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La comunità raccoglie l'appello dell’Università di Trento: due donazioni e una nuova attività per sostenere la ricerca

Protagonisti l'Associazione trentina degli albergatori, l'associazione Domna e il gruppo Alpin. Il rettore: "Fondamentale per dare nuove occasioni alle persone di mettersi in gioco e per potare avanti ricerche per migliorare il futuro e la vita delle persone"

Di G.Fin - 24 April 2018 - 12:27

TRENTO. L'investimento in conoscenza è un investimento sul futuro di un'intera comunità. In questi anni sono molti gli esempi che hanno mostrato come il Trentino sia speciale, non solo dal punto di vista istituzionale ma anche umano.

 

Lo dimostra l'impegno di quanti, pur nelle difficoltà quotidiane, hanno deciso di sostenere la ricerca portata avanti dall'Università di Trento che da alcuni anni lancia una campagna 5 per mille attraverso la quale i cittadini possono offrire davvero un'occasione importante a giovani ricercatori di portare avanti i propri studi. (QUI I PROGETTI CHE SI POSSONO FINANZIARE QUEST'ANNO)

 

Ma la specialità del Trentino attraverso le sue persone riesce a dimostrarla in tantissimi modi. Proprio questa mattina l'Università ha presentato alcune importanti realtà del nostro territorio che hanno deciso che hanno deciso di devolvere dei soldi alla ricerca. Stiamo parlando dell'Associazione Albergatori e imprese turistiche della provincia di Trento, l'associazione di promozione sociale Domna e il gruppo Alpin.

“L'intera comunità – ha affermato Cristina Maymone, responsabile del progetto fundraising dell'Ateneo – ci sta seguendo e si sta emozionando con noi. Con i nostri occhi abbiamo visto alcuni donatori orgogliosi della ricerca che viene fatta nella nostra università che non è solo quella che vediamo nei ranking ma è molto più grande e viva”.

 

A parlare della differenza che un territorio può fare per la ricerca e per il futuro è stato anche il rettore Paolo Collini sottolineando come la società “possa partecipare, grazie al proprio contributo, direttamente alle attività che ritiene meritevoli in base alla propria sensibilità”. “L'idea che i finanziamenti possano arrivare dalla Provincia o dallo Stato va bene ma non è sufficiente – ha spiegato Collini – e dobbiamo fare qualcosa in più. Questo apre molte possibilità che danno alle persone nuove occasioni di mettersi in gioco e sentirsi parte di un disegno capace di migliorare il futuro e la vita di qualcuno”.

 

La prima donazione presentata dall'Università è stata quella fatta dell'Associazione albergatori e imprese turistiche del Trentino e del Consorzio Acquisti Prodotti Energetici che fa parte di Asat. Un donazione in memoria dell'ex presidente Luca Libardi che è mancano lo scorso gennaio. Si tratta di una donazione di 16 mila euro che andranno a finanziare i progetti di ricerca sulla leucemia condotti dall'unità di ricerca coordinata da Paolo Macchi del Centro di Biologia integrata dell'Università di Trento. “Ci siamo sempre preoccupati del futuro – ha spiegato il neo presidente di Asat Gianni Battaiola – e lo faceva in modo deciso anche Luca che in ogni riunione guardava avanti per cercare di migliorare sempre alcune situazioni. Questa donazione è un modo di agire per dare speranza alle tante persone affetta dalla sua stessa malattia e in particolare i bambini”.

Di altrettanta importanza è la seconda donazione quella fatta dall'associazione Domna di Trento che ha deciso di ricordare una persona cara con una donazione di 6 mila euro all'Università di Trento.

 

Si tratta della socia Clara Fresca Fantoni , scomparsa un anno fa e ricordata per il suo impegno nella promozione di una cultura rispettosa delle donne e capace di valorizzare il talento. La donazione andrà ad aiutare il progetto di ricerca coordinato da un'altra donna, la ricercatrice Anna Cereseto del Laboratorio di virologia molecolare del Cibio. “Pensiamo che sostenere la ricerca rivoluzionaria del correttore genomico sia un bel modo di ricordare Clara “ha affermato Antonella Chiusole, presidente dell'associazione.

Accanto a queste due donazioni è stata presentata anche una terza importantissima iniziativa di “corporate fundraising” che vede protagonista, questa volta, il Gruppo Alpin di Trento, punto di riferimento del settore Automotive locale. L'iniziativa consiste nel devolvere 3 euro ogni additivo benzina e diesel venduto.

 

Si tratta di un gesto unico nel suo genere perché in Italia per la prima volta in questo settore commerciale viene lanciata un'azione specifica di supporto alla ricerca con le modalità di un contributo diretto per ogni prodotto acquistato.

“La ricerca riguarda tutti noi – ha spiegato il responsabile Marketing e Comunicazione del Gruppo Alpin Christian Dallavalle – e ci auguriamo che questo nostro contributo possa essere replicato anche da altri settori per migliorare la vita dell'intera comunità”.

 

Sempre il gruppo Alpin si farà anche promotore di azioni di sensibilizzazione alla donazione tra i propri fornitori , dipendente, clienti e partner per fa sì che “supportare la ricerca diventi una buona abitudine”.

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