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Trento
18 agosto | 22:18

L’ibis eremita di nuovo di passaggio in Trentino: avvistati alcuni esemplari di "una delle specie più vulnerabili al mondo"

Alcuni esemplari avvistati a Castelnuovo in Valsugana che transitano dalle colonie reintrodotte in Baviera. In autunno attraversano le Alpi e la pianura padana per raggiungere la Toscana

(foto Serena Vesco)
(foto Serena Vesco)
di Giorgia De Santis

TRENTO. La presenza di ibis eremita (Geronticus eremita) a Castelnuovo, in Valsugana, conferma ancora una volta come il Trentino rappresenti una tappa importante lungo la rotta migratoria di questa rara specie. Non si tratta di un evento isolato: quasi ogni anno alcuni esemplari sostano nei prati della zona, attirando la curiosità di appassionati e osservatori di fauna selvatica.

 

Karol Tabarelli de Fatis, naturalista dell'Ufficio Ricerca e collezioni museali del Muse, spiega a il Dolomiti la fragilità di questa specie: “L’ibis eremita è una specie migratrice che era presente nell’Europa centrale fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa del bracconaggio. Oggi l’Ibis eremita è una delle specie maggiormente minacciate a livello mondiale, ma dal 2018 la specie è considerata “In Pericolo” e non più “In Pericolo Critico” nella Lista Rossa Iucn (Unione Internazionale per la conservazione della natura), grazie ai progetti di conservazione e alla popolazione in crescita lungo la costa atlantica del Marocco. Rimane comunque una delle specie più vulnerabili al mondo, la cui sopravvivenza dipende da poche popolazioni numericamente ridotte”.

 

Gli esemplari che transitano in Valsugana provengono per lo più dalle colonie reintrodotte in Baviera, nel Salisburghese e nella regione del Lago di Costanza. In autunno attraversano le Alpi e la pianura padana per raggiungere le aree dove poter trascorrere l’inverno in Toscana. Negli ultimi anni, però, alcuni gruppi hanno allungato la migrazione fino all’Andalusia, segnale che la popolazione sta crescendo e diversificando le proprie rotte. Gran parte degli Ibis è equipaggiata con un trasmettitore Gps. I loro spostamenti vengono raccolti in tempo reale e resi disponibili al pubblico tramite l’app gratuita Animal Tracker (per Android e iOS).

 

Uno dei progetti che tutela e segue la rotta migratoria di questa specie è “Reason for Hope”: riportare il Waldrapp (nome tedesco che identifica la specie) a volare in Europa. Il progetto è uno dei più ambiziosi programmi di tutela faunistica avviati in Europa. Coordinato dal Waldrappteam insieme a partner in Austria, Germania e Italia, si propone di ricreare una popolazione migratoria di ibis eremita, scomparsa dal continente da circa quattro secoli. I giovani vengono allevati in cattività e guidati nella loro prima migrazione verso l’Italia seguendo degli ultraleggeri pilotati dai ricercatori. Una volta imparata la rotta, gli uccelli sono in grado di ripeterla autonomamente negli anni successivi. Il punto di svernamento principale è l’Oasi Wwf della Laguna di Orbetello, in Toscana.

 

Nonostante i progressi, la maggiore difficoltà lungo la rotta italiana resta il bracconaggio. Ancora oggi una parte consistente delle perdite di ibis avviene nel nostro Paese, dove casi documentati di abbattimenti illegali raramente portano a condanne. Secondo stime passate, circa un terzo delle morti registrate in Italia era dovuto a colpi d’arma da fuoco. Il progetto Life ha fissato come obiettivo una forte riduzione di questi episodi entro il 2028. Tuttavia, senza un contrasto più efficace della caccia illegale, il rischio è di compromettere anni di sforzi internazionali.

 

 

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