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Si riunisce il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza per risolvere i problemi in piazza Dante. Tante ipotesi ma poche soluzioni

La proposta di recintare il parco è passata in secondo piano. Di certo c'è il mantenimento del presidio delle Forze dell'ordine: "Ma non può durare all'infinito". Proposto il Daspo urbano: "Se non viene rispettato è prevista una multa a chi trasgredisce il provvedimento di allontanamento"

Di Donatello Baldo - 29 giugno 2017 - 19:10

TRENTO. Tutti attorno al tavolo per il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, la “sede opportuna” per parlare del problema piazza Dante, come ha detto nei giorni scorsi il sindaco Andreatta. Al secondo piano del Commissariato del Governo il padrone di casa Pasquale Gioffrè, tutte le più alte cariche di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e Polizia locale.

 

Ma distanti tra loro, dopo un breve saluto freddo e frettoloso, sono seduti anche i due litiganti di queste ultime ore, il presidente della Provincia Ugo Rossi e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta. Il primo, solo due giorni fa, ha tuonato contro il secondo dicendogli di darsi una mossa nella risoluzione del degrado che vive piazza Dante e la città. E il sindaco si è ovviamente risentito.

 

Piazza Dante è al centro da settimane della cronaca locale per le risse che si sono susseguite nell'ultimo periodo, ma il polverone politico è stato sollevato dal questore D'Ambrosio che se l'è presa a male per essere stato toncato nell'Adige, assieme al sindaco, durante le irriverenti manifestazioni delle Vigiliane.

 

E' stata offesa la Polizia – aveva detto il questore – perché noi stiamo dando il massimo”. Aggiungendo questo: “Altri devono fare qualcosa – intendendo il sindaco – e anche altre devono essere le soluzioni”. E qui il riferimento alla recinzione del parco con tanto di cancello: “Se n'era parlato – aveva osservato D'Ambrosio piccato - ma poi non se n'è fatto nulla”.

 

Apriti cielo, la polemica è partita e il vuoto di argomenti di cronaca e di dibattito politico tipicamente estivo ha trovato modo di riempirsi: tutti a dire 'l'avevamo detto', tutti a dare colpe e a rivendicare primogeniture su chi per primo aveva avanzato l'ipotesi dei cancelli attorno al parco. La polemica si allarga e c'è chi vuole il 'Daspo urbano' previsto dal decreto Minniti, chi vorrebbe le dimissioni del sindaco e chi accusa la polizia di essere fin troppo morbida con delinquenti e spacciatori.

 

Ma come dicevamo, oggi si è convocato il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza. Ma non si è deciso nulla di risolutivo. La montagna ha partorito il topolino, potrebbero dire quelli che si aspettavano un intervento più deciso. “Quello che possiamo garantire – ha spiegato il commissario del Governo – è il mantenimento del dispositivo già in atto, quello che vede presenti nell'area di piazza Dante le forze di polizia per garantire la sicurezza dei cittadini”.

 

Una presenza massiccia, nulla da dire, che in questi giorni ha evitato molti scontri e molte risse: “Ma che non può durare all'infinito. Faremo degli sforzi ulteriori – spiega Gioffrè – ma chiaramente c'è bisogno di altri interventi che devono essere messi in atto anche dall'amministrazione comunale”.

 

Quali interventi? “Abbiamo chiesto al sindaco di potenziare l'illuminazione di alcune zone dell'area, poi abbiamo valutato l'idea di posizionare nell'area di piazza Dante una struttura da gestire tra Forze dell'ordine e Polizia locale, ma è solo un'idea, dobbiamo capire se ci sono le risorse, senza togliere uomini da altre parti della città”

 

L'argomento principale del dibattito sulle cronache locali e tra i partiti che siedono in Consiglio comunale, e tra il presidente Rossi e il sindaco Andreatta, è stato però quello della recinzione del parco.”Ma la recinzione non è la panacea – spiega il commissario del Governo – questo è chiaro alle Forze dell'ordine. Può essere un ausilio, può essere d'aiuto – spiega – ma non è certo dirimente e ci sarà sempre bisogno della presenza della polizia”.

 

E la valutazione sull'opportunità o meno di erigere cancelli e recinzioni “è dell'amministrazione comunale che deve valutare questo aspetto come tanti altri che assieme contribuiscono a definire una situazione di sicurezza nell'area”.

 

“L'obiettivo – spiega Gioffrè – è quello di liberare la piazza da presenze ingombranti, di allontanare quelli che commettono illegalità”. E per questo afferma che si è parlato dell'attuazione anche nel capoluogo del decreto Minniti che prevede il 'Daspo urbano'. L'area in cui queste presenze non saranno gradite sarà quella del centro storico, “che comprende anche piazza Dante e la Stazione ferroviaria”.

 

E come funziona precisamente questo strumento che dovrebbe, secondo alcuni, risolvere il problema? “l primo intervento di allontanamento lo fa il sindaco con un decreto  – spiega Gioffrè – poi se il soggetto non rispetta il provvedimento interviene il questore con un decreto di divieto di accesso temporaneo come prevede la legge”.

 

E se questo soggetto non rispetta neppure questo divieto emesso dal signor questore? “In questo caso è prevista una sanzione amministrative”. Una multa che un senza tetto non pagherà mai, che uno straniero che vive di espedienti non vorrà certo saldare. “A quel punto intervengo io se la multa non la pagano – allarga le braccia e sorride il commissario – vorrà dire che gli manderemo la cartella esattoriale”.

 

Questa è la legge. E il commissario del Governo ha in mano un foglio, forse gli appunti della riunione del Comitato della mattina. “Così c'è scritto sul decreto, che in caso di inottemperanza è prevista una sanzione”, afferma alzando il foglio come per far vedere che c'è scritto proprio questo. Ma quello che si scorge è un altra cosa, un'annotazione scritta a mano, una chiosa a fianco dell'articolo in questione: “Chi paga?”.

 

Nessuno pagherà, questo lo sanno tutti. Allora chiediamo al commissario del Governo se qualcuno sa chi siano questi che in piazza Dante portano violenza e illegalità: “Abbiamo chiesto di fare dei monitoraggi, per sapere chi sono, dove sostano. Noi – spiega – vediamo solo se sono regolari o irregolari, se hanno precedenti”.

 

Dobbiamo avere le idee chiare su tutto questo, monitorare la situazione per capire meglio”. Ma sono profughi che beneficiano o hanno beneficiato dell'accoglienza presso strutture trentine? “Ma no – afferma – questa è gente che sta qui indipendentemente da questo”. 

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