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Trilinguismo, Rossi "Nessun passo indietro ma solo maggiore flessibilità e autonomia scolastica". Ecco tutti i dati

Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, risponde alle critiche arrivate ieri da parte dall'opposizione su una "retromarcia" in merito al piano del trilinguismo

Pubblicato il - 21 febbraio 2017 - 15:40

TRENTO. Nella sola scuola primaria trentina, sono in tutto 938 le classi, su un totale di 1537, che stanno utilizzando il metodo Clil, il 61% del totale. L'incremento nel biennio 2016-2017 è stato pari al 15%. Nella scuola secondaria di secondo grado, ovvero nella scuola "media", invece, il Piano del trilinguismo entra a regime solo nel 2017, ma sono già 277 su 798 le classi che, in virtù dell'autonomia scolastica, hanno avviato sperimentazioni in questa direzione. Nell'anno scolastico 2016/2017 sono diventate 332, con un incremento del 5%.

 

Questi alcuni dei dati forniti oggi dal presidente della Provincia, Ugo Rossi, in merito al piano del trilinguismo, in risposta agli attacchi arrivati ieri dall'opposizione presente in Consiglio provinciale, Giacomo Bezzi, Claudio Cia e Manuela Bottamedi che hanno parlato di “retromarcia sul Clil e sul Piano Trilingue” criticando l'invio l'8 febbraio scorso, da parte del presidente, di una lettera ai dirigenti scolastici per derogare sul Piano trilingue.

 

Nessun “arretramento” e tanto meno “ripensamento” ha risposto oggi il presidente Ugo Rossi. "Il Trentino sta innovando il sistema di apprendimento delle lingue straniere. Il Piano per il trilinguismo, avviato nel 2014, estende gradualmente a tutte le scuole della provincia, dalle elementari alle superiori, opportunità che già in precedenza una significativa percentuale di istituti, grazie all'autonomia scolastica, aveva iniziato ad offrire. In tutto questo, qualche adattamento di percorso è non solo comprensibile ma assolutamente normale”.

 

In merito alla lettera inviata ai dirigenti, Rossi ha voluto spiegarne il senso. “Nel triennio della scuola Primaria, abbiamo deciso di consentire agli istituti di collocare due delle cinque ore di Clil previste dal Piano nella fascia opzionale. Saranno le scuole a decidere, tenendo conto delle problematiche organizzative che devono fronteggiare. Tutto questo non significa ripensamento dei traguardi, solo maggiore flessibilità e autonomia scolastica”.

 

Negli ultimi anni sono stati monitorati i progressi di alunni e studenti passo passo e già nel 2016 sono già state testate le competenze di 3.000 ragazzi, su 15.000 complessivi. Sono già 1764 gli insegnanti, sui circa 7000 totali, che utilizzano il Clil nelle loro classi e sono diverse le iniziative messe in campo, finanziate dall'Europa, fra cui nuovi corsi di lingue e esperienze full immersion all'estero, che consentiranno di accrescerne il numero in tempi assai rapidi.

 

Nel dettaglio, per la formazione linguistica degli insegnanti sono stati avviati più di 1000 percorsi nel biennio 2016-2017; la formazione all'estero ha coinvolto circa 650 docenti tra l'estate 2015 e l'estate 2016; la formazione metodologica Clil ha coinvolto infine più di 550 docenti che dal 2014 hanno frequentato i corsi metodologici organizzati da Iprase.

 

"Il piano – ha spiegato Rossi - ha creato un positivo effetto di contaminazione, che la cultura del trilinguismo, che già in una terra di confine come la nostra trovava un terreno naturalmente fertile sul quale radicarsi, sta crescendo anche al di là delle decisioni normative".

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