Orso preda diversi animali da reddito "non protetti", la Provincia: "In aumento anche i danni da lupo: necessario dotarsi di recinti"
La Provincia: "Nel corso del mese di settembre si sono verificati più avvistamenti di orsi rispetto ai mesi estivi, da un lato per la presenza sul territorio di molti cacciatori, dall’altro per la maggiore frequentazione da parte degli orsi di vigneti, frutteti e campi di mais a fondovalle"

TRENTO. "Nel corso del mese di settembre si sono verificati più avvistamenti di orsi rispetto ai mesi estivi, da un lato per la presenza sul territorio di molti cacciatori, dall’altro per la maggiore frequentazione da parte degli orsi di vigneti, frutteti e campi di mais a fondovalle".
A dirlo, la Provincia di Trento nel piccolo report mensile legato alla situazione grande carnivori in Trentino: "Per quanto riguarda gli orsi, i danni si sono concentrati principalmente sul patrimonio agricolo. Si registrano alcuni eventi di predazione su patrimonio zootecnico non protetto da opere di prevenzione idonee (quattro asini, un bovino); due i danni al patrimonio apistico".
Nel mese di settembre è ripreso, dopo una pausa da metà luglio a fine agosto, il monitoraggio sistematico dell’orso eseguito ogni due anni, basato sul controllo periodico di siti di monitoraggio dislocati sul territorio montano, delimitati da filo spinato teso a 50 centimetri di altezza.
"L’esca olfattiva presente incuriosisce gli orsi, inducendoli a passare sopra o sotto il filo spinato per indagare (senza trovare alcunché di commestibile) e lasciandovi così impigliati dei peli - spiegano dalla Provincia - che saranno poi analizzati per determinare l’identità dell’individuo. Il monitoraggio sistematico si concluderà a metà ottobre".
Il 18 settembre è stato rinvenuto il corpo di un'orsa adulta sulla montagna di Caldes. Il 25 settembre è stata rinvenuta la pelle di un giovane orso nel parco giochi di Fondo. Sono in corso analisi da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e di Fem, e indagini da parte del Corpo forestale trentino.
Il 25 settembre è stato investito un piccolo di orso all’imbocco della Val Ambiez, a San Lorenzo Dorsino. L’animale, osservato insieme ad un altro piccolo al momento dell’investimento, si è allontanato. I campioni reperiti sul posto saranno analizzati per tentare di identificare l’individuo ed eventualmente confermare in seguito la sua sopravvivenza.
Per quanto riguarda invece i lupi, nel corso del mese di settembre "gli avvistamenti sono stati relativamente pochi". Alcuni fototrappolaggi hanno permesso di accertare/confermare riproduzioni.
"Hanno raggiunto il picco stagionale, invece, le predazioni a carico di bestiame da reddito al pascolo sugli alpeggi e, in qualche caso, al pascolo su prati di mezza montagna o fondovalle - si legge ancora nel report -. Sono altresì proseguite, anche se con frequenza più ridotta, le predazioni in bassa quota - anche in ambito periurbano - nell’area della bassa Valsugana, già oggetto di numerose predazioni fin dai primi mesi del 2025".
Il 20 settembre è stato eseguito, da parte del Corpo Forestale Trentino, il decreto di abbattimento nei confronti di un lupo nella Lessinia trentina: "Si ricorda ancora una volta l’importanza di adottare misure di prevenzione delle predazioni (stabulazione notturna, sorveglianza, uso di recinzioni elettrificate e/o cani da guardiania). L’amministrazione provinciale fornisce aiuti nel campo della prevenzione, in comodato d’uso gratuito o a finanziamento, sia alle aziende agricole che agli hobbisti".
Con la conclusione della stagione dell’alpeggio i referenti per la prevenzione del Servizio Foreste stanno provvedendo al recupero dei box forniti ai pastori a inizio estate nei contesti sprovvisti di strutture di ricovero. In questo periodo si stanno inoltre portando a termine i lavori di ripristino o costruzione ex-novo di tre rifugi in legno che saranno a disposizione dei pastori nell’estate 2026.
Per quanto riguarda la situazione relativa agli sciacalli dorati, l'11 settembre è stato fototrappolato il nucleo riproduttivo presente in Val di Fiemme, nel comune di Cavalese. Il 28 settembre, invece, è stato investito uno sciacallo dorato a Carano, in Val di Fiemme.
L’animale, gravemente ferito, è stato catturato il giorno successivo, e consegnato al veterinario incaricato per le valutazioni del caso, che hanno portato alla decisione di procedere con l’eutanasia dell’animale (QUI ARTICOLO).












