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Scuola di Medicina e Chirurgia, approvato l'accordo quadro. Il presidente Fugatti nel comitato di indirizzo

L'intesa, che unisce Provincia, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e le università di Trento e di Verona, fissa le finalità e gli impegni fra le parti, la composizione del comitato di indirizzo. Istituito anche il Comitato tecnico composto da 4 referenti che hanno il compito di dar corso a quanto prevede l'accordo

Pubblicato il - 23 dicembre 2020 - 21:47

TRENTO. E' stato approvato l'accordo quadro per l'attivazione della scuola di medicina e chirurgia interateneo del capoluogo. L'intesa, che unisce Provincia, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e le università di Trento e di Verona, fissa le finalità e gli impegni fra le parti, la composizione dei comitati tecnico e di indirizzo.

"Fra gli impegni che ci assumiamo con questo accordo - spiega l'assessora Stefania Segnana - c'è la volontà di valorizzare le diverse professionalità che abbiamo all'interno dell'Azienda sanitaria e di coinvolgere l'intero sistema sanitario trentino secondo un approccio di 'medicina della popolazione', per mettere al centro il paziente, ma anche gli studenti e il personale in formazione. La pandemia ha messo ancor più in luce l'importanza del nostro personale sanitario e, più in generale, la necessità di puntare sulla ricerca medica e scientifica. Ecco riteniamo che Medicina rappresenterà una risorsa fondamentale per il Trentino, nell'immediato futuro".

 

L'accordo quadro fa seguito al decreto del Ministero per l'Università e la Ricerca dello scorso luglio, grazie al quale è stato accreditato e istituito, all'Ateneo trentino, il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia per l’anno accademico 2020/2021 e all'atto di indirizzo per l’università e la ricerca 2020/2022 approvato a settembre, che pianifica gli interventi e le risorse necessarie per la creazione del corso di laurea in medicina e le modalità di compartecipazione di Provincia e Ateneo nell’arco di tempo dal 2020/2025.

 

"Il sistema della ricerca trentina è capace di innovarsi, di proporre soluzioni, di fare rete - commenta l'assessore Mirko Bisesti -. Medicina siamo convinti che si innesterà in questo virtuoso sistema di eccellenza, valorizzando le elevate professionalità che abbiamo sul territorio e dando un contributo ulteriore all'innovazione tecnologica, alle conoscenze biomediche e, più in generale, alla ricerca".

 

Con l’anno 2020/2021 l’Università di Trento in collaborazione con l’Università di Verona, ateneo partner, ha quindi attivato per 60 studenti il Corso di laurea magistrale a ciclo unico interateneo in Medicina e Chirurgia.

 

L'accordo disciplina i rapporti tra le Università di Verona e di Trento e il Servizio sanitario provinciale per lo svolgimento delle attività assistenziali da parte degli atenei, nell’ambito dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

In base all'accordo, le due Università provvederanno ad approvare la programmazione e l'istituzione dei posti di professore e di ricercatore da finanziare; per i professori e i ricercatori dell'Università di Verona troverà applicazione il regime di doppia appartenenza.

 

Viene inoltre stabilito fra le parti di procedere, tramite il Comitato di indirizzo, a individuare nell'ambito delle Aree ospedaliere o territoriali e delle Unità operative dell'Apss le attività e le strutture assistenziali necessarie per la didattica e la ricerca della Scuola di Medicina e Chirurgia. Si dovrà anche definire l'attività di sviluppo della ricerca biomedica prevista dal piano sanitario e individuare le necessarie attrezzature sanitarie ad elevata tecnologia.

 

L'Università di Trento, d'intesa con quella di Verona, concorre a elaborare gli atti di programmazione sanitaria e socio-sanitaria provinciale, a definire gli indirizzi di politica sanitaria e di ricerca biomedica, a elaborare i programmi di intervento e a progettare nuove modelli organizzativi coerenti con la riforma del Sistema sanitario provinciale.

 

Infine viene costituito un Comitato di indirizzo che ha il compito di monitoraggio delle attività e di verifica, che è composto dal presidente della Provincia, dal direttore generale dell'Apss e dai rettori delle Università di Trento e di Verona e eventuali delegati. Istituito anche il Comitato tecnico composto da 4 referenti che hanno il compito di dar corso a quanto prevede l'accordo.

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