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Morta per malaria, anche i periti confermano che il contagio sarebbe avvenuto in ospedale a Trento

Dopo la relazione dell'Istituto Superiore di Sanità anche i periti veronesi nominati dalla Procura della Repubblica di Trento avrebbero confermato che il contagio della piccola Sofia sarebbe avvenuto al Santa Chiara. Sempre più forte la tesi "errore umano impercettibile"

Pubblicato il - 21 novembre 2017 - 16:23

TRENTO. Anche i periti della Procura confermano che il contagio di Sofia sarebbe avvenuto in Ospedale a Trento. Dopo la relazione dell'Istituto Superiore di Sanità, che aveva dichiarato che il contagio era avvenuto durante il ricovero tra il 16 e 21 agosto nel reparto di pediatria del Santa Chiara, ora trapelano le prime notizie in merito alle indagini condotte dai periti veronesi nominati dalla Procura della Repubblica di Trento e finita in queste ore sul tavolo del procuratore capo Marco Gallina. Il ceppo di malaria è lo stesso di quello di una delle due bambine che erano ricoverate a Trento e dunque il cerchio si restringerebbe ulteriormente intorno all'errore avvenuto all'interno dell'ospedale di Trento.   

 

La vicenda è quella, drammatica, che riguarda la morte della povera Sofia Zago, la bambina di quattro anni, originaria di Piedicastello, entrata al Santa Chiara con una forte febbre e trasferita poi d'urgenza agli Spedali Civili di Brescia con la malaria. Qui, nonostante i tentativi di cura non c'è stato nulla da fare. La bimba è deceduta il 4 settembre scorso e da subito sono partite le indagini per ricostruire l'accaduto. In pediatria, a Trento, infatti, erano ricoverate con la malaria due bambine ma si è pensato anche alla pista di una possibile zanzara anofele che avrebbe punto Sofia o in ospedale o a Bibione, durante le vacanze estive della piccola.  

 

Ai primi di novembre l’Istituto Superiore di Sanità aveva fatto trapelare che il contagio era avvenuto molto probabilmente durante il ricovero avvenuto tra il 16 ed il 21 agosto nel reparto pediatria all’ospedale Santa Chiara del capoluogo trentino. Le analisi, poi, hanno detto che ceppo di malaria che avrebbe ucciso Sofia, il Plasmodium Falciparum, era lo stesso che aveva colpito le due bambine ricoverate in pediatria. L’Istituto Superiore di Sanità nella sua relazione aveva già anticipato che l’infezione non era stata trasmessa da ipotetiche zanzare ma da un "errore umano impercettibile".

 

Ora la conferma dei periti veronesi. Gli esami sono stati effettuati all'ospedale di Negrar di Verona. La relazione completa è attesa per la fine del mese e a quel punto per la Procura di Trento il quadro potrebbe diventare completo. 

 

Sulla questione l'Azienda sanitaria non si espone e commenta solo che "a conclusione della prima fase del lavoro svolto dal gruppo interno, incaricato della verifica dei protocolli operativi di gestione delle malattie infettive in Apss, nei giorni scorsi l’Azienda sanitaria ha trasmesso alla Procura di Trento la relazione della commissione quale contributo dell’Ente alla vicenda legata alla morte della piccola Sofia".

 

"La commissione - prosegue il comunicato dell'Apss - presieduta dal professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e composta dai medici dell’Apss Eugenio Gabardi, Fabio Cembrani, Luca Fabbri e Camilla Mattiuzzi ha condotto le indagini interne vagliando le procedure aziendali anche alla luce della più recente letteratura scientifica e ha prodotto una relazione che è stata consegnata al Procuratore dottor Marco Gallina, quale contributo all’accertamento dei fatti avvenuti lo scorso agosto. In attesa della conclusione delle indagini della Procura di Trento l’Apss non rilascerà alcun commento".

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