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| 27 set 2019 | 19:52

Successo negli Usa per il progetto di tre studentesse UniTrento: ''La sfida? Eliminare le barriere architettoniche e celebrare l'estetica dell'accessibilità''

La Cleveland Foundation ha indetto un concorso internazionale per la rigenerazione di un quartiere di Cleveland. Ben 130 i progetti presentati da tutto il mondo, 34 quelli selezionati. A spuntarla il progetto di Chiara Pinton, Erica Poli e Silvia Zomelli del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica. Altri sei gruppi di UniTrento in finale. Obiettivo: eliminare le barriere fisiche e sociali nei quartieri urbani di Old Brooklyn a Cleveland

di Arianna Viesi

TRENTO. Il progetto di tre studentesse di UniTrento conquista gli States. Le ragazze hanno, infatti, presentato un programma di rigenerazione di una zona del quartiere multiculturale Old Brooklyn a Cleveland (Ohio). Tra le 34 proposte selezionate, il gruppo Tetractys di Chiara Pinton, Erica Poli e Silvia Zomelli ha vinto due primi premi per un totale di 2 mila dollari e altri sei gruppi dell'Università di Trento sono arrivati in finale.

 

Con il progetto "In_Between", Pinton, Poli e Zomelli hanno vinto sia il primo premio in assoluto nella categoria studenti sia quello per il miglior progetto di unità abitativa accessoria nella categoria generale. È il secondo anno consecutivo che un progetto del corso di Composizione architettonica e urbana vince un concorso internazionale. Coordinatori: docenti Ricci, Bea Jones Favargiotti, Mannocci del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica. 

 

Nel 2018 il Dipartimento aveva vinto con il progetto per un centro termale nel Caucaso. Quest’anno, invece, la classe del corso ha partecipato al concorso internazionale di architettura e design per studenti e professionisti “Zero Threshold”, bandito dalla Cleveland Foundation. Il concorso mirava allo sviluppo di alloggi e centri comunitari accessibili. 

 

Invece di rendere i dispositivi utili alla fruibilità e accessibilità il più possibile invisibili, la competizione sfidava i designer a celebrare l’estetica dell’accessibilità. La competizione ha visto studenti e studentesse confrontarsi con nuove costruzioni residenziali, unità abitative accessorie, spazi pubblici accessibili e progettazione del paesaggio. Obiettivo: eliminare le barriere fisiche e sociali nei quartieri urbani di Old Brooklyn a Cleveland.

 

Sono stati presentati 130 progetti da venti nazioni (14 del corso dell'Università di Trento). Alla finale ne sono stati ammessi solo 34 (di cui 7 trentini). 

 

"Siamo così contente - dicono le vincitrici - che il nostro team abbia vinto. Ne siamo molto orgogliose. Lavoriamo e studiamo insieme dal 2016 e, quando abbiamo iniziato il progetto, era molto importante per noi apportare significativi cambiamenti nel quartiere ma con piccoli interventi. Era quindi fondamentale riuscire a creare un elemento che permettesse a ciascuno di vivere una vita normale. Lo spazio che abbiamo progettato non è solo per le persone disabili. Crediamo possa essere uno spazio per tutti. E qui sta la forza del nostro progetto: abbiamo creato un nuovo spazio pubblico per una comunità (più) accessibile. Vogliamo ringraziare i nostri docenti per averci aiutato e sostenuto sin dall'inizio del nostro progetto, sei mesi fa, e Zero Thresold per quest'opportunità e perché permette a studenti di tutto il mondo di prendere parte a questa competizione internazionale. Siamo onorate  di aver ricevuto questo premio".

 

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