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Biblioteca, il rettore: "L'apertura? Verso il prossimo fine settimana". Ordine del giorno di Cia: "Negli alloggi sfitti de Le Albere mettiamoci gli studenti"

L'ateneo trentino attende l'ultimo parere positivo sull'agibilità (l'apertura non sarà. Collini: "L'opera è stata concessa all'Università in comodato d'uso gratuito per i prossimi 30 anni". Intanto in consiglio provinciale arriva la proposta di utilizzare (tramite permuta) gli spazi rimasti sfitti del quartiere. Cia: "Sono la stragrande maggioranza" 

Di Luca Andreazza e Luca Pianesi - 10 dicembre 2016 - 14:02

TRENTO. E' trascorso quasi un mese dall'inaugurazione della nuova Biblioteca centrale dell'Università di Trento nel cuore del quartiere Le Albere e dalla prossima settimana gli studenti potranno finalmente cominciare a popolarla. E se gli studenti andassero anche a vivere nel quartiere di Renzo Piano? La proposta è stata avanzata dal consigliere provinciale di Agire Claudio Cia che ieri ha presentato un ordine del giorno da collegare al bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2017-2019 della Provincia e che quindi sarà discusso già a dicembre in aula.

 

Uno dei grandi dubbi legati alla nascita della nuova biblioteca, infatti, è quello se sarà poi realmente frequentata vista la posizione defilata rispetto alle facoltà e al centro cittadino. Lo stesso presidente Rossi, all'inaugurazione del 19 novembre, aveva affermato che l'opera, costata 44 milioni di euro, "non è completa. Siamo a metà. Adesso deve essere vissuta dagli studenti. Il nostro è un investimento in conoscenza e quindi in democrazia".

 

Ormai le carte bollate sono agli sgoccioli come ci conferma lo stesso rettore dell'Ateneo Paolo Collini: "Siamo fiduciosi di aprire ufficialmente le porte la prossima settimana. Non abbiamo ancora una data precisa, ma siamo in attesa solamente del parere positivo per l'agibilità, che complice anche questo ponte dell'Immacolata, slitta al primo giorno disponibile". Lungaggini burocratiche dovute "alla necessità di terminare l'arredamento interno - continua il rettore - e si conclude alcuni interventi all'impianto elettrico. Lo scoglio maggiore era però rappresentato dal primo aspetto: per poter ricevere il via libera è necessario infatti aver posizionato tutti gli ingombri e avere così il quadro generale degli spazi al completo".

 

Una struttura moderna e avveniristica con pavimenti in bambù, impianto irriguo dei bagni che si alimenta con l'acqua piovana, pannelli fotovoltaici che lasciano spazio alle ampie vetrate che illuminano tutta la struttura. Il tutto per un edificio che potrà ospitare 430 postazioni studio e 480 mila volumi, grazie ai suoi 10 chilometri di scaffali. Un balzo nel futuro: "Un'opera che è stata concessa all'Università in comodato d'uso gratuito per i prossimi 30 anni - dice Collini -. Qualsiasi cosa lo sviluppo tecnologico farà dei libri, questa biblioteca è destinata, per la bellezza e la gioia che si prova nel frequentarla, a rimanere un luogo di aggregazione, come edificio proiettato nel futuro indipendentemente dalla sua funzione originaria. Un progetto che non è nato come biblioteca, ma che grazie ad una geniale intuizione e a un grande impulso della Provincia autonoma si è trasformata".

 

E in un nuovo "guizzo" della Provincia spera anche Claudio Cia che chiede "di prendere in esame la possibilità di attivare con l’Opera Universitaria un percorso di acquisizione di spazi abitativi del Quartiere de Le Albere tramite permuta o altre modalità che non contemplino un ulteriore esborso di denaro pubblico, per adibirli ad abitazione in modo da renderli disponibili per gli studenti e il personale universitario a prezzi calmierati". 

La nuova biblioteca universitaria

 

Cia, infatti, nell'ordine del giorno ricorda come ormai siano passati tre anni dall'inaugurazione de Le Albere. "Finiti i festeggiamenti, però, è rimasta solo desolazione - spiega - e la folla è un ricordo remoto: non ci sono gruppi di giovani, coppie o famiglie a spasso lungo i vialetti. Il quartiere si presenta infatti ancora mezzo vuoto, gran parte dei 300 alloggi sono rimasti senza proprietario: solo 50 tra appartamenti, negozi e uffici sono stati venduti a famiglie e imprese, di cui 31 nel residenziale, 11 nel commerciale e 8 nel terziario (anche se a noi il "commerciale" della struttura aveva detto che tra acquisti e affitti circa la metà del residenziale era stato assegnato ndr). Facile da spiegare se si guarda al prezzo, che parte da 4.500 euro al metro quadro, alla crisi economica che avanza e alle banche, che non fanno più credito. Un quartiere - prosegue- che dimostra quanto le scelte politiche sull'area siano state poco lungimiranti. A Trento, infatti, non esiste un gruppo sociale tanto numeroso da potersi permettere un appartamento firmato da Renzo Piano, al punto che un paio d'anni fa Isa, principale azionista della Castello sgr, che gestisce le vendite degli alloggi, ha aperto all'ipotesi di affittarne circa il 30%".

La proposta di Cia nasce poi dalla scelta, squisitamente politica, della Provincia, di spostare la biblioteca da 400 posti studio disegnata da Mario Botta (che sarebbe dovuta costare 61 milioni di euro e per il cui progetto l'architetto è stato pagato 512.717 euro) da piazzale Sanseverino a Le Albere, allontanandola di qualche centinaio di metri dalle vicine facoltà di Giurisprudenza, Economia, Lettere e Sociologia, affidando poi la progettazione a Renzo Piano.

 

"Portare gli studenti universitari a Le Albere, consentirebbe anche di rendere più vivace un quartiere altrimenti desolante - conclude Cia - considerata anche la presenza di aree verdi e spazi di aggregazione già presenti".

 

La certezza è che gli studenti tra pochi giorni potranno frequentare la biblioteca (una volta aperta al pubblico osserverà questi orari: da lunedì a sabato dalle 8 alle 23.45 e la domenica dalle 14 alle 21). Chissà che non riescano anche ad andare a rivitalizzare tutto il quartiere, magari abitandolo e vivendolo quotidianamente.

 

 

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