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Elezioni, De Laurentis: "Centrosinistra? Arrogante e lontano dal territorio, si è dimenticato di giocare. La Lega? Il simbolo pesa, eletti alcuni sconosciuti"

L'ex numero uno dell'Associazione Artigiani traccia un bilancio nazionale e locale sul risultato delle politiche 2018: "Premiati i partiti dalla barra dritta. L'Upt un contenitore vuoto. I 5 stelle, attenti all'assalto del carro del vincitore. Fraccaro Ministro? Ha a cuore le piccole imprese trentine. Candidarmi? Sono a disposizione e non ho mai nascosto di saper prendere decisioni"

Di Luca Andreazza - 07 marzo 2018 - 06:02

TRENTO. "Dopo sette anni si è ritornati al voto e la cittadinanza si è scatenata. Dopo il 'No' secco al referendum è arrivato anche questo duro colpo per il centrosinistra. Un'espressione di rabbia verso i poteri e un panorama nazionale totalmente polarizzato", queste le parole di Roberto De Laurentis nell'analizzare l'ultima chiamata alle urne.

 

Non ci sono dubbi, i vincitori delle elezioni sono il Movimento 5 stelle e la Lega. "Gli elettori - aggiunge l'ex numero uno dell'Associazione Artigiani - hanno evidentemente votato il reddito di cittadinanza e la sicurezza: lavoro e sicurezza. Anche in Alto Garda non è pensabile che la Caritas sia costretta a destinare la maggior parte dei pacchi alimentari agli italiani, mentre i presunti richiedenti asilo hanno tutele maggiori".

 

E il governo? "Difficile - dice De Laurentis -. Difficile soprattutto tenere alla porta i pentastellati, che rappresentano oltre il 30% degli aventi diritto. Si prospetta un periodo di transizione per fare chiarezza".

 

Il Movimento ha sparigliato le carte agguantando oltre il 30% degli elettori. Un risultato raggiunto 'prepotentemente' da un'unica forza politica che distoglie un po' lo sguardo dal risultato complessivo del centrodestra. Fermo restando che manca la maggioranza, a chi toccherà provare per primo a formare il nuovo governo?

Penso a Matteo Salvini. La coalizione è più forte e il leader naturale a questo punto è proprio il segretario della Lega. Certo le incognite sono tante.

 

E qui? Tolta Emanuela Rossini il centrosinistra è rimasto a bocca asciutta, mentre il centrodestra porta a Roma ben otto parlamentari

Anche qui sono stati privilegiati i simboli e determinati temi, questo a discapito delle persone. Il centrosinistra è stato sonoramente bocciato: sicuri dei seggi, si sono chiusi nella torre d'avorio e si sono dimenticati di giocare. L'errore sarebbe quello di sottovalutare questo processo, che rischia di non fermarsi al voto di domenica scorsa.

 

Da un lato il Partito democratico trentino sembra quello nazionale in preda a riflessioni, ansie e analisi del cappotto. Dall'altra il governatore Ugo Rossi minimizza e getta acqua sul fuoco.

Il presidente sbaglia, anche se è vero che le elezioni provinciali viaggiano su altri binari e dinamiche diverse. Non hanno capito il territorio, si sono auto-emarginati e non si sono minimamente preoccupati di queste elezioni: tra attriti di maggioranza, un governo non governo nelle decisioni importanti e discorsi di seggio hanno ricevuto una sberla all'arroganza di potere. 

 

I rappresentanti credono di poter dettare tutte le regole del gioco, compreso quei temi etici come i vitalizi, perché hanno la cassa. In generale in Italia si sono incartati su argomenti che non interessano la gente comune: penso allo Ius soli oppure all'antifascismo, tematica da anni '70, quando però si stava bene e la pancia era piena. Il risultato di Liberi e Uguali in questo senso è un esempio. 

 

Queste elezioni ci regalano anche un Patt in caduta e un Upt sparito dai radar. E l'area dellaiana lascia sul campo qualcosa come 55 mila voti (da 60 mila nel 2013 ai 6 mila del 2018).

Il centrosinistra è uscito sconfitto senza appello, sintomo della rabbia che si percepisce anche nel locale. L'Upt era una semplice sigla: poteva funzionare fino a quando Lorenzo Dellai era un padre nobile e forte, in grado di unire capacità e politiche e forza economica. Altrimenti si diventa un contenitore vuoto e tutto salta.

 

Se si guarda alla Lega, il centrodestra esce meglio e rafforzato, ma si registra il crollo di Forza Italia.

L'elettorato ha premiato quelle forze politiche capaci di tenere la barra dritta, quei partiti per intenderci senza i patti del Nazareno, gli Alfano oppure le Lorenzin. E' una polarizzazione della coerenza. Oltre al lavoro sul territorio, la Lega in questo è stata premiata, l'impressione è che i cittadini abbiano votato i simboli e i temi, magari meno le persone: in Parlamento vanno candidati quasi sconosciuti a grande parte dei votanti.

 

Il Movimento 5 stelle non ha sfondato come in altre regioni, ma comunque è cresciuto di tre punti percentuali. Inoltre ha vinto a Rovereto, mentre nel capoluogo è riuscito a ricucire verso il Pd, ora nel mirino

I lavori consiliari portano frutti. Uomini di fatica che interpretano bene anche qui il malessere della popolazione. 

 

Tra i pentastellati, il deputato Fraccaro è nella lista dei ministri dell'ipotetico governo Di Maio.

E' forse tra le figure più note dei ministri indicati dal candidato premier. Si è sempre impegnato per favorire e migliorare il contesto delle piccole imprese trentine: non nascondo che ci siamo confrontati spesso insieme, quando ricoprivo il ruolo di presidente dell'Associazione artigiani. Un segnale importante per il Trentino.

 

Il centrodestra intanto alza la testa in vista delle provinciali.

La strada però è ancora lunga, questo risultato è solo una breccia nella muraglia del centrosinistra. I meccanismi sono diversi e adesso scatta la corsa alla clientela. Il ruolo delle persone cresce di importanza e valore. A questo si aggiunge che Roma è vicina, ma allo stesso tempo allontana il parlamentare dal territorio. Le variabili sono tante e la coalizione di centrodestra di mostrare la coesione mostrata nell'ultima occasione e soprattutto portare contenuti.

 

Da destra a sinistra, che classe dirigente esiste qui in Trentino?

E'quasi assente. Il centrosinistra non brilla, la Lega è già più strutturata, mentre il Movimento 5 stelle sembra più a rischio e deve trovare il modo di proteggersi dalla corsa sul carro del vincitore. 

 

Quale il futuro di De Laurentis? Ci sono ancora pruriti politici?

Sono a disposizione. Non ho mai nascosto la mia appartenenza al centrodestra e la capacità di saper prendere decisioni. Il centrodestra ora è chiamato a fare di più e parlare di meno. Il programma dovrebbe essere chiaro e semplice, senza parlare in politichese. I temi principali sono tre o quattro, cioè lavoro, sicurezza, welfare e sanità: tutto il resto segue a ruota e si collega. 

 

   

 

 

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