Contenuto sponsorizzato

A Bocca Caset torna a 'fare visita' una civetta inanellata 10 anni fa: riapre ai visitatori la stazione di monitoraggio in Val di Ledro

La stazione del Muse in Val di Ledro studia gli uccelli migratori dal 1992 e ora riapre ai visitatori con le visite guidate ogni martedì. Ogni anno sopra al valico passano migliaia di uccelli in volo lungo la rotta italo-ispanica , un fenomeno che gli esperti della Sezione Zoologia dei Vertebrati del Muse studiano da 30 anni grazie all'inanellamento

Di Filippo Schwachtje - 17 agosto 2021 - 16:55

TRENTO. E' stata la prima stazione di valico italiana di inanellamento degli uccelli, nata nel 1992 in Val di Ledro, e ora è pronta ad accogliere nuovamente gli appassionati con visite guidate ogni martedì: a Bocca Caset proseguono dopo 30 anni le attività di monitoraggio dei volatili lungo la rotta 'italo-ispanica'. Sono migliaia infatti gli esemplari di uccelli che ogni anno superano le Alpi, arrivando prima in Francia e poi in Spagna per spingersi fino all'Africa centro-meridionale: si tratta di un fenomeno migratorio che gli esperti della Sezione Zoologia dei Vertebrati del Muse studiano da trent'anni grazie alle attività di inanellamento a Bocca Caset.

L'inanellamento consiste in sostanza nell'applicare alla zampa (tarso) di un uccello un anellino metallico o di materiale plastico per poterlo in seguito identificare in maniera univoca. Nel 1992 stavano sperimentando proprio la prima campagna di inanellamento i naturalisti Paolo Pedrini e Alessandro Micheli quando venne loro l'idea di realizzare in Val di Ledro il primo sito di studio e osservazione della migrazione autunnale degli uccelli attraverso le Alpi.


In pochi giorni di prova furono inanellati oltre 500 esemplari: a distanza di 30 anni la stazione oggi fa parte del Progetto Alpi (un più ampio progetto di monitoraggio della migrazione post-riproduttiva attraverso le Alpi italiane), nato nel 1997 e coordinato da Ispra con Muse. La stazione, aperta in questo periodo dell'anno 7 giorni su 7, è ora pronta ad accogliere famiglie ed escursionisti di passaggio e offrire l'opportunità di dialogare con i ricercatori, osservare da vicino le operazioni di inanellamento e conoscere meglio tutto il fascino della migrazione. Per ogni informazione è possibili visitare la pagina Facebook del sito. 


Non sono certo mancate le sorprese anche quest'anno a Bocca Caset: è di qualche giorno fa infatti la ricattura di una civetta capogrosso, inanellata proprio in Val di Ledro nell'estate 2012. Un dato di particolare interesse, dicono gli esperti, vista la rarità di informazioni sulla biologia di questa specie alpina. Il gruppo di ricerca è quindi salito a 1600 metri di quota (dove rimarrà attivo fino a fine ottobre) per monitorare il fenomeno fin dalle sue primissime fasi: codirosso comune, balia nera, lui grosso e succiacapre sono alcune delle specie di passaggio più tipiche di questo periodo. A questi si aggiungono poi gli spostamenti delle popolazioni locali, formate dai molti individui giovani di quest'anno ben rappresentate da ciuffolotti, crocierirapaci notturni e diurni.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 15 ottobre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
17 October - 06:01
Grazie ai risultati della campagna vaccinale, dice l'ex presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston: "L'intensità della ripresa [...]
Cronaca
17 October - 07:27
Sono in corso le indagini da parte delle forze dell'ordine per stabilire la dinamica esatta di quello che è successo. Il padre della giovane è [...]
Cronaca
17 October - 08:09
Numerosi i danni causati anche dal fumo e dalle infiltrazioni d'acqua. Sul posto i vigili del fuoco e le forze dell'ordine, fortunatamente non ci [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato