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Tra Hillary Clinton e Donald Trump ecco cosa sceglierebbero i politici trentini

La maggiornaza voterebbe Hillary ma non Kaswalder che dice: "Per l'amor di Dio!", mentre la destra voterebbe Trump turandosi il naso. Degasperi sceglie la candidata indipendente che nessuno conosce, Jill Stein

Di Donatello Baldo - 08 novembre 2016 - 07:50

TRENTO. Domani, come ormai tutti sanno, è il D-Day 2016 della politica americana: gli statunitensi andranno alle urne per scegliere, tra Donald Trump e Hillary Clinton, chi sarà il prossimo presidente americano. Tutto il mondo è in attesa per scoprire chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America dopo i due mandati dell'amministrazione di Barack Obama.

 

E di questo si parla anche in Trentino, anche i nostri politici si sono fatti un'idea e se domani fossero americani e dovessero esprimere il loro voto saprebbero a chi darlo.

 

A Hillary Clinton, senza nessun dubbio”, dice subito il consigliere del Patt Lorenzo Baratter. “Ma il mio sarebbe soprattutto un voto contro Donald Trump, un personaggio che non mi piace per nulla, che si pone al di fuori della democrazia e di cui francamente temo la vittoria”. Non voterebbe quindi la candidata democratica per i suoi meriti: “Obiettivamente lei rappresenta una dinastia politica, è soprattutto la moglie di un ex presidente – afferma Baratter – e credo che sia un fattore di debolezza questo. Mi dispiace che in un Paese come gli Usa non si sia riusciti a trovare un candidato che non sia per forza appartenete a queste grandi famiglie politiche”.

 

Ma il suo collega di partito Walter Kaswalder anche questa volta segna la differenza e dice senza esitare: "La Clinton? Ma per l'amor di Dio! E' una guerrafondaia - afferma - per colpa sua e di Obama ci sono stati centinaia di migliaia di morti in Medioriente. E poi è la moglie di Bill, la stessa zavorra, la solita cricca. Sarà strano, fatto un po' a modo suo - spiega Kasswalder - ma Donald Trump potrebbe spazzare via questa gente, che non se ne può più".

 

Sostenitrice di Hillary Clinton, convintamente e senza alcuna riserva, è Lucia Maestri, consigliera del Partito democratico: “Sono convinta che i democratici siano il partito giusto, il partito che ha dato all'America il volto di oggi. Hillary, se verrà eletta – spiega Maestri – sarà la prima presidente donna, e non possiamo negare la sua valenza simbolica”. Donald Trump? “Trump è il massimo che possa esprimere la destra e il populismo, un pericolo non solo per gli Stati Uniti ma per tutti noi”.

 

Tra i sostenitori di Trump, i più convinto è il leghista Maurizio Fugatti: “I temi che affronta il candidato repubblicano sono a volte sopra le righe - ammette il consigliere – ma sono temi attuali che riguardano anche noi”. Fugatti si riferisce “al rapporto con le altre religioni, in particolare con l'islam”. Al consigliere del Carroccio Hillary Clinton non piace: “Più che altro non mi è piaciuta la politica di Obama a livello internazionale, è stata fallimentare, e la candidata democratica in caso di vittoria non farà altro che portarla avanti”. A proposito di politica internazionale, a Maurizio Fugatti sta a cuore la relazione con Putin: “Con la politica Obama-Clinton si è prodotta una frattura, mi sembra che con Trump si possa ricucire anche per poter riparare alla follia delle sanzioni contro la Russia.

 

Gli altri sostenitori di Trump in Consiglio provinciale non sono però così convinti della scelta. Claudio Cia mette le mani avanti e dice: “Forse non andrei nemmeno a votare, ma siccome dico sempre che votare è importante, se messo davanti a queste due scelte sceglierei Donald Trump”. A Cia non piace né la candidata democratica né l'esponente repubblicana: “Ma Hillary Clinton ha portato la guerra in Medioriente, ha deciso di attaccare la Libia quando ricopriva la carica di Segretaria di Stato e questo non depone certo a suo favore – spiega il consigliere di Agire – invece di Trump apprezzo la disponibilità a svelenire i rapporti con la Russia di Putin”.

 

Tra i coloro che votano turandosi il naso anche Manuela Bottamedi e Giacomo Bezzi. “Se vincesse Hillary Clinton sarei contenta perché sarebbe la prima donna a diventare presidente degli stati Uniti, un bel segnale per il mondo femminile – afferma la consigliera – ma questo sarebbe il solo motivo, per il resto la sua politica non mi convince per niente”. Se Manuela Bottamedi fosse americana domani sarebbe in grande difficoltà: “A dire il vero non mi piace né l'uno né l'altra ma per senso civico andrei a votare e alla fine – svela Botttamedi – voterei per Donald Trump. Clinton ha mostrato troppe falle nella sua politica estera, troppi intrighi di palazzo, troppe bugie – continua la consigliera – e forse il candidato repubblicano riuscirebbe a spezzare questa monotonia politica permettendo l'alternanza”. Non teme ripercussioni politiche o addirittura istituzionali: “No, l'America è una grande democrazia con garanzie e autodifese tali che nessuno riuscirebbe a mettere in crisi, nemmeno la politica a volte sopra le righe di Donald Trump”.

 

Giacomo Bezzi è invece un politico obbediente. Qui è un osservante berlusconiano e negli Stati Uniti sarebbe ovviamente un repubblicano. “E come tutti i repubblicani americani voterei per Donald Trump tappandomi il naso. Mi piace il suo rapporto diretto con il popolo – spiega Bezzi – ma mi piace un po' meno il suo atteggiamento “.

 

Fuori dal coro, coerente con la sua linea di “non allineato” alla dicotomia destra-sinistra, è Filippo Degasperi dei 5 Stelle: “Io voterei per l'outsider di cui nessuno parla, esclusa dal dibattito generale e ignorata da tutti, Jill Stein”. Sosterrebbe la candidata del movimento ambientalista che nello scontro titanico tra Clinton e Trump non riesce nemmeno a fare capolino. Ma Degasperi non è l'unico al mondo a sostenere Stain: un ultimo endorsement nei suoi confronti è stato pronunciato nientemeno che dalla bravissima e bellissima Susan Saradon: “La paura di Donald Trump non è sufficiente per me per sostenere Hillary Clinton – afferma la famosa attrice - con tutta la sua storia di corruzione io non la voto”.

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