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Ius soli, tutto rimandato. Panizza esulta: "Merito anche nostro". Civico: "Senatore, non v'è ragione d'essere orgogliosi, non ti voto più"

Gentiloni annuncia che il ddl sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia o da genitori italiani (all'interno la spiegazione nel dettaglio) sarà discusso in autunno. Soddisfatto il segretario del Patt (nonostante l'articolo 3 dello Statuto del partito proclami uguaglianza di tutti gli uomini, pari diritti e pari doveri). Grande delusione per il consigliere provinciale Pd 

Di Luca Pianesi - 17 luglio 2017 - 21:38

TRENTO. Ius Soli: palla in tribuna e si torna in campo, forse, chissà, staremo a vedere, dopo la pausa estiva. E se da un lato c'è chi esulta (Panizza e il Patt in casa nostra) dall'altro c'è chi (Civico del Pd) non nasconde la grande delusione per una retromarcia su un provvedimento misurato e coerente con un percorso, quello del centrosinistra di Governo, che, questa volta davvero, pareva essere a un passo dal vedere la luce. "Si tratta comunque di una legge giusta - ha spiegato il presidente del consiglio Gentiloni rinviando l'approvazione del ddl -. L'impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane".

 

Intanto, però, il risultato è che, tanto per cambiare, tutto rimane come prima e si decide di non decidere. "Sullo Ius Soli il Governo ha accolto le richieste degli autonomisti - ha spiegato il senatore Panizza trionfante -. Come Gruppo per le autonomie avevamo ribadito al Governo la nostra forte perplessità su un provvedimento che presenta non poche criticità. Per questo avevamo chiesto un supplemento di riflessione e la decisione di spostarlo in autunno è un atto saggio, che denota anche attenzione nei confronti della nostra componente che sostiene coerentemente il Governo. Il percorso per la cittadinanza - ha aggiunto il segretario del Patt - deve essere un percorso di conoscenza della lingua, delle tradizioni, della cultura, del rispetto delle leggi e dei doveri che la cittadinanza comporta. Pertanto non può limitarsi a un periodo di frequentazione scolastica di 3 anni. Apprezziamo allora la pausa di riflessione. Come autonomisti siamo pronti a portare il nostro contributo, anche guardando ad alcune esperienze come quella tedesca, con norme più rigorose, in grado di verificare che quello per la cittadinanza sia un percorso davvero sentito e consapevole".

 

Una curiosa difesa di stampo quasi nazionalista quella del Partito Autonomista Trentino Tirolese che all'articolo 3 del suo Statuto (l'articolo sui Principi Ideologici) recita di ispirarsi "all'uguaglianza di tutti gli uomini, riconoscendo ad ognuno nella società uguali diritti e doveri senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione e di condizioni personali e sociali e alla totale opposizione ad ogni forma di nazionalismo, razzismo, totalitarismo e colonialismo". Della serie uguaglianza sì ma 'noi' siamo più uguali degli altri e dobbiamo 'difenderci'. E mentre il Patt esulta, esulta con lui anche qualcun'altro.

 


 

 

 

Ma per un Panizza contento c'è un Civico che annuncia che non lo sosterrà più. Il consigliere provinciale del Pd scrive così su Facebook: "Salta (per ora) lo ius soli: quella norma che dovrebbe consentire di prendere la cittadinanza a chi, pur avendo genitori stranieri, nasce e vive da sempre in Italia. Una norma che riguarda circa ottocento mila minori che qualcuno si ostina a chiamare stranieri ma che non lo sono, perché sono nati e cresciuti nel nostro Paese, insieme ai nostri figli e non hanno conosciuto un’altra Patria se non questa. Perché è importante per ognuno sapere a chi si appartiene. Permettere che vi sia una generazione di ragazzini senza Patria, senza senso di comunità, con la percezione di essere diversi, è l’esatto contrario di quello che dovremmo fare. Ma si sa: è facile essere forti con i deboli. Chi protesterà, chi difenderà le loro ragioni? I loro diritti possono attendere…… Oggi è stata umiliata una speranza. La speranza di vedere riconosciuta la coerenza fra ciò che si è e ciò che ti viene detto che sei".

 

"Per essere chiari - prosegue Civico spiegando in breve cosa prevedeva il ddl - il provvedimento in discussione al Senato intendeva introdurre due nuove fattispecie per il riconoscimento della cittadinanza: il cosiddetto “ius soli temperato”, che riconosce cittadinanza a minori nati in Italia con almeno un genitore con permesso di soggiorno di lunga durata e legalmente residente in Italia da almeno cinque anni e lo “ius culturae” per il quale possono ottenere la cittadinanza i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano “frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti scolastici del sistema nazionale, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali”."

 

"Non stiamo parlando dei “figli di domani” - conclude Civico - quelli degli stranieri sbarcati oggi. Stiamo parlando dei “figli degli altri”, di quelli che già oggi siedono a scuola nel banco accanto ai “nostri”, che fanno merenda e giocano con i nostri figli. Sono quelli a cui abbiamo il dovere di dire che la loro percezione di essere Italiani è giusta, è vera. Che anche loro hanno una terra a cui appartengono ed è questa. A te, caro senatore (rivolgendosi a Panizza ndr) che oggi rivendichi con orgoglio il risultato di aver fermato la norma, dico con rabbia e delusione che non vi è ragione di essere orgogliosi: non è difficile e non vi è dunque alcun merito nell’accarezzare le pance, indirizzare le vele verso dove soffia il vento. Ma forse avrai fatto i tuoi calcoli. E allora segna pure. Meno uno".

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