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Psicologia clinica, 2 mila nuovi casi all'anno tra depressione e ansia. Alberto Pacher: "Trentino all'avanguardia nella cura"

Si spazia dalle patologie più sintomatiche, quali depressione, ansia, panico e forme fobiche ai problemi di transizione come adolescenza e anzianità. Pacher: "Non è mai banale riconoscere i sintomi di un disturbo psicologico da quello di una fase della vita. Anche l'elaborazione di un lutto, la perdita del lavoro o il mobbing possono essere causa di disagio"

Di Luca Andreazza - 20 ottobre 2017 - 06:55

TRENTO. "In Trentino nel 2016 abbiamo registrato circa 2 mila nuovi casi di problematiche psicologiche", queste le parole di Alberto Pacherdirigente del reparto di psicologia clinica dell'Azienda sanitaria.

 

Si spazia dalle patologie più chiare e sintomatiche, quali depressione, ansia, panicoforme fobiche ai problemi di transizione come l'adolescenza e l'anzianità. "Questi disturbi psicologici - aggiunge l'ex primo cittadino - colpiscono prevalentemente le donne, ma se fino a qualche anno fa si poteva vedere una proporzione fortemente sbilanciata tra i due sessi, ora si va verso un sostanziale equilibrio. Gli uomini hanno inoltre una minore introspezione e tendono a sottovalutare questi problemi".

 

Si sa dove si nasce, ma non dove si muore e nel mezzo la vita può finire in disordine: ferite dell'esistenza che devono essere riparate e affrontate, abbandonando il mantra del 'Ma dai, non sarà niente, ora mi passa'. 

 

"La vera forza è quella di non avere paura di chiedere aiuto a qualche specialista - prosegue Pacher -. E' necessario intervenire il prima possibile, altrimenti il rischio è il radicamento di questi modelli depressivi e l'intervento diventa ancora più difficile".

 

Le stime dicono che oltre un terzo (34%) di chi presenta sintomi di depressione non ne ha mai parlato con nessuno, il 28% si è rivolto invece ad un medico o altro operatore sanitario, il 22% ne ha parlato in famiglia o con amici, il 16% ad entrambi (medico e famiglia/amici).

 

"Indubbiamente - riconosce Pacher - è importante l'ambiente famigliare e la sfera degli amici per magari consigliare di rivolgersi a qualche esperto. Non è mai banale riconoscere i sintomi di un disturbo psicologico da quello di una fase della vita. Anche l'elaborazione di un lutto, la perdita del lavoro o il mobbing possono portare a forme di disagio sulle quali si può intervenire per il benessere personale, che si traduce anche nella migliore qualità della vita per le persone care che ci circondano e per la comunità".

 

Oggi il retaggio culturale sta sfumando e lo psicoterapeuta non è più visto come 'il medico dei matti', ma viene inteso come un normale servizio. "Il lavoro è ancora tanto - dice il dirigente del reparto di psicologia clinica - in Italia siamo ancora distanti da Stati Uniti e Argentina, che presentano una tradizione profonda e radicata, oppure dai Paesi scandinavi, dove i trattamenti sono fortemente sostenuti dal servizio sanitario pubblico".

 

E il Trentino come si approccia alle tematiche della psiche? "La nostra Provincia - conclude Pacher - è all'avanguardia in questo settore: qui siamo stati più sensibili e si è operato per una democratizzazione della psicologia clinica. Basta il costo del ticket per accedere a cicli di 8 e 16 colloqui. Siamo gli unici a proporre un servizio dedicato a livello di Azienda sanitaria per i servizi sanitari, mentre nel resto d'Italia è tutto frammentato. I disturbi psicologici richiedono un approccio multidisciplinare e un lavoro di squadra in grado di coinvolgere specialisti e medici di famiglia, pazienti e familiari".

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