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Piazza Dante, parla il sindaco Andreatta: "Lunedì presenterò ai capigruppo le decisioni sul decreto Minniti. Ma la repressione da sola non basta"

Rossi si è reso disponibile per un contributo finanziario per la Polizia Locale: "Ma non vorrei usare quei soldi solo per questo, ci si deve muovere anche sul fronte della coesione, della partecipazione, per creare occasioni di maggior inclusione sociale" 

Di Donatello Baldo - 01 luglio 2017 - 07:45

TRENTO. Dopo il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza convocato al commissariato del Governo ha parlato con la stampa solo il commissario. Ora parla il sindaco Alessandro Andreatta, a bocce ferme, dopo averci dormito su e dopo aver sbollito un po' di quella tensione accumulata in seguito alle accuse che gli ha rivolto il governatore Rossi: “Sindaco datti una mossa su piazza Dante”.

 

Rossi, ma anche il questore, premevano sulla recinzione del parco cittadino ma il sindaco ha sempre tenuto il punto. “Il Consiglio comunale, in maniera biparisan, ha definito un percorso di interventi che non prevede la recinzione. Poi – aggiunge – se formalmente mi viene chiesto come misura che tecnicamente aiuta le Forze dell'ordine ad operare sono a disposizione a valutare anche questa cosa”.

 

Ma della recinzione durante l'incontro di giovedì scorso, alla presenza di Rossi e dei vertici di Carabinieri, Questura e Guardia di Finanza, non se n'è parlato un gran che. “L'argomento è stato soltanto sfiorato – dice Andreatta – altroché sviscerato e approfondito. Solo sfiorato”. In effetti anche il commissario, sentito subito dopo la riunione, spiegava che “questa soluzione, da sola, non è dirimente per la risoluzione del problema”.

 

Sindaco, quali punti sono stati toccati allora?

Intanto il presidente Rossi si è preso un impegno, quello di mettere a disposizione risorse finanziarie per rafforzare il Corpo della Polizia locale.

 

Una buona notizia.

Certo, con maggiori risorse posso agire sulla formazione degli agenti, su nuovi progetti ad hoc per il contrasto dell'illegalità. Ma vorrei usare quelle risorse non soltanto sul capitolo della Polizia locale.

 

Ma sarebbero soldi dati apposta per riportare la situazione di piazza Dante a una situazione di normalità.

Ma ci si deve muovere anche sul fronte della coesione, della partecipazione, per creare occasioni di maggior inclusione sociale.

 

Non è un argomento facile questo. Il popolo, e la politica, chiedono polizia. Se non pulizia.

In piazza Dante operano non solo i poliziotti a cui va la mia riconoscenza. Operano anche operatori e persone che hanno il compito di avvicinare le persone in difficoltà, quelle che hanno bisogno di sostegno, quelle che possono ancora immaginare un futuro di vita diverso da quello che stanno conducendo.

 

Lei dice insomma che in piazza Dante non ci sono solo i delinquenti.

Ci sono i delinquenti, e queste persone devono essere isolate e i loro comportamenti devono essere repressi e condannati. Ma ci sono anche tante altre persone che invece devono essere coinvolte in progettualità, anche per creare uno spartiacque tra la marginalità di strada prodotto della crisi e di tanti altri drammi e le persone che in piazza Dante delinquono.

 

Parliamo per prima cosa di chi delinque. Contro queste persone che misure saranno adottate?

In sede di Comitato si è parlato dell'attuazione del decreto Minniti e sono state definite le aree della città in cui i comportamenti previsti dal decreto stesso saranno disincentivati attraverso l'allontanamento di 48 ore disposto dal sindaco.

 

Che se non viene rispettato sarà poi il questore a intervenire con un decreto di allontanamento di almeno sei mesi.

Proprio così. A noi spetta inserire all'interno del regolamento di Polizia urbana le aree in cui si applica il decreto, e si tratta del centro storico, della stazione, università, ospedali e di piazza Dante. Sono due articoli che dovranno passare dal vaglio del Consiglio comunale.

 

Che tempi ci sono per arrivare all'operatività di questo nuovo strumento nell'area di Trento?

Lunedì presenterò il tutto ai capigruppo. Non quelli di maggioranza, non soltanto. Affronterò il tema con tutti i capigruppo delle forze presenti in Consiglio comunale.

 

E a breve si porterà in consiglio, immagino. Ma ci sono altre novità sul fronte ordine pubblico?

Si è parlato anche di un presidio stabile in piazza Dante, poi garbatamente mi è stato chiesto di aumentare l'illuminazione e di collocare altre telecamere.

 

Ancora telecamere? Non ne sono già state messe altre vicino alla palazzina Liberty?

Sì, da poco. Ma ho già dato mandato all'assessore Gilmozzi di verificare illuminazione e telecamere, se ne servono altre, se dobbiamo illuminare di più va bene.

 

C'è chi dice che con la repressione solamente non si va da nessuna parte, che ci si deve concentrare anche sul fronte delle politiche sociali.

Certo, certo, certo. Su questo sono d'accorso e tutti sanno che il mio concetto di città è quello della città che sa relazionarsi, sa interagire e prendersi cura anche della marginalità. Per questo ho detto che eventuali nuovi finanziamenti provinciali saranno destinati non soltanto alla Polizia locale.

 

C'è gente che vorrebbe cacciare via tutti da piazza Dante, senza distinzioni alcune.

No, è sbagliato. Se non c'è distinzione non c'è verità. In piazza Dante ci sono persone per bene. Ci sono anche i richiedenti asilo che legittimamente sono qui in attesa che le autorità si pronuncino sulla loro richiesta. Sì, ci sono anche loro.

 

Quelli ospitati all'interno dell'accoglienza trentina per i profughi, intende?

E non è automatico che siano loro i delinquenti, quelli che in piazza Dante portano violenza e illegalità. Abbiamo avuto esperienze bellissime con loro, persone che sperano in una vita migliore di questa, a cui dobbiamo dare speranza. Non confondiamo le cose.

 

Ci mancherebbe, non noi. Sembra però che sia la politica, anche nella sua maggioranza, a soffiare sul fuoco.

Certa politica strumentalizza questi fatti e non dovrebbe. Non aiuta. Servono soluzioni e non proclami. 

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