Contenuto sponsorizzato

La chiusura del Punto nascite di Cavalese infiamma il Consiglio provinciale: tutti contro il Patt. Ma non passa la mozione

Anche sui social network accuse alla Giunta: La Giunta chiude Cavalese e salva altre realtà "perché la politica e la dirigenza della Provincia appartengono alla Val di Non e alla Val di Sole

Pubblicato il - 08 marzo 2017 - 17:38

TRENTO. Chiude il Punto nascite di Cavalese, e ovviamente il Consiglio Provinciale si concentra su questa notizia cogliendo l'occasione di una mozione già depositata sul Punto nascita di Arco per allargare la discussione. Una discussione accesa, che infiamma l'Aula fin dalla mattina.

 

Prima c'è però il tempo per concludere la trattazione della mozione sull'economia del Trentino rimasta in sospesa dal giorno prima, quella depositato dalla consigliera Manuela Bottamedi, approvata all'unanimità con 29 voti favorevoli. La Giunta dovrà “valutare entro un anno” le migliori azioni per far ripartire l'economia trentina, “eventualmente attraverso un gruppo di lavoro composto da esperti”, avviando “una comparazione benchmarking” con il Sudtirolo per acquisire strategie da applicare al nostro sistema.

 

Ma come dicevamo, subito dopo questo punto e fino alle 17 del pomeriggio, ha tenuto banco la questione del Punto nascite di Cavalese. Il dibattito è sembrato un déjà vu, perché le posizioni sono ancora quelle di sempre: le minoranze che accusano la Giunta di non aver fatto abbastanza per difendere i presidi di valle e l'assessore Luca Zeni che dichiara come sempre l'impossibilità di intervenire se a livello nazionale i parametri sono stringenti e non ammettono deroghe.

 

Le schermaglie sono state politiche. "Forse si stava meglio quando era assessora Borgonovo Re perché chi è venuto dopo sta facendo meno bene", ha affermato Giacomo Bezzi. Mentre Fugatti della Lega ha preso di mira il Patt.

 

Ha citato un comunicato stampa di questa mattina nel quale le Stelle alpine  richiamano l’attenzione sull'argomento in questione: “Ora mi sento più sereno” ha detto ironicamente ed ha proseguito elogiando l’ex assessora Borgonovo Re e invitando l’assessore Zeni a fare squadra e sostenere a Roma i servizi sanitari e i punti nascita territoriali.

 

Ha infine chiesto un chiarimento al collega Degodenz che riguardo Cavalese oggi sulla stampa ha ammesso un errore di Roma, ma anche un errore della Giunta: “Un’accusa di responsabilità al governo provinciale per aver accentrato tutto a Trento e Rovereto”.

 

Cialtroneria politica ai massimi livelli” ha definito Rodolfo Borga il comunicato stampa del Patt in cui si annuncia l’interrogazione parlamentare sull’argomento “esclusivamente per guadagnare qualche voto in Valfloriana”.  E anche Borga ha sostenuto l’operato dell’ex assessora Borgonovo Re, “mandata a casa non perché donna, bensì per motivazioni di natura politica”.

 

Il consigliere Pietro De Godenz è intervenuto per chiarire le affermazioni apparse nell'intervista riportata oggi da un quotidiano locale. “Io penso che dobbiamo effettivamente fare un’azione politica e chiedere a Roma che si modifichino i parametri e per farlo serve convinzione. Dobbiamo fare noi da traino”, ha detto rivolto all'assessore Zeni.

 

Per Walter Kaswalder  "l'interrogazione di Panizza sembra una presa in giro dei trentini, soprattutto quando poi si vota a favore di certi altri provvedimenti. Mentre si è detto imbarazzato Massimo Fasanelli che ha ripreso il già citato comunicato del Patt a sostegno del punto nascite di Cavalese: "Dopo aver scritto una nota del genere il partito autonomista dovrebbe coerentemente votare questa mozione" .

