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Kaswalder a Rossi: "No sta rider 'mbezile". E Borga a Pattini: "Cialtrone della politica, venderebbe la madre per una poltrona"

Botta e risposta, battute e intemperanze in Consiglio provinciale durante il dibattito sui profughi. Rossi accusato di essere distratto mentre intervengono i consiglieri. Alberto Pattini si difende: "Mai avuto nulla, ho rinunciato a tutto in questa consiliatura, mi sono dimesso da assessore nel 2010"

Di Donatello Baldo - 07 luglio 2017 - 10:39

TRENTO. Walter Kaswalder non è riuscito a trattenersi e a microfono spento, ma sentito un po' da tutti, ha sibilato: "No sta rider 'mbezile". Rivolto a Rossi, al presidente della Giunta in Aula per il dibattito sui profughi chiesto dalla minoranza. Ne è scaturita una scenetta che si è poi risolta con una pacca sulle spalle, ma lo racconteremo dopo. 

 

Prima segnaliamo un'altra perla della giornata, l'attacco di Rodolfo Borga al consigliere comunale di Trento Alberto Pattini, tirato in causa come "cialtrone della politica che per una poltrona venderebbe anche la madre". Ma vediamo cosa dice il consigliere provinciale (per chi volesse ascoltarlo al minuto 2.57.30  questo è il link).

 

"Non ho alcun rispetto per i cialtroni della politica che purtroppo abbondano -ha detto al microfono Rodolfo Borga -  per i cialtroni della politica che per uno strapuntino sarebbero pronti a vendere la madre, ma che di fronte all'opinione pubblica sempre più sensibile su certi temi stanno comodamente seduti nelle poltrone che la maggioranza dà loro e al tempo stesso attaccano la maggioranza per ottenere qualche effimero e inesistente  consenso".

 

Specificando a chi si riferisce: "E mi riferisco, tanto per non far nomi, ai Pattini con la P maiuscola e ai pattini con la P minuscola che a Trento minacciano ogni tre quattro mesi una crisi di giunta in esito alla quale escono con una poltroncina in più, perché questi di mollare la giunta di Trento manco con i cannoni".

 

Frase che sulle prime, informato di quanto è stato detto, ha fatto arrabbiare il consigliere comunale che sulle prime ha detto: "Lo querelo", per poi optare per una risposta ironica di cui vogliamo dare conto: "A Borga che mi definisce cialtrone perché affamato di 'antichi triclivi romani' rispondo sorridendo che mi sono dimesso da assessore nel 2010 rinunciando a tutti i benefici e che in questa consiliatura ho evitato qualsiasi divanetto anche rattoppato".

 

Ma ritornando ad un habitué del fuori microfono come Walter Kaswalder, raccontiamo come sono andate le cose, come mai ha proferito sibilando la parola "'mbezile" rivolta al presidente Rossi. Stava parlando con foga e vis polemica Maurizio Fugatti quando Mattia Civico è intervenuto con una puntualizzazione che ha infastidito l'oratore: "Ecco che interviene il difensore d'ufficio della Giunta".

 

Per sdrammatizzare i toni Rossi l'ha buttata sul ridere dicendo "semmai un difensore Civico", giocando sul cognome del consigliere del Pd. Ed è scappata una risata, come succede spesso nell'aula del Consiglio provinciale. Ma quel sorriso ha infastidito Kaswalder che proprio a questo punto ha detto "No sta rider, 'mbezile"

 

Kaswalder si è giustificato, a dire il vero spostando la questione, e sempre in vernacolo ha detto: "Te sei maleducato, ascolta i consiglieri quando i parla". E Rossi: "Maleducato forse sì, ma 'mbezile no". Poi con fatica il presidente Dorigatti ha ripristinato il clima dell'Aula, chiedendo a Fugatti di concludere il suo intervento.

 

Rossi ha spiegato che il telefonino lo guarda per cercare dati, i dati che poi ha snocciolato e che indicavano le presenze di stranieri negli Stati europei: "L'Italia, ha detto, è uno degli Stati che ne ha meno di tutta Europa". Fuori dall'Aula Rossi dà una bonaria pacca sulla spalla al consigliere Kaswalder: "Dai Walter, su!". E fanno pace

 

 

 

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