?

C'è stato un appello generale da parte di tutti i politici, compresi quelli di destra, di fare scudo contro Le Pen e di votare Macron. Ci sono poi molte persone che piuttosto di votare lui non voteranno nulla. Io credo e spero che tutti gli indecisi e una buona parte di quelli che andranno a votare scelgano Macron perché è quello che fa meno paura. Le Pen ha posizione per molti troppo estreme.

Posizioni che esprime in discorsi accattivanti, ma in Francia ci sono state molte trasmissioni di inchiesta che hanno gettato luce sui veri propositi del Front National che appaiono davvero anacronistici. Quindi credo che chi sarà costretto a scegliere lo farò per Macron.  

 


(Guglielmo Dalvit)

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