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Gesù bambino è già apparso nel presepio di Piazza Duomo. Perché? Deve posare per i selfie

Da tradizione il bambino dovrebbe essere posato nella mangiatoia a cavallo tra il 24 e il 25 dicembre eppure Trento ha fatto una scelta diversa. Senza di lui la foto dei turisti non sarebbe completa

Di L.P. - 07 dicembre 2017 - 20:37

TRENTO. Che ci fa Gesù bambino già bello posizionato nella mangiatoia del presepe di Piazza Duomo i primi di dicembre? Semplice, si fa i selfie con i turisti. Questa è stata la risposta dell'amministrazione comunale (la curia s'è limitata a spiegarci che loro non c'entrano). E' già "nato" perché così i turisti, se vogliono farsi una foto, la fanno completa e non senza il "protagonista" principale. E pensare che la domanda c'è stata posta proprio da una comitiva di turisti.

 

Già perché se da un lato, come ogni anno, tornano alla carica in tutta Italia i movimenti di destra che professano la sacralità del presepe come simbolo delle nostre tradizioni da reintrodurre, più o meno obbligatoriamente, nelle scuole e negli edifici pubblici; se ci sono sindaci, come quello di Forza Italia di Sesto San Giovanni, che sta regalando presepi alle scuole perché "rappresenta la nostra identità"; se in Veneto la Regione avrebbe stanziato addirittura dei fondi per favorire il diffondersi di Re Magi, pastorelli e mangiatoie varie negli edifici pubblici, a Trento (e, va detto, anche a Bolzano all'ingresso del Mercatino in Piazza Walter) a vincere è l'anima turistica del Natale più che lo spirito religioso.

 

La tradizione vuole, infatti, che il bambino venga posato sulla mangiatoia a cavallo del 24 e del 25 dicembre. Il perché è presto detto: il presepe è la rappresentazione della Natività. Una tradizione che, com'è risaputo, ha origini lontane che partono da San Francesco d'Assisi e da quella che si vuol pensare sia stata la prima rappresentazione della Natività realizzata nel 1223 a Greccio in provincia di Rieti proprio dal santo umbro ed era, proprio, la notte a cavallo tra il 24 e il 25 dicembre. Conta poco, conta tanto, conta niente. Però è curioso che ormai anche una cosa che da tradizione aveva un suo senso logico molto chiaro oggi venga candidamente aggirata perché "una foto con il presepe senza Gesù bambino nella mangiatoia non è completa". 

 

 

Per chi volesse vedere un vero presepe, invece, c'è Piazza Vittoria.statuette e animali sono fatti con delle pietre e la mangiatoia è ancora vuota. Siamo certi che a San Francesco questo presepino, un po' defilato, pauperistico ma gioioso, sarebbe piaciuto sicuramente di più di quello a due piani di Piazza Duomo. Ma in fondo, forse, alla fine aveva ragione il poeta dialettale romano Trilussa con il suo "er presepio".

 

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé 'sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v'odiate,
si de st'amore non capite gnente...

Pé st'amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare 'na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l'amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

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