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Italo Gilmozzi porta a spasso il cane e parla del rientro di Baratter nel gruppo consiliare, della legge elettorale e del suo PD

“Mi sembra che non si voglia capire che il reintegro di Baratter fa male alla credibilità della politica in generale e della coalizione nello specifico". Su quanto successo a Roma: "Un tutto contro tutti, accuse incrociate, parlamentari che nel segreto dell'urna vanno contro agli impegni presi alla luce del sole. Un brutto momento per la politica"

Di Donatello Baldo - 11 June 2017 - 06:22

TRENTO. “E' un brutto momento per la politica, per tutto quello che sta succedendo”. Italo Gilmozzi, assessore comunale e segretario provinciale del Partito Democratico, sta portando a spasso il cane al parco Santa Chiara, “il sabato e la domenica mi godo un giretto in città, mi piace”.

 

Gilmozzi commenta pacatamente e senza polemiche i fatti rilevanti di questi giorni. Parla di Lorenzo Baratter, che il gruppo consiliare del Patt ha deciso di reintegrare dopo la sospensione e l'approdo al gruppo misto in seguito alle vicende giudiziarie legate all'accordo con gli Schützen che il tribunale ha giudicato come 'corruzione elettorale'. Ha scontato la sua 'pena', la messa alla prova presso una struttura che si occupa di disabilità ed è stato 'riabilitato'.

 

"A me la questione giudiziaria non interessa, mi interessano i risvolti politici. Umanamente sono contento della riabilitazione di Baratter ma non posso non valutare il fatto dal punto di vista politico”. Baratter ha scelto, legittimamente, di sottrarsi al giudizio con la messa alla prova, mentre i suoi correi Corona e Dalprà sono stati condannati. Il fatto commesso è stato comunque giudicato da un tribunale come reato.

 

“Per questo – afferma Gilmozzi – la scelta del gruppo del Patt di reintegrarlo ha un significato politico. Una scelta importante che andava condivisa”. Senza polemiche, con la sua solita pacatezza spiega chiaramente il suo dispiacere: “Mi sembra che non si voglia capire che tutto questo fa male alla credibilità della politica in generale e della coalizione nello specifico. Era il caso di parlarne insieme, condividere con la maggioranza”.

 

“Questo non è stato fatto – osserva – ed è un fatto molto negativo, così non va bene. Mi sono sentito con il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale Alessio Manica, vedremo cosa fare, ma così – ripete più volte – non va affatto bene, perché se si vuole rinsaldare la maggioranza le scelte importanti, quelle che si ripercuotono su tutti, dobbiamo discuterle assieme, in ballo ci siamo tutti”.

 

Gilmozzi guarda lontano, poi il cane che chiama vezzeggiandolo: “Guarda quello che succede a Roma, un tutto contro tutti, accuse incrociate, parlamentari che nel segreto dell'urna vanno contro agli impegni presi alla luce del sole”. Ma questo succede anche nel 'suo' Pd. “Certo, non faccio distinzioni. Sto parlando della politica generale, di come sia diventata in questo periodo. Questo – afferma – è un momento complicato per la classe politica, per il rapporto con la comunità”
 

Anche a livello locale. Sul ddl delle Acli sulla riduzione dei costi della politica la decisione di bocciarlo non ha certo favorito il rapporto politica-comunità, anzi ci siamo allontanati, e così su tanti altri temi che non siamo stati in grado di affrontare per avvicinare le persone a noi, alla politica che dovrebbe rappresentare al meglio i cittadini”.

 

Con la stessa pacatezza, senza cedere alla polemica, risponde anche alla stoccata che ieri Ugo Rossi ha sferrato al Pd. Il governatore, commentando le polemiche suscitate dall'emendamento Fraccaro/Biancofiore sulla legge elettorale, ha parlato della necessità di avere deputati che siano voce del territorio, senza obblighi nei confronti dei partiti romani, accusando anche il Pd locale di non volersi porre in maniera federativa con il Pd nazionale.
 

“Onestamente – afferma risoluto - credo che nelle scelte importanti il mio partito ci sia sempre stato, e così i nostri parlamentari, tutti, nessuno escluso. Non è mai successo che per obbedire agli ordini di scuderia siano andati contro il territorio. E poi – osserva – se siamo arrivati fin qua, con questo rapporto di fiducia con il centrosinistra a livello nazionale, non si deve ringraziare solo l'Svp ma anche il Partito democratico. Noi – conclude – la nostra parte l'abbiamo sempre fatta”.

 

Altro tema del giorno è l'elezione del coordinatore cittadino del Pd. Nella notte è stato scelto Andrea Rinaldi che nella sfida con Tommaso Iori ha vinto per 173 voti a 100. Un confronto che ha portato un dibattito approfondito nei circoli cittadini. “Un confronto sincero, democratico, due visioni che si sono contrapposte come succede in un partito che sia davvero democratico”

 

“All'una e mezza dormivo della grossa – ammette - e i risultati mi sono arrivati per messaggio sul telefono. 'Ha vinto Rinaldi', mi hanno scritto. Bene, sono contento”. Ma non nel senso che abbia vinto lui, perché Gilmozzi se n'è tirato fuori dalla competizione, non ha voluto scendere in campo direttamente nel sostegno all'uno o all'altro.

 

Nel nuovo coordinamento siederanno lo sconfitto Tommaso Iori, Cristina Frassoni, Corrado Bungaro e Luciana Chini. Per la lista che appoggiava Andrea Rinaldi, oltre a lui che ha vinto la sfida, anche Gabriel Echeverria, Arianna Paoli, Stefano Ricci, Mariagrazia Zorzi, Paolo Perini, Minella Chilà, Kristofor Ceko.
 

Tra gli eletti vedo un'omogeneità che mi fa piacere – afferma il segretario – perché ci sono sia da una parte che dall'altra sostenitori di Renzi ma anche di Orlando, persone che hanno sostenuto me al congresso sono nella lista di Iori, vicina a Elisabetta Bozzarelli e per contro – afferma – esponenti che prima erano con Bozzarelli ora sono entrate in segreteria con Rinaldi”. Questo per Gilmozzi è un dato positivo, “si rimescolano le carte, le spaccature non sono granitiche, le divisioni sono punti di vista diversi non posizioni prestabilite. Questo è un bene”.

 

C'è bisogno di unità, di collaborazione – spiega il segretario provinciale – solo così si può andare avanti. Sì, ci sono sfide importanti - ammette - ma non è certo il coordinamento che da solo sceglie il sindaco del 2020, questo tema sarà affrontato attraverso un percorso, un confronto con tutto il partito, con gli iscritti, con tutta la città”.
 

Italo Gilmozzi si alza dalla panchina perché il suo cagnolino vuole andare, se esce è per camminare non per rimanere fermo a parlare di politica, del Pd e di Baratter. “Ho scelto un brutto momento per fare il segretario - dice fra sé e sé – manca un bombardamento e poi posso dire che da segretario ho gestito ogni emergenza”.
 

Mentre si allontana richiama l'attenzione su due giovani in mezzo al parco Santa Chiara. “Che bravi quei due ragazzi – dice Gilmozzi da cittadino ancor prima che da assessore o da politico – ieri hanno fatto festa e hanno sporcato tutto ma oggi sono venuti a fare pulizia. Bravi, ora vado a complimentarmi”. E aggiunge: “Fai un servizio su di loro, questa è una bella cosa, proprio una bella cosa”. 

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