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"Il Trentino cresce meno dell'Alto Adige e fa peggio di tutto il Nord Est". Ma Rossi non ci sta: "Questa è pura demagogia"

La discussione in Consiglio Provinciale su assestamento di bilancio, Def e rendiconto finanziario fa emergere il pessimismo della minoranza sulla situazione economica trentina. Ottimista Rossi: "Siamo ai livelli delle migliori regioni europee"

Di Donatello Baldo - 25 July 2017 - 18:53

TRENTO. Nonostante l'aria condizionata a palla, in Consiglio provinciale c'è aria di vacanza. Gli interventi sulla delicata sessione di luglio, dedicata al rendiconto finanziario, all'assestamento di bilancio e al Def, avvengono in un'Aula quasi vuota. Sono molti i consiglieri che intervengono ma sono molti quelli che stanno alla buvette, seduti sui divani e intenti a guardare il loro telefonino.

 

Ieri il governatore Ugo Rossi ha illustrato i documenti sottoposti al Consiglio, come aveva già fatto in una precedente conferenza stampa di qui avevamo dato conto (qui). Le previsioni sono economiche sono timidamente rosse, "prevista una crescita del Pil dell'1% fino al 2020".

 

Ma gli interventi della minoranza hanno invece descritto un Trentino sull'orlo del baratro, con indicatori che segnano un andamento non particolarmente positivo dell'economia della nostra provincia. "I numeri parlano da soli - afferma Ugo Rossi -  ed è evidente che siamo posizionati tra le migliori regioni europee. Il Trentino - spiega il governatore - è in testa a tutte le classifiche per la qualità della vita".

 

"Ci sono da migliorare alcune cose - ammette - come ad esempio la capacità di rivolgersi non solo ad un mercato interno e nazionale ma su una dimensione europea. Ma bisogna saper lavorare con fiducia, non descrivendo situazioni che non esistono".

 

Ho sentito alcuni interventi - aggiunge Rossi - che paragonano il Trentino alla situazione del Sud Italia. E francamente - conclude - questa è pura demagogia". Il presidente della Provincia si riferisce in particolar modo all'intervento di Maurizio Fugatti della Lega che in Aula ha parlato a lungo della situazione economica del Trentino in riferimento all'Italia e all'Europa.

 

"Se le attuali previsioni della Banca d'Italia troveranno conferma - ha ionfatti dichiarato Fugatti - emergerà che il Trentino tra il 2015 e il 2016 è cresciuto meno che nel resto del Paese". Fugatti ha citato dati riferiti al tasso di disoccupazione, che mostra per il Trentino una situazione peggiore rispetto sia alla provincia di Bolzano sia a tutte le altre regioni.

 

"Negativi rispetto al Nordest tra il 2015 e il 2016 sono poi i dati relativi al tasso di occupazione femminile e al tasso di occupazione giovanile. Mobilità ospedaliera attiva: il dato è fermo al 2013, ma registra comunque in calo costante il numero delle persone che vengono a farsi curare in Trentino, dove la mobilità passiva è invece aumentata".

 

"In definitiva - ha concluso Fugatti - il Trentino nel 2016 non è solo superato dall'Alto Adige, ma cresce meno anche di tutto il Nordest. E il presidente Rossi dovrebbe chiedersi il perché di questo andamento". Secondo il consigliere della Lega nel Trentino vi è un eccesso di burocrazia rispetto alle regioni confinanti e questo frena la volontà di fare impresa e di investire risorse.

 

L'ottimismo manifestato Rossi non è condiviso nemmeno da Rodolfo Borga. "E nemmeno dalle categorie economiche ascoltate in Commissione. Basti considerare - ha detto il consigliere di Civica Trentina -  che l'Irpef versato in Trentino è pari a 88 milioni di euro, 56 milioni di euro meno che in provincia di Bolzano".

 

La discussione prosegue nei prossimi giorni. Borga e Degasperi dei 5 Stelle hanno presentato da soli quasi 2.000 emendamenti.

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