 

Nerio Giovanazzi ha definito questa “una maggioranza sgangherata” ed ha citato una nota dell’UpT di pochi minuti fa nella quale si sostiene il punto nascita di Cavalese e si annuncia un’interrogazione “nella quale consiglieri e assessori si interrogano tra di loro”. 

 

Favorevole anche il voto di Manuela Bottamedi che ha nuovamente citato il caso di Borgonovo Re, “sacrificata perché donna da parte di un uomo che teme le donne e le loro idee: per qualcuno che si chiama Ugo Rossi non è mai l’8 marzo” ha detto. Fortunatamente i miei figli sono nati in Lombardia, ha aggiunto, dove 18 anni fa ho trovato un servizio eccellente in un ospedale pubblico territoriale, mentre qui, in una provincia autonoma le mamme vengono congedate i giorno stesso del parto o quello successivo perché non c’è posto. 

 

Giacomo Bezzi ha definito la Giunta “l’armata brancaleone e quella di oggi la giornata delle stelle cadenti che sono il Patt, l’assessore Daldoss e l’assessore Zeni che non ne fa una giusta per la gioia del collega Olivi”. Occorre difendere i servizi di periferia, ha aggiunto, per il bene delle donne, ma anche per tenere vivi i paesi del Trentino.

 

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha contribuito alla discussione affermando che non vi sia dubbio sulla disparità tra quanto accade in aula e quanto si scrive nei comunicati stampa. L’accordo elettorale della coalizione al governo prevedeva addirittura la riapertura del punto nascita di Borgo, altro che chiusura di Arco e Cavalese, ha aggiunto complimentandosi ironicamente per la “coerenza”. A questo punto preoccupa anche il punto nascite di Cles che, ha detto, “non so quanto durerà. Voto la mozione e provvederò a rilevare l’incoerenza di chi scrive una cosa e poi ne fa un’altra”, ha concluso.

 

Mozione che è stata bocciata con 17 voti contrari, solo 13 quelli a favore.

 

Ma la questione in queste ore sta infiammando anche i social network. Sulla pagina Sei di Cavalese se...un utente si pone una domanda: "Perché è stato chiuso Cles che è più vicino a Trento? La risposta non è difficile e tutti la sappiamo. Veramente vergognoso". A rendere chiara l'affermazione ci pensa un'altra utente: "La politica e la dirigenza della Provincia appartengono alla Val di Non e alla Val di Sole".

 

Altri i commenti, anche pesanti. Altri dispiaciuti: "Mi dispiace veramente tanto, e' veramente vergognoso chiudere il punto nascite, diventerà una moda far nascere i bambini in ambulanza, come mi sembra sia già successo". E un futuro padre prende la parola per dire amaramente: "Io dovrei diventare papà il 5 maggio e credevo che mio figlio nascesse a Cavalese .... opterò per Bolzano".

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

23 January - 10:39

Dopo ore di attesa, con trattative serrate tra le autorità sanitarie di Roma e di Milano sulla colorazione della Lombardia, sono state grosso modo confermate le classificazioni della scorsa settimana. Trentino ancora giallo, Alto Adige rosso. A cambiare sono solo 2 regioni

23 January - 11:29

La neve è tornata a interessare le Dolomiti fra Alto Adige e Bellunese. Chiusi i passi Fedaia, Pordoi, Falzarego, Val Parola e Giau. Veneto Strade ha disposto la chiusura anche della regionale 48 delle Dolomiti e della provinciale 49 di Misurina. La sindaca di Auronzo: "Non usate l'automobile"

23 January - 11:58

Nel bollettino sulla situazione Coronavirus in Alto Adige si registrano 552 nuovi positivi e 3 decessi. Rispetto alla giornata di venerdì cala lievemente l'indice contagi/tamponi così come il numero di ricoveri nei normali reparti. Si attende la decisione di Bolzano sulla conferma della classificazione "rossa" decisa da Roma

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato