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Dall’assiolo al gheppio passando per la Nocciolaia e i pipistrelli, al Casét è ripresa la migrazione: “I segni sono ormai inequivocabili”

Secondo i più recenti studi, una particolare famiglia di proteine concentrata negli occhi dei volatili migratori e sensibile al magnetismo terrestre, permetterebbe agli uccelli di fare affidamento su una vera e propria bussola interna in grado di guidarli nei loro viaggi

Di Tiziano Grottolo - 16 agosto 2022 - 18:37
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LEDRO. Come ogni anno si rimette in moto quello che può essere definito uno dei più grandi fenomeni naturali mai osservati: la migrazione degli uccelli. Un fenomeno che interessa anche il Trentino, in particolare la Valle di Ledro, dove esiste l’importante stazione di inanellamento e monitoraggio del Casét, struttura che insieme ad altri punti strategici di passaggio migratorio fa parte del Progetto Alpi nato nel 1997.

 

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Grazie alla sua posizione strategica, a cavallo del valico Bocca di Casét, rappresenta un passaggio obbligato sulla rotta italo ispanica attraverso cui i migratori autunnali passano durante il loro lungo viaggio verso sud. Qui, ogni anno da agosto a ottobre, i ricercatori del Muse assistono alla migrazione, svolgendo attività di ricerca e monitoraggio sulle specie di passaggio. Dal 1997 ad oggi sono stati catturati, documentati e rilasciati più di 400.000 uccelli appartenenti a 174 specie diverse.

 

I segni che la migrazione è iniziata sono ormai inequivocabili”, spiegano gli esperti della stazione di monitoraggio. In questi giorni infatti è cresciuto il numero di balie nere catturate durante la notte, seguite dai migratori a lungo raggio tipici del periodo come il beccafico, il torcicollo e l’assiolo. Approfittando delle ore di buio i tecnici del Casét monitorano anche gli spostamenti dei pipistrelli. Peraltro alcuni chirotteri hanno scelto come posatoio per riposarsi durante il lungo viaggio proprio il tetto dell’edificio che ospita la stazione.

LE FOTO. Ecco alcuni degli uccelli che sono finiti nelle reti della stazione di inanellamento e monitoraggio del Casét
Balia Nera
Assiolo
Codirosso comune
Fiorrancino
Gheppio
Luì grosso
Nocciolaia
Sparviere
Sterpazzola
Zigolo muciatto

 

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“La capacità di orientamento degli uccelli migratori è probabilmente uno degli aspetti più affascinanti della migrazione”, sottolineano gli ricercatori. Ad aiutare i volatili a mantenere la rotta concorre più di un fattore: le stelle, il Sole, odori e anche il campo magnetico. Secondo i più recenti studi, una particolare famiglia di proteine (i criptocromi), concentrata negli occhi dei volatili migratori e sensibile al magnetismo terrestre, permetterebbe agli uccelli di fare affidamento su una vera e propria bussola interna in grado di guidarli nei loro viaggi.

 

Gli uccelli però rappresentano anche degli “indicatori” molto sensibili ai cambiamenti ambientali, rivelando con anticipo possibili criticità. “È il caso della sterpazzola – ricordano gli esperti – che in tempi non sospetti ha rivelato la pericolosità dei cambiamenti climatici”. Nel 1968 varie zone del Sahel dove la sterpazzola trascorreva l’inverno vennero colpite da una grave siccità causando un crollo numerico delle sue popolazioni. Effetti simili vennero riscontrati per via delle scarse piogge del ‘83 e del ‘90. “Peccato che il suo allarme sia rimasto a lungo inascoltato”, il commento amaro dei ricercatori.

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