Contenuto sponsorizzato

"Non voglio profughi a Mezzolombardo", lo dice un sindaco dei Civici di Valduga, quelli che stanno per fare il salto in maggioranza

Christian Girardi si oppone alla volontà della Giunta provinciale di ospitare in una casa di proprietà della Patrimonio nove richiedenti asilo. Lo stesso sindaco fa parte però del movimento di Francesco Valduga a cui lo stesso Ugo Rossi ha offerto un posto in Parlamento

Di Donatello Baldo - 09 September 2017 - 19:50

MEZZOLOMBARDO. Non è sicuramente l'unico ad averlo detto, il sindaco di Mezzolombardo Christian Girardi ripete un'eco che si sente già da un pezzo: “Prima dei presunti diritti dei richiedenti asilo, i nostri cittadini”. Un'argomentazione che è in uso alla politica da tempo immemore, che nei corsi e nei ricorsi della storia ogni tanto salta fuori.

 

“Prima gli italiani”, diceva qualcuno dalla mascella volitiva. “Prima il Nord”, diceva Bossi (oltre a Casa Stark alla tv). “Prima gli italiani”, torna a dire Matteo Salvini nell'evoluzione leghista lepenista. “Prima i trentini”, ha provato dire qualche autonomista.

 

Insomma, nelle declinazioni della destra nazionalista o localista c'è sempre chi viene messo prima. E per logica c'è sempre qualcuno che deve venire per forza dopo, quelli che spesso sono gli ultimi.

 

Posizioni legittime, ci mancherebbe. Che meritano lo stesso spazio e la stessa dignità di tutte le altre idee. Posizioni che però hanno una collocazione ben precisa nell'arco costituzionale che disegna la geografia della politica. Le posizioni che mettono prima gli uni e lasciano gli altri un po' più indietro sono a destra dell'emiciclo di qualunque parlamento.

 

Il sindaco Christian Girardi ha detto “prima i miei concittadini” di fronte alla decisione della Provincia di mettere nove richiedenti asilo in una casa di proprietà della Patrimonio del Trentino (della Provincia, quindi) ubicata nel comune di Mezzolombardo. Ha minacciato di mandare vigili urbani e tecnici del Comune a verificare l'agibilità, a cercare i cavilli che permettano di mettere i bastoni tra le ruote a questa “imposizione”.

 

Lo hanno fatto in molti, in Trentino e nel resto del Paese. Sindaci di destra, leghisti, quelli che spesso sono definiti populisti. Hanno fatto barricate, presidi e manifestazioni, hanno scritto lettere a ministri, prefetti e governatori.

 

Christian Girardi non è arrivato a tanto ma il suo comunicato stampa è chiaro: “A Mezzolombardo sono in lista di attesa 16 famiglie per gli alloggi pubblici. Prima si devono risolvere queste priorità, poi ci si potrà occupare dei problemi altrui”.

 

Ma allora, cosa c'è da stupirsi se Christian Girardi dice e fa tutte queste cose? Nulla, se non fosse sodale e sostenitore del sindaco Francesco Valduga, il capo dei civici, l'astro nascente del movimento dei sindaci che vorrebbe posizionarsi al centro della politica trentina “contro i populismi, con lo spirito del popolarismo, per il governo del Trentino con spirito riformista, laico, con la dottrina sociale della Chiesa sempre in tasca”.

 

Christian Girardi è dello stesso gruppo di quelli che il centrosinistra autonomista sta imbarcando nell'avventura della prossima campagna elettorale, quelli a cui il presidente Rossi ha già promesso un seggio in Parlamento. A Roma!, votati dal centrosinistra, votati anche dal Pd. Uno di loro, chissà se hanno pensato proprio al sindaco Girardi.

 

In giunta c'è una maggioranza che chiede per favore a tutti i sindaci di accogliere qualche richiedente asilo, che si sgola a dire che se tutti fanno la loro propria parte si riesce meglio a gestire il flusso di migranti che arrivano in Trentino.

 

A Mezzolombardo c'è un sindaco in predicato di entrare in maggioranza sulle spalle del sindaco Valduga che però si mette di traverso e si comporta come si comporterebbe un sindaco di destra.

 

Ma c'è anche un'altra anomalia: a Rovereto c'è Valduga che di richiedenti asilo ne ospita una quantità molto maggiore sia per numero che per percentuale di quelli accolti a Mezzolombardo. Un sindaco che chiede a tutti i sui colleghi di ospitarne un po' anche loro, per dividersi le responsabilità, il peso dell'accoglienza (che per onestà bisogna dire che a Rovereto si svolge al meglio).

 

Nella Rotaliana c'è un suo compagno di avventura che si mette di traverso e promette di dar battaglia, che lui di profughi non ne vuole neanche uno.

 

Ora, che tutti dicano e facciano un po' quel che gli pare. Ormai sappiamo che ci sono quelli che la pensano in un modo e chi in un altro. Ognuno faccia come crede, si presenti al proprio elettorato e chieda il voto per quello che dice, per quello che fa.

 

Ma per un principio base di ecologia politica, per non confondere ancor di più le cose, chi dice “prima questi perché gli altri sono affari loro” stia sul fronte opposto da quelli che dicono invece che si deve dare accoglienza ai richiedenti asilo.

 

Se la destra e la sinistra non esistono più, il discrimine sia per lo meno il populismo. Poi, come detto, ognuno faccia e dica quel che vuole, ma la chiarezza, anche in politica, farebbe bene. La confusione sotto il cielo, in questo caso, non va per niente bene. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 26 maggio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
28 May - 18:28
Da metà pomeriggio sono in azione i corpi dei vigili del fuoco in gran parte del territorio. A Trento, in via Brescia, un'auto è rimasta bloccata [...]
Cronaca
28 May - 15:33
La misura di sorveglianza speciale è stata chiesta per 5 anni durante i quali la persona avrà diverse limitazioni in termini di movimento e non [...]
Cronaca
28 May - 17:14
Una grossa pianta era stata adagiata su un terreno ripido per sezionarla quando ad un certo punto il tronco è scivolato a valle ed ha travolto [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato