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Trento nella top ten delle 'Auto blu'? Gianmoena: "Sono solo Panda", Perli: "L'unica auto blu è quella dei vigili", Oss Emer: "Spiegherò ai dipendenti che guidano auto lussuose"

Secondo quanto pubblicato dal Ministero presieduto Marianna Madia, il Comune di Trento può vantare 68 vetture di servizio, un numero superiore anche rispetto a Bolzano. Gianmoena contro l'articolo pubblicato dall'Adige: "Titoli e immagini che non rendono giustizia agli articoli che sembrano volti, anziché a riassumere notizie, a suscitare scalpore"

Di Luca Andreazza - 07 luglio 2017 - 20:11

TRENTO. “Ho letto, con stupore, i titoli e ho guardato con il medesimo stupore le immagini riportate oggi dai giornali, relativi alla diffusione delle cosiddette 'auto blu' nella nostra Provincia. Titoli e immagini che non rendono giustizia agli articoli che introducono e sembrano volti, anziché a riassumere notizie, a suscitare scalpore. Rappresentazioni non corrette del quadro delle nostre municipalità. Elementi che destano molta preoccupazione in quanto idonei a raffigurare la nostra Provincia, come una realtà poco virtuosa rispetto ad altre. Cosa che, evidentemente, non è vera", queste le parole di Paride Gianmoena, presidente del Consorzio dei Comuni, riguardo all’articolo comparso sull’Adige venerdì 7 luglio 2017 e intitolato 'Auto blu, Trento nella top 10 nazionale', corredato dall’immagine di una flotta di auto lussuose, "nell’intenzione - aggiunge il presidente - riferibile ad un parco macchine del Comune medio trentino".

 

Una flotta di 68 auto di servizio che posiziona il Comune di Trento nella top ten dei capoluoghi di provincia con più vetture in Italia. Questa è una informazione pubblicata dal Ministero presieduto Marianna Madia. Un numero superiore anche rispetto a Bolzano, dove il parco macchine si ferma a quota 36 mezzi.

 

E se Rovereto e Riva non hanno compilato l'indagine, le amministrazioni comunali che hanno partecipato mostrano un andamento diversificato: 35 Comuni sono a quota zero, altri 37 hanno una vettura disposizione e, tolta Trento, si varia dalle 2 di Borgo Valsugana alle 27 di Pergine.

 

"Per rispondere alla sollecitazione – prosegue Gianmoena - ritengo giusto fornire delle nuove immagini, questa volta tratte dalla realtà dei nostri Comuni, che penso siano in grado di spiegare che tipo di autovetture sono le  'auto blu' trentine: mezzi di trasporto che i dipendenti utilizzano, quotidianamente, per lavorare, strumenti necessari per espletare quei compiti e quelle attività di cui, tutti i giorni, i cittadini fruiscono. Le stesse auto, in alcuni casi, è vero che vengono anche utilizzate dagli Amministratori, ma per svolgere quelle funzioni che la legge attribuisce loro".


Se si guarda invece il Consiglio provinciale, Trento si mostra più morigerata rispetto a Bolzano: una sola vettura contro le tre degli altoatesini.

 

Il Consorzio dei Comuni mette in luce che i Comuni seguono un percorso pluriennale di contenimento della spesa, che ha comportato la riduzione del personale pubblico (parliamo di quasi 200 dipendenti in meno), la fusione di Comuni o l’esercizio in forma associata di quasi tutte le funzioni degli Enti locali, l’approvazione di piani di miglioramento della spesa, la riduzione del numero degli amministratori, il taglio drastico, nel tempo, delle spese 'discrezionali' per raggiungere gli obiettivi di risparmio 'fissati' d’intesa tra Giunta provinciale e Consiglio delle autonomie locali.

 

“Le azioni volte alla riduzione della spesa – conclude Gianmoena – intraprese dagli Enti locali con responsabilità negli ultimi anni, penso meritino rispetto. Ritengo sia corretto e doveroso rappresentare i nostri Comuni come Enti in cui domina la sobrietà e i cui amministratori sono persone attente non tanto alla riduzione di un lusso - che non esiste - quanto invece a garantire servizi efficienti ed efficaci ai cittadini, che si mettono al servizio delle comunità dedicando tempo e prendendosi responsabilità spesso ai più sconosciute. Questo approccio non giova neanche alla nostra Autonomia che è un Bene Comune che tutti sono chiamati a costruire, una responsabilità di cui tutti dobbiamo farci carico".

 

Ma l'articolo non ha lasciato indifferenti anche diversi sindaci in Trentino. "Delle quattro presunte auto blu - dice Alberto Perli, primo cittadino di Andalo - solo una è veramente blu: la Panda dei vigili urbani. Le altre sono una Panda, bianca, dell'ufficio tecnico, e due Suzuki Jimny, verdi, dei custodi forestali. Non sono auto blu, ma mezzi di servizio per monitorare i cantieri e presidiare il territorio".

 

Anche Roberto Oss Emer, sindaco di Pergine, entra nella querelle: "Secondo l'articolo - spiega - il Comune avrebbe in dotazione ben 27 auto blu: chiaro che il cittadino leggendo il titolo e il pezzo rimane sorpreso. Proverò a dire ai nostri operai che non guidano un furgone, un Unimog o un trattore stradale per sgombero neve, ma un'auto blu. Cercherò di convincere i messi comunali, i tecnici e i nostri agenti di polizia locale che non guidano un’utilitaria ma una lussuosa Panda o una super tecnologica Punto magari con il lampeggiante blu".

 

Il primo cittadino di Pergine tranquillizza i cittadini: "Le 'auto blu' - aggiunge - sono le macchine di servizio in dotazione al cantiere comunale, ai vigili urbani o ai custodi forestali e che il sindaco non ha a disposizione nessuna autovettura del comune ma usa solo ed esclusivamente l'automobile privata (colore bianco) anche per motivi istituzionali o trasferte peraltro senza aver mai richiesto in quattro anni nessun rimborso spese per carburanti, parcheggi, pasti o altro. Comunque ho nostalgia della vecchia auto blu".


 

 

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