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Il dramma dei suicidi in Trentino: “Ogni anno tra i 40 e i 50 casi, le fasce più colpite quelle che vanno dall’adolescenza ai 30 anni e gli over 75”

L’isolamento sociale, la costante minaccia del Covid-19, l’ansia per il futuro, stanno favorendo lo sviluppo di forme depressivo-ansiose anche in soggetti sani e l’aggravarsi della condizione psichica dei soggetti più fragili e di chi già soffre di disturbi mentali. Gli esperti: “Fondamentale rafforzare ancora di più gli strumenti di supporto e le risorse messe a disposizione per le persone in difficoltà”

Foto d'archivio
Di T.G. - 20 dicembre 2020 - 15:29

TRENTO. Solo in Trentino, ogni anno, si stimano tra i 40 e i 50 casi di suicidio. Un dato che a partire dal 2012 è persino in crescita. Come evidenzia il report annuale sugli eventi suicidari in Trentino le fasce più colpite sono quelle dall’adolescenza ai 30 anni e nella fascia d’età superiore ai 75 anni, con una prevalenza dell’81,8% dei casi per il sesso maschile.

 

È proprio per affrontare questa tematica che è stato messo in piedi il tavolo di coordinamento provinciale del progetto “Invito alla vita” che si è riunito (virtualmente) in questi giorni per fare il punto della situazione. “Alla luce della pandemia e dell’emergenza nazionale in atto – si legge nel comunicato – con le inevitabili ricadute anche sul piano psicologico e sull’esistenza di ognuno di noi, risulta fondamentale rinsaldare il legame e la collaborazione tra i vari attori del tavolo e rafforzare ancora di più gli strumenti di supporto e le risorse messe a disposizione per le persone in difficoltà” (QUI un approfondimento).  Dal 2008 infatti, tramite il progetto “Invito alla vita” coordinato dall’associazione di volontariato Ama (Auto Mutuo Aiuto) in collaborazione con l’area salute mentale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ci si sta occupando di sensibilizzare e formare su questo tema, oltre a sostenere i cittadini in difficoltà e le persone che hanno perso un loro caro per suicidio in provincia di Trento.

 

La pandemia ha portato con sé un esteso senso di incertezza e forti limitazioni soprattutto nei contatti fra le persone, con un crescente malessere, anche nella nostra Provincia, nelle fasce giovanili. I giovani raccontano un senso di inquietudine per il presente e il futuro e la fatica di non vivere con serenità passioni, spazi e momenti di condivisione con gli amici. L’isolamento sociale, la costante minaccia del Covid-19, l’ansia per il futuro, il lavoro e la propria condizione socio-economica sono tutti elementi che hanno favorito lo sviluppo di forme depressivo-ansiose anche in soggetti sani e l’aggravarsi della condizione psichica dei soggetti più fragili e di chi già soffre di disturbi mentali. Inoltre, c’è la difficoltà di accedere alle tradizionali forme di supporto, dal semplice contatto sociale a forme più o meno specialistiche di sostegno.

 

In un contesto come questo risulta quindi fondamentale intervenire efficacemente per prevenire il fenomeno dei suicidi. Partendo dal presupposto che il suicidio è un evento che non può rimanere confinato esclusivamente in una dimensione privata ma è un fatto sociale. Il Trentino per esempio propone una campagna diversificata e un lavoro di cooperazione con le diverse realtà territoriali, istituzionali e non . Una strategia d’intervento a vari livelli, con l’intento di potenziare i fattori protettivi e intervenire sui fattori di rischio attraverso un’azione collettiva che possa favorire il rafforzamento del tessuto sociale. Gli obiettivi si identificano nell’aumentare la consapevolezza del fenomeno, nel ridurre lo stigma e nel fornire indicazioni sulle possibilità e modalità di aiuto.

 

Le attività svolte nel corso del 2020 si sono focalizzate in particolare su una campagna di sensibilizzazione sul tema dei sopravvissuti (chi sopravvive al suicidio di una persona cara) e sull’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto, all’interno dei quali si attuano processi emotivi, cognitivi e relazionali in grado sia di alleviare le fasi acute della sofferenza sia di guidare il sopravvissuto nell’esplorazione di nuovi modi di guardare alla propria vita e di vari accorgimenti utili a fronteggiare il confronto quotidiano col lutto.

 

Nell’ultimo anno sono state anche messe in campo altre attività di sensibilizzazione e promozione degli strumenti di supporto e delle risorse a disposizione di chi è in sofferenza, in particolare la Linea telefonica del progetto e il numero verde gratuito 800 061 650 attivo 365 giorni all’anno dalle 7 del mattino all’una di notte. Inoltre si è lavorato anche sulla formazione delle forze dell’ordine. In vista del prossimo anno l’obiettivo è quello di lavorare maggiormente sulla formazione dei professionisti, sanitari e non, per creare una rete di prevenzione del suicidio che sia capillare su tutto il territorio trentino e per poter essere al fianco e al sostegno delle persone sopravvissute, quando l’evento non si è potuto evitare. 

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