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Moschea a Trento? La paghi anche la Chiesa

Il Movimento 5 Stelle sull'ipotesi di realizzare il luogo di culto in città: "Va bene, ma ci sia il contributo anche della Chiesa cattolica. L'opera non deve gravare sulle casse dei cittadini"

Il 31 luglio la messa in Duomo presieduta da monsignor Viviani e l'imam di Trento Breigheche
Pubblicato il - 03 agosto 2016 - 16:39

TRENTO. Mentre la Lega Nord si è opposta con forza all'ipotesi di realizzare la prima vera moschea di Trento, così come sarebbe previsto nel nuovo piano regolatore e dopo proposta dall'assessora comunale alle politiche sociali Mariachiara Franzoia, i 5 Stelle si dicono favorevoli  e anzi rilanciano chiedendo che l'opera venga finanziata in parte anche dalla Chiesa.

 

"Nel nuovo prg che il Comune sta approvando - spiegano i consiglieri comunali dell'M5S Paolo Negroni, Andrea Maschio e Marco Santini - ci sarebbe anche la possibilità di andare ad inserire nuovi spazi per luoghi di culto, moschee per mussulmani, ma non solo, basti pensare quanti testimoni di Geova o ortodossi siano residenti nel comune. Per quanto ci riguarda la scelta è accettabile a determinate condizioni: i costi non dovrebbero gravare sulla collettività, quindi dovrebbe essere autofinanziata magari con un contributo da parte della stessa chiesa cattolica e poi, a parte alcuni momenti di rito strettamente necessari, usare anche la lingua italiana per le funzioni religiose".

 

"Così - prosegue il Movimento 5 Stelle - si eliminerebbero tutti quei luoghi dove oggi si prega in modo 'clandestino', quasi di nascosto, provocando timore e preoccupazione ad alcuni cittadini, verrebbe fatto alla luce del sole in modo trasparente senza 'covi' pseudosegreti.

 

Pensando al futuro, riteniamo che le azioni fatte per migliorare l'integrazione con cittadini di religione diverse da quella cattolica siano positive; per rinforzare la nostra società è impensabile ricorrere al divieto o all'esclusione perchè porterebbe inevitabilmente ad attriti e divisioni maggiori, che in questo periodo storico non ci possiamo permettere. Certo si pone inevitabilmente la questione dello stretto rapporto anche economico tra Stato e Chiesa. Tuttavia, se vogliamo che abbia un senso l'atto di avvicinamento delle religioni monoteiste appena realizzato, sia questo uno spunto per pensare ad un aiuto anche economico direttamente tra Chiesa cattolica e mussulmana evitando in questo modo di risultare ancora una volta come un contributo dei cittadini tutti". 

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