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UniTn, verso il quattordicesimo rettore: partono domani le elezioni tra Deflorian e Sala

Partono domani, martedì 23 febbraio le votazioni per l'elezione del quattordicesimo rettore dell'Ateneo trentino. I due candidati, Deflorian e Sala, sapranno finalmente chi dei due occuperà la massima carica

Di Francesca Faccini - 22 febbraio 2021 - 19:01

TRENTO. Domani, martedì 23 febbraio 2021, si tiene la prima giornata di votazioni per eleggere il nuovo rettore dell’Università di Trento che dovrà ricoprire la carica per i prossimi 6 anni. L’occasione vede sfidarsi due candidati: Flavio Deflorian, professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali del Dipartimento di Ingegneria industriale e Massimiliano Sala, professore ordinario di Algebra al Dipartimento di Matematica.

 

 Dalle 9:00 alle 17:30 il corpo elettorale composto da 2737 persone esprimerà la propria preferenza con modalità telematica – prima volta nella storia dell’Università che viene utilizzato questo metodo –, mentre eventuali altre votazioni e ballottaggio avranno luogo nelle giornate del 24, 25, 26 febbraio. La possibilità che domani sia già noto il nome del prossimo rettore si può concretizzare qualora si raggiunga il quorum (almeno un terzo degli aventi diritto al voto) e qualora Sala o Deflorian ottenga la maggioranza assoluta dei voti.

 

L’elettorato attivo costituito da personale docente, ricercatore, tecnico-amministrativo e rappresentanza studentesca non ha lo stesso peso, o meglio ha un peso che sembra proporzionato all’importanza concessa dall’istituzione: se la preferenza di professoresse e professori di ruolo, ricercatrici e ricercatori di ruolo e senior (663), componenti del Consiglio degli studenti (19) vale uno, il voto di ricercatrici e ricercatori post-doc, dottorande e dottorandi, titolari di assegni di ricerca vale 0,0106. In tal modo 1288 persone appartenenti a questo secondo gruppo esprimono 13,64 voti, facendo trapelare l’idea che queste siano figure passeggere più che dipendenti dell’Università. Infine il voto del personale dirigente, tecnico-amministrativo e collaboratrici e collaboratori esperte/i linguistici con contratto di lavoro subordinato ha un peso di 0,0356.

 

Fondato nel 1962 con la nascita dell’Istituto universitario superiore di Scienze sociali grazie all’iniziativa dell’allora Presidente democristiano della Provincia Bruno Kessler, l’Ateneo di Trento è ricordato per la sua storica occupazione della Facoltà di Sociologia avvenuta il 24 gennaio 1966 per opera di 60 studentesse e studenti. Il motivo che porta Mauro Rostagno, Renato Curcio e altre compagne e compagni a piantare le tende nelle aule del palazzo di via Verdi è il riconoscimento giuridico della laurea, poiché, a tre anni dal varo dell’Istituto, non c’era ancora nessuna certezza sulla spendibilità del titolo di studio. Per nove giorni consecutivi la Facoltà di Trento lascia spazio a seminari, pièce teatrali, corsi alternativi, concerti come quelli tenuti con la chitarra da Mara Cagol – nota figura delle BR uccisa in un conflitto a fuoco con i carabinieri. Questa prima mobilitazione, oltre ad attirare l’attenzione della grande stampa, riesce a ottenere con rapidità dei risultati importanti dato che già a maggio dello stesso anno il Senato della Repubblica approva il disegno di legge che istituisce la Laurea in Sociologia, facendo di Trento la prima città in Italia con questa Facoltà.

 

Se l’Università di Trento vanta degli innovativi primati come il fatto che il rettore Francesco Alberoni era noto per raggiungere il suo ufficio al volante di una Spider rossa e dare lezioni nel suo appartamento, non si discosta dal trend nazionale in fatto di assenza di donne dalla carica di rettrice. L’Ateneo trentino, infatti, annovera solo Daria de Pretis (biennio 2013-2014) nella cerchia dei suoi 13, quasi 14 “capi”, confermando la percentuale nazionale che, nel 2020, vedeva 7 rettrici a fronte di 77 rettori. Infine, non può passare inosservato il fatto che sia sufficiente tornare al 1992 per risalire alla prima rettrice italiana con la nomina di Maria Bianca Tedeschini Lalli al vertice dell’allora neonato Ateneo di Roma Tre, sebbene la storia dell’Università italiana sia cominciata nel 1088 con la fondazione dell’Alma Mater di Bologna.
 

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