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Metodo Montessori, approvata all'unanimità la mozione presentata da Manuela Bottamedi

"Grazie ad un costruttivo metodo di collaborazione, convergenza e sintesi (inusuale nell'aula consiliare provinciale) - commenta la consigliera Bottamedi -  è stata emendata la mia mozione che impegna la Giunta a implementare in Trentino la pedagogia montessoriana all'interno del sistema scolastico pubblico"

Pubblicato il - 18 luglio 2017 - 17:18

TRENTO. La mozione presentata al Consiglio provinciale da Manuela Bottamedi sul metodo di insegnamento montessoriano è passata con l'appoggio della maggioranza. Una proposta che in un primo tempo ha registrato le perplessità della Giunta ma che poi, dopo un lavoro di limatura, è stata approvata all'unanimità.

 

L'impegno che la consigliera chiedeva all'assessorato all'istruzione era, nella formulazione iniziale, più incisivo e cogente di quello poi condiviso. Ma per convergere su un dispositivo che mettesse d'accordo tutti si è trovata una soluzione onorevole che ha trovato assenso in maniera bipartisan.

 

Ma ricostruiamo la vicenda. "Il metodo di insegnamento Montessori - si legge nell'introduzione della mozione approvata -  è riconosciuto ed applicato in tutto il mondo, si basa sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino, protagonista di una pedagogia centrata sulla libertà di pensiero e azione e sulla sperimentazione e la scoperta attiva".

 

La mozione spiega il profondo significato pedagogico, gli ottimi risultati raggiunti, le evidenze scientifiche che lo dimostrano. E spiega quale sia la situazione trentina. "La Provincia di Trento ha costituito uno specifico gruppo di lavoro istituzionale al quale è stato affidato il compito di elaborare un piano di fattibilità per l’attivazione di sezioni di scuola dell’infanzia e di classi di scuola primaria ad indirizzo montessoriano".

 

Con un'altra deliberazione la Giunta provinciale ha autorizzato l’attivazione di tre esperienze nella scuola dell’infanzia e due esperienze nella scuola primaria, tenendo conto delle località che hanno evidenziato maggiori richieste da parte delle famiglie e che corrispondono con i centri aventi maggior numero di abitanti in ambito provinciale, vale a dire Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.

 

"La Provincia di Trento è tuttavia in ritardo rispetto ad altre Regioni italiane, quali ad esempio la Lombardia o la vicina Provincia di Bolzano, dove è stata aperta anche la scuola media Montessori e dove i test Invalsi hanno dimostrato che questo metodo prepara i bambini in modo eccellente".

 

Cosa fare dunque? Bottamedi prevedeva di attivare nuove sezioni pubbliche e nuovi corsi di formazione ma da parte dell'assessorato è arrivato lo stop. "C'è in corso una sperimentazione e dobbiamo aspettarne l'esito, non è possibile istituire nuove sezioni prima della sua conclusione". Ma si sa come vanno le cose e in Italia le sperimentazioni durano anni e anni.

 

Il dispositivo modificato ha puntato allora l'attenzione sulla sperimentazione con l'impegno di accelerare i tempi per la sua conclusione. E comunque di avviare i corsi di formazione e aggiornamento per essere pronti quando le sezioni montessoriane saranno molte più di ora. 

 

La trattativa è stata un buon punto di mediazione, secondo Bottamedi, Plotegher e Borgonovo Re, tre consigliere che assieme all'assessore Mauro Gilmozzi hanno trovato la giusta formulazione che permettesse alla mozione di passare dal voto dell'Aula. 

 

"Grazie ad un costruttivo metodo di collaborazione, convergenza e sintesi (inusuale nell'aula consiliare provinciale) - commenta la consigliera Bottamedi -  è stata emendata e poi approvata all'unanimità la mia mozione (sottoscritta anche dal collega Bezzi) che impegna la Giunta provinciale a implementare in Trentino la pedagogia montessoriana all'interno del sistema scolastico pubblico".

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