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''In Trentino non ci sappiamo arrangiare'', verso la Smart city week, a Sardagna si è parlato di tecnologia e rapporti sociali

La nuova edizione dal 12 al 15 aprile si propone di diffondere la cultura dell'innovazione e coinvolgere istituzioni locali e nazionali, società civile, le comunità accademiche e scientifiche e la cittadinanza. Il tema è quello della partecipazione

Di Ilenia Morreale - 07 aprile 2018 - 10:59

TRENTO. Tecnologia e relazioni digitali, socialità e territorio. Questi i temi del dibattito alla Terrazza panoramica di Sardagna nella serata di venerdì 6 aprile scorso. Un antipasto della Trento Smart city week, il festival dell’innovazione tecnologica che andrà in scena dal 12 al 15 aprile (Qui info).

 

La nuova edizione si propone di diffondere la cultura dell'innovazione coinvolgendo le istituzioni locali e nazionali, la società civile, le comunità accademiche, scientifiche e la cittadinanza. Il tema di Trento Smart City Week 2018 sarà la partecipazione, affrontato in modo esteso ed espresso nel motto 'La speranza dell’appartenere'. Città, quindi, come luogo in cui ciascuno può contribuire attivamente al miglioramento del benessere comune.

 

Ma la partecipazione è intesa non solo come azione, ma anche come sentimento di appartenenza e di responsabilità. 

 

Sono diversi i filoni sul quale si articola la Smart City week, da 'smart people' (testimoni che presenteranno visioni del futuro, fatti ed esperienze interessanti) a 'smart land' (enti e pubbliche amministrazioni presenteranno i loro progetti, le loro iniziative e i loro servizi), da 'smart citizens' (cittadini, inventori e startup potranno presentare idee, studi e prototipi) a 'smart solution&Challenges' (spazio dedicato alle aziende che desiderano incontrare la pubblica amministrazione).

 

E proprio di urbanistica e senso di appartenenza al territorio si è parlato alla 'Busa degli orsi'. "Tra i luoghi più belli - dice l'assessora Chiara Maule - scelto per valorizzare un posto dimenticato".

 

Un tema centrale per raccontare i cambiamenti che hanno accompagnato la città di Trento, dall'abbattimento delle mura alla deviazione del percorso del fiume Adige.

 

Una riflessione su passato, presente e futuro offerta dai tre relatori, Elena Tonezzer (storica, Fondazione Museo storico del Trentino), Francesco Gabbi (sociologo, Community Building Solutions Cbs) e Sara Carneri (sociologa e pianificatrice territoriale) per delineare un giusto equilibrio tra tecnologia e socialità.

 

"Una volta - dice Tonezzer - si pensava più al territorio e meno alle tematiche sociali, ora avviene il contrario". E aggiunge: "Piazza Italia- spiega - prima era popolata. Durante il fascismo la piazza è stata sventrata, senza preoccuparsi di tutte le relazioni sociali che in quel luogo avvenivano. Un giornale dell’epoca - racconta la storica - ha scritto ironicamente 'come faremo adesso per trovare la morosa'".

 

Attualmente il territorio viene dimenticato e le relazioni avvengono quasi esclusivamente tramite social media e tecnologie digitali.

 

"Bisogna trovare un equilibrio tra tecnologia e socialità - dice la sociologa Sara Carneri - i quartieri di Parigi ci insegnano come sia possibile coniugare questi aspetti".

 

"Questi rapporti - sottolinea il sociologo Francesco Gabbi - sono resi possibili grazie al rapporto di fiducia che si instaura tra un cittadino e il fornitore di servizi per favorire la rete di relazioni, che non può avvenire tramite un'interazione esclusivamente digitale".

 

 

Relazioni sociali sono penalizzate dall’arrivo delle tecnologie digitali di ultima generazione. Si può essere Smart city senza saperlo? In prima battuta la sociologa Sara Carneri risponde con l’esempio di Buenos Aires e i Cartoneros.

 

"In un momento di grande difficoltà economica un gruppo di persone - spiega la sociologa - ha iniziato a rovistare nella spazzatura per cercare oggetti che potessero essere riciclati e rivenduti. Sono riusciti nel tempo a creare una professione, si sono auto organizzati e l’amministrazione pubblica ha riconosciuto il ruolo del loro lavoro".

 

Un punto sul quale si sofferma invece Gabbi è l'arte di arrangiarsi. "Questo blocca - ribatte - l’innovazione. Siamo talmente bravi che blocchiamo le idee sul nascere. Qui c’è un eccesso di regole e organizzazione".

 

Non ovunque può avvenire quanto successo in Argentina. Ogni città ha le sue caratteristiche e peculiarità: per essere smart e intelligente deve saper rispondere alle esigenze concrete dei cittadini e favorire una burocrazia più veloce e incentivare i rapporti umani.

 

Trento Smart City Week è un progetto organizzato dal Comune di Trento, Provincia di Trento, Università di Trento, IEEE – Institute of Electrical and Electronics Engineers, Consorzio dei Comuni Trentini e Fondazione Bruno Kessler.

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