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La "tonca" di sindaco e questore per la gestione di piazza Dante diventa un caso politico. D'Ambrosio: "Offesa la polizia". Andreatta: "La satira fa bene"

Il questore: “Dal palco hanno ringraziato Esercito, 118, Vigili del Fuoco, Polizia locale. Nessuno che abbia ringraziato Polizia di Stato e Carabinieri”. Ma il sindaco accetta l'ironia di Mario Cagol: "E' chiaro che la satira prende spunto da qualcosa che la popolazione percepisce come critica, e la situazione di piazza Dante lo è"

Di Donatello Baldo - 27 giugno 2017 - 10:09

TRENTO. L'ironia trentina al questore non va giù. Quelli delle valli del nord, gli avevano detto, l'ironia non sanno nemmeno dove sta di casa. Poi è arrivato Mario Cagol che alle Vigiliane, il vero 'carnevale' del capoluogo, quando semel in anno licet insanire, lo ha 'toncato' nell'Adige.

 

La sentenza è arrivata a furor di popolo, la colpa quella di lasciare piazza Dante nel caos. Ecco la motivazione letta a gran voce sul ponte di San Lorenzo:

 

"Per quanto riguarda la prolungata, mai risolta e estremamente preoccupante situazione della nostra piazza dante e zone limitrofe, per la condivisione delle responsabilità' di cui sopra, se procede a 'na tonca doppia con el questore Massimo D'Ambrosio e el sindaco Alessandro Andreatta così entant che i se rinfresca en l'acqua i pol confrontarse per trovar 'na soluzione definitiva".

 

“'Na tonca dopia”, quindi, per sindaco e questore. “Come persona non mi importa – spiega quest'ultimo – perché apprezzo la goliardia fin dai tempi della scuola. Ma sono un questore e comando uomini che si stanno impegnando tanto per il problema legato a piazza Dante”.

 

“Insomma – dice trattenendo la rabbia – ci sono contingenti dei Carabinieri da Laives, reparti da Milano, in questi giorni di festa anche da Torino”. Il questore D'Ambrosio continua e spiega che "i miei uomini lavorano giorno e notte, sono rientrati dalle ferie per garantire lo svolgimento delle festività di San Vigilio senza che ci siano problemi di ordine pubblico”.

 

E' arrabbiato ma anche amareggiato: “Sentire dire che non si fa nulla mi dispiace – sottolinea - stiamo lavorando al massimo dello sforzo, poi arriva qualcuno che quando parla fa danni”. Ammette che il problema di piazza Dante esiste: “Qualcuno aveva parlato di recinzioni – dice – poi non si è sentito più niente. Noi facciamo la nostra parte, altri devono fare la loro”. E senza entrare nello specifico parla di chiusura del parco con le recinzioni, di illuminazione potenziata, di telecamere.

 

Ma quell'ironia non gli va giù. “Fin quando di politica parlano i comici non si va da nessuna parte. Io – afferma - rispetto la tradizione trentina, ma bisogna sapere quello che si dice, mi dà fastidio l'offesa alla polizia”. Il questore D'Ambrosio non vuole scuse, vuole rispetto e riconoscenza: “Ieri dal paco hanno ringraziato l'Esercito, il 118, i Vigili del Fuoco, la Polizia locale. Nessuno che abbia ringraziato Polizia di Stato e Carabinieri”.

 

L'ha presa molto meglio il sindaco Andreatta. "Ma questa è ironia, satira, si scherza. E questo fa bene, ci mancherebbe. Questa è la mia seconda tonca, la prima per il muro di Ravina che poi è stato in effetti abbassato di qualche metro”. Il sindaco spiega che "è chiaro che la satira prende spunto da qualcosa che la popolazione percepisce come critica, problematica, socialmente dibattuta, e piazza Dante rappresenta un problema reale che le persone avvertono”.

 

I trentini vorrebbero piazza Dante com'era trenta, quarant'anni fa, ma il mondo è cambiato. I trentini – prosegue Andreatta – vorrebbero una città perfetta. Ma la politica è perfetta? - si chiede – le associazioni, l'istruzione, le scuole sono perfette?”. E il sindaco risponde che no, non lo sono, “ma tutto è migliorabile, ed è quello che la politica deve fare”.

 

Su piazza Dante spiega che l'impegno deve essere comune. “ Deve diventare la piazza di tutti, di tutti i cittadini capaci di stare in sintonia. Bambini, anziani, famiglie - spiega - ma ci più stare anche il senza dimora, l'emarginato, la persona che si sente esclusa”.

 

Per creare questa dimensione di sintonia e sicurezza, secondo il sindaco “si può e si deve agire anche con fermezza e in modo energico, senza però dimenticare che la mia idea di città comprende tutti, e anche piazza Dante deve saper contenere tutte le espressioni della città. Anche le sue contraddizioni”, conclude.  

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